Puglia – Primo atto della giunta: acquedotto pubblico.
«L’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita». La disponibilità e l’accesso all’acqua potabile fa parte dei «diritti inviolabili e inalienabili della persona umana, diritti universali non assoggettabili a ragioni di mercato». La Puglia segna un colpo sul terreno della buona amministrazione e della buona politica. Il primo atto della seconda giunta Vendola è una riforma senza precedenti dell’acquedotto pugliese.
di Matteo Bartocci – 12 maggio 2010
da www.ilmanifesto.it
La «bestemmia» di Vendola e comitati contro il mercato
Effetto Vendola
Se in Italia vince il centrodestra conquistando altre regioni, la Puglia si conferma off-limits per il Pdl. Se il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, non se la sente di parlare di sconfitta, Vendola invece dice a chiare lettere che “il centrosinistra ancora una volta conosce una sconfitta”, tanto più pesante “perché avviene nel pieno della crisi del berlusconismo”.
Red – 30 marzo 2010
da www.aprileonline.info
Rita Borsellino: “Con Nichi, per difendere la Puglia migliore”
Devo ammetterlo: ogni volta che incontro Nichi Vendola, ogni volta che ci fermiamo a parlare della Puglia, mi prende una sorta di invidia. Non la nascondo, anche perché è un’invidia “buona” nei confronti di una regione che, a differenza della mia Sicilia, ha saputo affrontare negli ultimi anni i nodi critici del suo territorio, rilanciare la crescita economica e sociale, creare le premesse per uno sviluppo di lunga durata. Progressi che ho potuto constatare con i miei occhi e con gli occhi di tutti quei pugliesi che ho visto di nuovo pieni di fiducia ed entusiasmo. Lo stesso lucido entusiasmo di Nichi, di quando mi parla della sua terra, della sua esperienza di presidente, racconti al contempo sofferti e pieni di speranza.
Rita Borsellino – 15 marzo 2010
da www.sinistraeliberta.eu
Chi teme ‘l’anomalia’ Vendola e perché
La Puglia va “normalizzata” riadattandola ad un preciso modello di sviluppo economico che invece la gente oggi in gran parte rifiuta. Si vuole la sconfitta di Vendola perché essa è funzionale agli interessi nazionali in barba ad ogni disegno di sviluppo alternativo dei suoi territori e di difesa dell’ambiente.
Giancarlo Girardi – 28 gennaio 2010
da www.aprileonline.info
Vendola: con me torna a vivere una sinistra che sa emozionare
Il giorno dopo, il giorno del trionfo a reti quasi unificate, dai salotti di Bruno Vespa e Gad Lerner, la celebrazione più inattesa è arrivata al compagno Nichi da un vecchio nemico, l’ex fascistone Salvatore Tatarella, l’uomo più popolare della destra pugliese, fratello del mitico Pinuccio. All’aeroporto di Bari, dove Vendola è in partenza per Milano, Tatarella gli viene incontro: “Omaggi a sua eccellenza!”. “Sua eccellenza sarà lei…” sorride Nichi. “Quant’è bravo ’sto ragazzo, che spinge i suoi avversari al suicidio” aggiunge Tatarella. E rivolto al cronista: “Ha vinto ieri e vincerà a marzo. Lo sa lui, lo so io, lo sapete pure voi”. Poi s’accendono le telecamere e parte la dichiarazione ufficiale: “Rocco Palese è il miglior candidato possibile per smascherare i cinque anni d’inganno”. Un vero Tatarella. Ma tutti sanno, Vendola, Tatarella che il vento ormai tira a favore del ciclone Nichi.
di Curzio Maltese – pubblicato da la Repubblica – 26 gennaio 2010
da www.sinistraeliberta.eu
Vendola, la politica nel tempo di Obama
Adesso, il giorno dopo la vittoria di Nichi Vendola, sembra che tutti lo avessero previsto, tranne che Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani. Se è vero che il segretario e la sua “balia” (Nichi dixit) hanno dimostrato di aver capito poco o nulla, non è esattamente così (anche senza contare la politica, nessun giornale, tranne il nostro aveva dato una indicazione su Vendola).
In realtà il successo del vendolismo parte da più lontano, e si spiega solo se si considerano tre fattori.
Il primo: il carisma particolarissimo e raro del governatore della Puglia (che D’Alema ribattezzava in modo sprezzante “Jacopo Ortis”, e che invece ha dimostrato di essere amato).
Secondo: l’accecamento di tutti gli oligarchi del centrosinistra (non vanno dimenticati i “dodici” partiti che si erano già iscritti a sostenere Francesco Boccia).
Terzo: le primarie hanno dimostrato ancora una volta tutto il loro potenziale “eversivo” quando si svolgono in condizioni chiare, senza risultati preconfezionati.
di Luca Telese – 25 gennaio 2010
da http://antefatto.ilcannocchiale.it

