«Tempo, vibrazione/ tempo, veloce/ tempo, veloce/ avvitare, veloce/ avvitare, veloce/ cazzo, la schiena…». Un vero spettacolo, una catena di montaggio simulata dagli «Artisti operai» che per giorni hanno battuto la Metropolitana, la Circumvesuviana, le funicolari di Napoli per mettere in scena il lavoro operaio, «la fatica». Hanno sensibilizzato l’area partenopea per coinvolgere la popolazione intorno allo sciopero generale dei metalmeccanici indetto dalla Fiom. Ora sfilano per le vie di Pomigliano con il loro striscione e ripetono lo spettacolo, stanno subito dietro ‘E Zezi gruppo operaio, una presenza storica dentro i conflitti di classe, da queste parti.
Loris Campetti inviato a Pomigliano – 29 gennaio 2011
da www.ilmanifesto.it
Fiom in piazza. Ora sciopero generale
Sciopero Fiom, Airaudo: “Siamo all’offensiva”
La manifestazione regionale ha visto un corteo lunghissimo riempire via Cernaia, piazza Sabotino, via Roma e piazza Castello. Quando la testa del corteo ha raggiunto il palco allestito in piazza Castello, la coda formata dagli studenti doveva ancora partire dal punto di ritrovo alla stazione di Porta Susa. Senza dubbio migliaia le presenze.
di Susanna Grego – 28 gennaio 2011
da www.nuovasocieta.it
28 gennaio: sciopero generale dei metalmeccanici
Il lavoro è un bene comune: difendiamo ovunque contratto e diritti.
da www.fiomtorino.it
Uniti ce la possiamo fare. L’appello della Fiom
Abbiamo convocato lo sciopero generale dei metalmeccanici per il 28 gennaio; è una tappa fondamentale per la riconquista del Contratto Nazionale e la salvaguardia dei diritti nei luoghi di lavoro.
25 gennaio 2011
da www.sinistraeliberta.eu
Un sindaco Fiom per Torino
Le opposizioni dovrebbero riconoscere nel sindacato un alleato contro il berlusconismo.
Per vincere un referendum basta un voto oltre il 50 per cento. Ma quello di Mirafiori non era un referendum. Doveva essere un plebiscito. Un plebiscito ottenuto col ricatto, anzi con la rappresaglia preventiva di massa: se vince il No siete licenziati tutti, perché portiamo via la Fiat da Torino. I “sindacati di comodo” avevano perfino fissato l’asticella dell’umiliazione che avrebbe dovuto annientare la Fiom: un 80 per cento di Sì. Sappiamo come è andata. Il Sì ha ottenuto il 54%, ma solo grazie al voto dei quadri e impiegati (che hanno approvato i sacrifici di chi sta alla catena, non i propri!). Fra gli operai avrebbe prevalso di nove voti, e nei reparti dove il diktat si applicherà davvero, lastratura e montaggio, ha vinto nettamente il No.
di Paolo Flores d’Arcais, Il Fatto Quotidiano – 16 gennaio 2011
da http://temi.repubblica.it/micromega-online/
Ieri la dignità e il coraggio degli operai di Mirafiori, ora tocca a noi
Sono le due parole che mi attraversavano i pensieri mentre, nella notte, seguivo i primi risultati del referendum di Mirafiori. Dignità e coraggio. Le stesse che si leggono sui volti del Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. E’ questa l’immagine, l’icona, che meglio rappresenta quanto è successo a Torino in questi giorni.
Stefano Moro – 15 gennaio 2011
da www.stefanomoro.eu
La società civile con la Fiom: “Sì ai diritti, No ai ricatti”. Firma l’appello di Camilleri, Flores d’Arcais e Hack
Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto.
Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack
4 gennaio 2011 – Firma l’appello anche tu:
http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391202
Marchionne? «Un eroe moderno»
Per riferire il dibattito aperto nel Partito democratico dalla firma dell’accordo separato a Mirafiori e dal contratto di lavoro definito, in forma sempre separata, a Pomigliano, ci vorrebbe un vignettista del vecchio giornale satirico Il Male, più che un cronista politico o sindacale. Dopo gli appelli a votare sì al referendum-truffa imposto da Marchionne con la complicità dei sindacati «amici» («Se fossi un operaio…»), il gruppo dirigente del Pd sta superando se stesso in creatività e spregiudicatezza.
di Loris Campetti – 1 gennaio 2010
da www.ilmanifesto.it
Fiat, padroni e barboni
«È un grandissimo giorno per l’auto». Fa impressione quest’inno alla gioia di Sergio Marchionne, cantato mentre le agenzie battevano lanci sul crollo del mercato dell’auto in Europa e sulla pesante perdita di quota dei marchi Fiat. Che c’è da festeggiare?
di Loris Campetti – 17 settembre 2010
da www.ilmanifesto.it
Essere moderni
Diretto, feroce, semplice l’applauditissimo proclama, in triplice copia, inviato ai cittadini italiani dalla tribuna di Comunione e Liberazione: prima Marcegaglia («Basta con la lotta di classe»), poi Tremonti («La legge sulla sicurezza sul lavoro è un lusso), e nel gran finale Marchionne («Abbandonare la lotta tra capitale e lavoro»). La presidente degli industriali e l’amministratore delegato della Fiat invitano il mondo del lavoro a farla finita con la cultura degli anni ‘60, con quell’idea primitiva del conflitto tra padroni e operai in difesa di diritti e salari.
di Norma Rangeri – 27 agosto 2010
da www.ilmanifesto.it

