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	<title>Abassavoce &#187; Libia</title>
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		<title>Quello che ci insegnano i giovani mediorientali in piazza</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 17:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In epoca post-coloniale, e in maniera generalizzata dopo la fine della guerra fredda, i governi e i media dei grandi paesi occidentali hanno costruito una narrazione tendente a perpetuare la rappresentazione della sponda sud del Mediterraneo come nostra nemica e redimibile solo con regimi autoritari nostri alleati. Marginalizzato ogni discorso terzomondista in voga fino agli anni ’70, hanno eretto il nostro mare come un muro di Berlino tra mondi inconciliabili. Improvvisamente però le piazze mediorientali sembrano parlare la nostra stessa lingua e ci parlano di una realtà meno distante dalla nostra di quanto preferiamo credere.
Gennaro Carotenuto - 20 febbraio 2011
da www.gennarocarotenuto.it
segnalato da www.fabionews.info]]></description>
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		<title>Libia, una testimonianza in diretta della follia di queste ore</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 20:00:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Abbiamo ricevuto la lettera di un residente a Tripoli che scrive ad un’amica italiana. Una lettera che da un lato è un reportage in diretta degli avvenimenti, dall’altro è un grido d’aiuto a chiunque: singolo cittadino, stato italiano, comunità internazionale. Fate qualcosa – dice Issam – che Dio ci scampi da un genocidio.
Issam - 23 febbraio 2011
da http://vociglobali.it]]></description>
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		<title>In bocca al lupo, Libia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 20:55:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo Tunisia e Egitto, è l'ora della Libia, ma non solo, sono in subbuglio anche Barhein, Iran, Marocco e altri Paesi. In Maghreb e in Medio Oriente stanno accadendo eventi di portata epocale e sicuramente non è possibile oggi farne un'analisi corretta e distaccata. Eppure, a costo di risultare un po' affrettati e superficiali, qualche riflessione va fatta. 
Stefano Moro - 22 febbraio 2011
da www.stefanomoro.eu]]></description>
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		<title>Respinti dall’Italia, rischiano la morte</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 17:13:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Fate intervenire la comunità internazionale. Temiamo per la nostra vita». La richiesta d’aiuto arriva dal centro di detenzione libico di Braq, dai 245 richiedenti asilo eritrei trasferiti manu militari da Misratah il 30 giugno. Un grido di disperazione per una situazione che, nelle parole degli stessi immigrati, «si fa di ora in ora più critica». Secondo le testimonianze raccolte per telefono direttamente dal centro, tra i 245 «reclusi» ci sarebbero una ventina di feriti, anche con lesioni gravi.
di Stefano Liberti - 5 luglio 2010
da www.ilmanifesto.it]]></description>
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		<title>Eritrei deportati, disperato appello</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 10:20:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Blitz dell'esercito libico la notte del 30 giugno: fra pestaggi e violenze 250 profughi, fra cui 50 minori, deportati in una prigione nel Sahara. Non se ne sa più nulla. 
Luciano Scalettari - 2 luglio 2010
da www.famigliacristiana.it]]></description>
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		<title>Gli eritrei deportati nel sud della Libia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 10:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Ci picchiano. Tra noi feriti gravi». Le condizioni dei reclusi sono drammatiche. Secondo alcune testimonianze, i reclusi verrebbero picchiati continuamente dalle guardie. Fra loro ci sarebbero diversi feriti (anche gravi), che però non avrebbero ancora ricevuto alcuna cura. 
di s. li. - 2 luglio 2010
da www.ilmanifesto.it]]></description>
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