Bisogna morire per diventare un eroe, per avere la prima pagina dei giornali, per avere le tv fuori di casa, bisogna morire per restare umani? Mi torna alla mente il Vittorio del Natale 2005, imprigionato nel carcere dell’aeroporto Ben Gurion, le cicatrici dei manettoni che gli hanno segato i polsi, i contatti negati con il consolato, il processo farsa.
di Egidia Beretta Arrigoni – 18 aprile 2011
da www.ilmanifesto.it
Vittorio, mai vivo come ora
Vittorio, l’eroe buono
Forte, coraggioso, generoso. Come nelle favole che si raccontano ai bambini.
Luca Galassi – 15 aprile 2011
da http://it.peacereporter.net
Appunti sul mare che non bagna Gaza…
Per i nostri media, che faticano a pensare che fuori dalla Circle Line della metropolitana di Londra possa esistere un’opinione pubblica, chi in Turchia o in Kuwait (ingrati oltretutto) ha a cuore la sorte della gente di Gaza è necessariamente un terrorista. Solo gli occidentali hanno diritto ad essere considerati degli idealisti, non violenti, pacifisti. Chi nel resto del mondo non abbassa la testa e compie atti di disobbedienza civile come portare aiuti a una popolazione come quella di Gaza, è necessariamente un fanatico o un integralista. Se rinascesse darebbero del terrorista anche a Gandhi (non che all’epoca sua…).
Gennaro Carotenuto – 2 giugno 2010
da www.gennarocarotenuto.it
Gaza: esiste il Piano-Fame
Quante calorie al giorno Israele consente di far giungere a Gaza per mantenere in vita il milione e mezzo di abitanti prigionieri? Saranno mille, o 1.500? Non sappiamo. Sappiamo che esiste un documento del governo israeliano, intitolato «Food Consumpion in Gaza Strip – Red Lines», che stabilisce la somministrazione minima di calorie per impedire che la gente di Gaza cominci a morire in massa, creando un danno d’immagine allo Stato ebraico.
di Maurizio Blondet – 20 maggio 2010
da www.effedieffe.com

