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Articoli con tag Fiom

Maurizio Landini: perchè scenderemo in piazza l’11 febbraio

La crisi economica e finanziaria che ha sconvolto le società occidentali sta presentando un conto pesantissimo per le lavoratrici, i lavoratori e i giovani nel nostro paese. Il bilancio drammatico dei suicidi dati dalla disperazione per la mancanza di speranza sul futuro dovrebbero allarmare chi nel corso degli ultimi due anni ha inforcato gli occhiali dell’eccezionalità che, con qualche azione tecnica, avrebbe nel giro di poco riattivato la crescita o se non altro almeno attenuato gli effetti del calo produttivo e dei consumi.
di Maurizio Landini, da MicroMega 1/2012 – 26 gennaio 2012
da http://temi.repubblica.it/micromega-online/maurizio-landini-perche-scenderemo-in-piazza-l11-febbraio/

Fabbrica Italia è qui

Eccola qua Fabbrica Italia. Non è quella delle promesse di Sergio Marchionne che un’operaia mette in scena soffiando sul cerchietto da cui escono bolle di sapone. È piazza del Popolo dipinta di rosso, riempita dagli uomini e dalle donne che rappresentano ormai l’unica resistenza alla crisi industriale che spopola fabbriche e uffici, decurta i salari, esclude i giovani e precarizza padri e figli. È la piazza dell’orgoglio Fiom, delle persone che, quando qualcuno chiede loro che mestiere facciano, rispondono «operaio», «operaia», «a testa alta e schiena dritta», ripetono dal palco i delegati di tutto il mondo Fiat e della Fincantieri con i rispettivi indotti.
Loris Campetti – 22 ottobre 2011
da http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/10/articolo/5589/

Airaudo lancia gli indignados “Tutti in piazza per dire basta”

Il segretario regionale della Fiom: “E’ bene che nelle piazze di Torino e di tutta Italia si raccolgano gli indignati per discutere, per far sentire la loro voce e per costringere governo e parlamento a cambiare queste norme inique”.
14 agosto 2011
da http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/08/14/news/airaudo_lanciagli_indignados_tutti_in_piazza_per_dire_basta-20421069/

Fiom in piazza. Ora sciopero generale

«Tempo, vibrazione/ tempo, veloce/ tempo, veloce/ avvitare, veloce/ avvitare, veloce/ cazzo, la schiena…». Un vero spettacolo, una catena di montaggio simulata dagli «Artisti operai» che per giorni hanno battuto la Metropolitana, la Circumvesuviana, le funicolari di Napoli per mettere in scena il lavoro operaio, «la fatica». Hanno sensibilizzato l’area partenopea per coinvolgere la popolazione intorno allo sciopero generale dei metalmeccanici indetto dalla Fiom. Ora sfilano per le vie di Pomigliano con il loro striscione e ripetono lo spettacolo, stanno subito dietro ‘E Zezi gruppo operaio, una presenza storica dentro i conflitti di classe, da queste parti.
Loris Campetti inviato a Pomigliano – 29 gennaio 2011
da www.ilmanifesto.it

Sciopero Fiom, Airaudo: “Siamo all’offensiva”

La manifestazione regionale ha visto un corteo lunghissimo riempire via Cernaia, piazza Sabotino, via Roma e piazza Castello. Quando la testa del corteo ha raggiunto il palco allestito in piazza Castello, la coda formata dagli studenti doveva ancora partire dal punto di ritrovo alla stazione di Porta Susa. Senza dubbio migliaia le presenze.
di Susanna Grego – 28 gennaio 2011
da www.nuovasocieta.it

Democrazia!

Venerdì sciopero generale dei metalmeccanici. Nella solidarietà alla Fiom siamo arrivati a 80 mila firme. La Fiom considera il sostegno della società civile fondamentale, contro la “demonizzazione” che Tv e “pensiero unico” hanno scatenato.
da www.micromega.net – 25 gennaio 2011

Uniti ce la possiamo fare. L’appello della Fiom

Abbiamo convocato lo sciopero generale dei metalmeccanici per il 28 gennaio; è una tappa fondamentale per la riconquista del Contratto Nazionale e la salvaguardia dei diritti nei luoghi di lavoro.
25 gennaio 2011
da www.sinistraeliberta.eu

Mercoledì 26, Grazie Mirafiori!

È stata presentata l’iniziativa «Grazie Mirafiori», che si svolgerà mercoledì 26, a partire dalle ore 18, al Palasport di Parco Ruffini.
24 gennaio 2011
da www.fiomtorino.it

Un sindaco Fiom per Torino

Le opposizioni dovrebbero riconoscere nel sindacato un alleato contro il berlusconismo.
Per vincere un referendum basta un voto oltre il 50 per cento. Ma quello di Mirafiori non era un referendum. Doveva essere un plebiscito. Un plebiscito ottenuto col ricatto, anzi con la rappresaglia preventiva di massa: se vince il No siete licenziati tutti, perché portiamo via la Fiat da Torino. I “sindacati di comodo” avevano perfino fissato l’asticella dell’umiliazione che avrebbe dovuto annientare la Fiom: un 80 per cento di Sì. Sappiamo come è andata. Il Sì ha ottenuto il 54%, ma solo grazie al voto dei quadri e impiegati (che hanno approvato i sacrifici di chi sta alla catena, non i propri!). Fra gli operai avrebbe prevalso di nove voti, e nei reparti dove il diktat si applicherà davvero, lastratura e montaggio, ha vinto nettamente il No.
di Paolo Flores d’Arcais, Il Fatto Quotidiano – 16 gennaio 2011
da http://temi.repubblica.it/micromega-online/

Ieri la dignità e il coraggio degli operai di Mirafiori, ora tocca a noi

Sono le due parole che mi attraversavano i pensieri mentre, nella notte, seguivo i primi risultati del referendum di Mirafiori. Dignità e coraggio. Le stesse che si leggono sui volti del Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. E’ questa l’immagine, l’icona, che meglio rappresenta quanto è successo a Torino in questi giorni.
Stefano Moro – 15 gennaio 2011
da www.stefanomoro.eu