Favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione del segreto istruttorio. Questa la condanna per l’ex Presidente della Regione Sicilia, Salvatore “Totò” Cuffaro, che da sabato pomeriggio è recluso nel carcere romano di Rebibbia. La Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Antonio Esposito, si è così espressa a conclusione del procedimento giudiziario denominato “Talpe alla Dda”.
di Marika Demaria – 24 gennaio 2011
da www.narcomafie.it
Cuffaro, dal Palazzo dei Normanni alla cella di Rebibbia
Quanti coccodrilli per il mafioso Cuffaro…
Totò Cuffaro è, in via definitiva, un mafioso. In galera starà a dir tanto fino a Pasqua ma è stato condannato in tre gradi di giudizio come tale. Totò Cuffaro non era un portaborse, un assessore o un consigliere. Era il governatore della Sicilia, una regione di più di cinque milioni di abitanti.
di Gennaro Carotenuto – 22 gennaio 2011
da www.gennarocarotenuto.it
Al premier non tornano i conti, e senza i 316 voti la Lega staccherà la spina
Se Berlusconi non troverà una maggioranza alternativa escludendo i finiani, la Lega staccherà la spina al Governo e si andrà a elezioni anticipate accorpandole alle amministrative di marzo. Il Carroccio non sosterrà il premier se tornerà alle Camere inviato da Giorgio Napolitano, né appoggerà un qualsiasi esecutivo tecnico alternativo, neanche se a guida Giulio Tremonti. Umberto Bossi è stato chiaro. In un incontro a Palazzo Grazioli, andato in scena settimana scorsa, il leader in canotta ha dettato le condizioni per continuare a sostenere l’esecutivo: fuori i finiani.
di Davide Vecchi – 20 settembre 2010
da www.ilfattoquotidiano.it
Processo Talpe alla Dda, 7 anni a Cuffaro, riconosciuto il favoreggiamento alla mafia
L’ex governatore: “Il verdetto non modifica il mio percorso politico”.
Sette anni di carcere e l’aggravante di avere agevolato Cosa nostra. E’ questa la condanna inflitta a Salvatore Cuffaro dalla terza sezione della Corte d’appello di Palermo. Un verdetto più pesante rispetto a quello pronunciato dai giudici di primo grado che all’ex governatore della Sicilia, oggi senatore dell’Udc, inflissero una pena di 5 anni senza l’aggravante del favoreggiamento alla mafia.
di Alessandra Ziniti – 23 gennaio 2010
da http://palermo.repubblica.it

