Dice Napolitano, a chi gli domanda delle nuove tangenti: “Chiedete ad altri”. Lui infatti un mese fa giustificava quelle vecchie, scrivendo alla vedova Craxi che il marito esule fu “trattato con una durezza senza eguali”, e ora commemora Pertini. Dice Schifani, con rispetto parlando, che “i partiti si devono imporre rigore nella selezione della classe dirigente, a volte non candidando chi è condannato non in via definitiva”. Lui infatti, un mese fa in Senato, beatificava Craxi, condannato in via definitiva per corruzione e morto latitante, chiamandolo “vittima sacrificale”.
di Marco Travaglio – 25 febbraio 2010
da il Fatto Quotidiano
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Viva Craxi, abbasso i corrotti
La lezione su Craxi
L’Italia può insegnarci qualcosa? Dopo le celebrazioni per il decennale della morte di Bettino Craxi, la domanda appare più che mai legittima.
Si potrebbe pensare a Craxi come a una figura scomoda che i leader italiani di oggi vorrebbero dimenticare. Ma, invece di cancellarne il ricordo, le autorità di Roma hanno deciso di onorarlo con una cerimonia a cui ha partecipato anche il presidente della repubblica Giorgio Napolitano.
Forse non c’è nessun altro episodio che illustra altrettanto bene la tolleranza italiana nei confronti della corruzione e dell’illegalità.
da Internazionale – The Guardian, Gran Bretagna

