La direzione del Pdl è stata organizzata come una cerimonia di umiliazione pubblica per il Presidente della Camera, affiancato a Rotondi e Giovanardi (e altri sette politici di cui molti ignoravano l’esistenza) come cofondatore del partito, in una assise volta ufficialmente a celebrare la vittoria elettorale e i successi del governo. Nel suo intervento Fini ha rivolto critiche esplicite a Berlusconi, di fronte a una platea di dipendenti non abituati ad ascoltare critiche pubbliche al padrone da cui – qualunque sia loro provenienza – dipendono interamente carriere presenti e prospettive future.
di Gianpasquale Santomassimo – 23 aprile 2010
da www.ilmanifesto.it
A carte scoperte
Napolitano, 11 volte vergogna
Il capo dello Stato ha firmato anche la legge sul legittimo impedimento, per salvare Berlusconi e i ministri dai processi, anche se è palesemente incostituzionale.
di Marco Travaglio – 7 aprile 2010
da http://antefatto.ilcannocchiale.it
Il Piemonte non ha bisogno del maschilismo berlusconiano
L’offesa a Mercedes Bresso, durante il comizio al Lingotto è solo l’ennesima gaffe di uomo politico in difficoltà e senza rispetto.
Monica Cerutti – 24 marzo 2010
da www.monicacerutti.com
Cittadini, vi imploro, aiutatemi…
Vi immaginate Brown, Merkel, Sarkozi o Zapatero che implorano i compatrioti di scendere in piazza per aiutare i loro governi a difendersi da una minaccia inesistente? Nixon e Clinton non si rivolsero alla piazza quando le accuse e le indagini dei magistrati obbligarono il primo a dimettersi e il secondo a subire la gogna di un lungo processo pubblico.
“Tv oscena, ho chiamato Calabrò non voglio più vedere Di Pietro”
Trani, le telefonate del Cavaliere. È confermato: tre indagati.
Nelle conversazioni accuse a Santoro e Floris.
E’ il 12 novembre del 2009. Su Rai 2 è in onda Annozero, si parla del caso del sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, per il quale la procura di Napoli ha chiesto l’arresto. Silvio Berlusconi prende il telefono e chiama il commissario dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi: “Ma la stai guardando la trasmissione? – gli dice – È una cosa oscena! Adesso bisogna concertare una vostra azione che sia di stimolo alla Rai per dire: adesso basta, chiudiamo tutto!”.
di Franco Viviano e Giuliano Foschini – 14 marzo 2010
da www.repubblica.it
Masi, l’Agcom e la lettera per fermare Santoro
Berlusconi chiede – esplicitamente – ai suo fedelissimi dell’Agcom di elaborare una “strategia” per fermare Santoro. E l’Agcom si attiva. Non soltanto l’Authority: si muovono i vertici della Rai, si attiva l’intervento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e viene coinvolto persino un membro del Csm. È di “strategia” che parla anche il direttore generale della Rai, Mauro Masi, quando si confronta con il commissario dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi, sul tema Santoro: una “strategia” che il Fatto Quotidiano oggi è in grado di rivelare e che vede il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, costantemente informato, giorno dopo giorno, passo dopo passo, di ogni mossa predisposta o da predisporre.
di Antonio Massari – 13 marzo 2010
da http://antefatto.ilcannocchiale.it
Viva Craxi, abbasso i corrotti
Dice Napolitano, a chi gli domanda delle nuove tangenti: “Chiedete ad altri”. Lui infatti un mese fa giustificava quelle vecchie, scrivendo alla vedova Craxi che il marito esule fu “trattato con una durezza senza eguali”, e ora commemora Pertini. Dice Schifani, con rispetto parlando, che “i partiti si devono imporre rigore nella selezione della classe dirigente, a volte non candidando chi è condannato non in via definitiva”. Lui infatti, un mese fa in Senato, beatificava Craxi, condannato in via definitiva per corruzione e morto latitante, chiamandolo “vittima sacrificale”.
di Marco Travaglio – 25 febbraio 2010
da il Fatto Quotidiano
In nome delle belle ragazze albanesi “Signor Berlusconi, basta battutacce”
La lettera. Elvira Dones, scrittrice e giornalista albanese replica alla battuta di Berlusconi.
“Quelle donne le ho incontrate. Mi hanno raccontato le loro vite violate, strozzate, devastate”.
Dalla scrittrice albanese Elvira Dones riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”. Durante il recente incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.
di Elvira Dones – 15 febbraio 2010
da www.repubblica.it
I giudici non possono più toccare Berlusconi
Il ripristino dell’immunità parlamentare per i politici, revocata nel 1993, sembra solo una questione di tempo.
Ancora una volta Berlusconi è stato più furbo dei giudici. Dopo che, mercoledì sera, il parlamento italiano a grande maggioranza si era pronunciato a favore di una nuova leggina, il legittimo impedimento, il premier non è più obbligato a presentarsi davanti ai giudici per i prossimi diciotto mesi se può addurre un buon motivo a riguardo.
La legge deve ancora essere approvata dal Senato, ma gli italiani sanno che questa non è altro che una formalità, in quanto il blocco di destra – del quale fa parte Berlusconi – al senato dispone di una solida maggioranza.
pubblicato giovedì 4 febbraio 2010 in Olanda [De Volkskrant]
da http://italiadallestero.info
Giustizia, la legge diventa “ad familiam”. Impedimento esteso anche ai coimputati
L’obiettivo è sospendere non solo per il capo del governo, ma anche per suo figlio Pier Silvio e Confalonieri.
La preoccupazione dell’Udc, che aveva aperto alla norma: “Non facciano i furbi, altrimenti il ponte crolla”.
Da legge “ad personam” a legge “ad familiam”. Estesa pure ai coimputati. Per sospendere il processo non solo per Berlusconi ma, giusto quando l’inchiesta Mediatrade marcia verso il dibattimento, anche al figlio Pier Silvio e a Confalonieri. Udc in allarme, Quirinale preoccupato. Ma il Cavaliere ha buon cuore e le sue teste d’uovo giuridiche sono pronte ad “allargare” il legittimo impedimento. Questione di ore per la modifica. Che oggi passerà il vaglio della consulta Pdl per la giustizia.
di Liana Milella – 27 gennaio 2010
da www.repubblica.it

