La cronaca della resa. Inizia così l’articolo di Roberto Rossi che racconta dell’incontro a Palazzo Chigi per discutere delle sorti dell’Alcoa che non è solo una fabbrica, non sono solo gli stabilimenti di Portovesme e Fusina: si parla qui di un intero settore produttivo, l’alluminio, dell’«italianità» delle nostre imprese (ricordate quanto si parlò di italianità a proposito della cosiddetta compagnia di bandiera, ai tempi di Alitalia?) in definitiva di un pezzo di industria nazionale che l’Italia rischia di perdere senza colpo ferire. La resa è quella della politica. La resa di un governo arrivato tardi e male ad occuparsi di lavoratori e di lavoro, di una regione – la Sardegna – rimasta senza più nulla dopo una rutilante campagna elettorale fatta di promesse come sempre fasulle.
di Concita De Gregorio – 3 febbraio 2010
da http://concita.blog.unita.it
Oltre la nebbia
Il ricatto occupazionale
La crisi economica continua a manifestarsi foriera di opportunità per l’imprenditoria di rapina, governata da banche e multinazionali, che proprio fra le pieghe del tracollo economico passato e venturo sta portando a compimento tutta una serie di obiettivi che solo una decina di anni fa sarebbero sembrati eccessivamente ambiziosi e difficilmente raggiungibili.
La progressiva limatura al ribasso dei salari (reali) dei lavoratori, la soppressione dei diritti acquisiti nel tempo, ottenuta con la complicità dei sindacati e la sempre maggiore diffusione del dumping sociale, hanno rappresentato gli strumenti attraverso i quali il lavoratore è stato deprivato della propria dignità e trasformato in una figura precaria, priva di coordinate, costretta a manifestarsi prona a qualsiasi capriccio o volere gli venga imposto in funzione di un interesse superiore.
di Marco Cedolin – 3 febbraio 2010
da www.megachipdue.info

