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Tre miglia e mezzo

Giorni fa avevamo intitolato, un po’ per ridere, «Giochi di Prestigiacomo», a proposito di quel che la ex ministra dell’ambiente [«ex» nel senso che il ministero non esiste più di fatto, privato com’è di poteri e di soldi] sta facendo a proposito delle «navi dei veleni» affondate nel mare di Calabria. La ministra, insieme al procuratore antimafia Piero Grasso, aveva annunciato che la nave davanti a Cetraro non era quella incriminata, segnalata da un pentito di ‘ndrangheta, ma un’altra, ossi a la nave passeggeri «Catania», affondata dagli inglesi durante la guerra. Quindi, nessun pericolo. Ora il presidente del Wwf Italia, Stefano Leoni, scrive a Prestigiacomo e Grasso segnalando che «il punto su cui ha operato la ‘Mare Oceano’ [ossia la nave mandata dal governo a controllare, ndr] sarebbe a tre miglia e mezzo dal luogo dove era stato individuato dalla Regione Calabria il relitto della sospetta nave dei veleni». Leoni, per esattezza, precisa che «le coordinate fornite dalla Regione sono: 39 gradi 28.50 primi nord, 15 gradi 41.57 primi est; mentre quelle della nave mercantile ‘Catania’, come risulta da dati tratti dall’Ufficio idrografico del Regno Unito, sono: 39 gradi, 32 primi nord, 15 gradi, 42 primi est».
Un paio di settimane fa, migliaia di cittadini calabresi hanno manifestato ad Amantea, sulla costa davanti alla nave affondata, per chiedere la verità e che si facesse giustizia [oltre che pulizia] in una storia molto intricata ed estremamente puzzolente, in tutti i sensi. La risposta è stata la rivelazione sulla «Catania». A quanto pare, dice il Wwf, organizzazione notoriamente molto seria, il governo ha mancato l’obiettivo di almeno tre miglia e mezzo.

Pierluigi Sullo - 2 Novembre 2009

da http://www.carta.org/campagne/ambiente/18726

segnalato da www.fabionews.info




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11 dicembre 2009