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G8: costa più della lotta alla povertà
G8: costa più della lotta alla povertà
Non si sa quanto costerà il G8 all'Italia. Una cosa è fuori da ogni dubbio, secondo la Tavola della Pace: è costato troppo. Si parla di almeno 400 milioni di euro, se non di più, dal momento che Bertolaso aveva parlato inizialmente di 500 milioni di euro. Sulle cifre regna la confusione e Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, in attesa che il Parlamento eriga un bilancio dettagliato delle spese, grida allo scandalo. «È da non credere il fatto che il G8 costi più dell'intero bilancio che l'Italia dedica alla lotta alla povertà: 400 milioni di euro contro i miseri 321,8 milioni stanziati quest'anno dal Governo italiano per lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo. Una vergogna che getta un'ombra inquietante sul vertice che si sta per aprire a L'Aquila». «Quest'anno ci sono cento milioni di persone in più che muoiono di fame e il nostro Governo spende cifre altissime per organizzare un vertice. Salvo poi dire che la crisi gli impedisce di mantenere gli impegni internazionali contro la povertà o, peggio ancora, fare nuovi annunci e distribuire nuove promesse. Tutto questo e' intollerabile - aggiunge Lotti - È noto che i problemi dell'umanità non si risolvono con i vertici, ma con un lavoro quotidiano sistematico e coerente in istituzioni internazionali democratiche ed efficienti. Se davvero fosse necessario riunire gli otto paesi più industrializzati del mondo, si potrebbe fare, senza troppi costi aggiuntivi, in una delle tante sedi istituzionali già esistenti. La formula G8, inoltre, è ormai palesemente obsoleta, tant'è che si sta rapidamente passando al G20 e ogni anno gli organizzatori di turno sono costretti ad allungare la lista degli invitati. Per questo al primo punto dell'Agenda del G8 dell'Aquila ci dovrebbe essere un obiettivo ragionevole: abolire queste costosissime parate annuali inconcludenti e investire sulle istituzioni internazionali, democratiche o da democratizzare, come l'Onu che possono davvero fare la differenza».ico. Anche per i potenti i sentimenti - in tutte le varianti - contano, eccome. Berlusconi insegna e questo potrebbe portare da qualunque parte. Lui e il paese.
di Susanna Grego
da www.nuovasocieta.it - 6 luglio 2009
