Aree tematiche > Pianeta Italia > Quel G8 per i posteri
Quel G8 per i posteri
Questo è un Bignami per la Maturità dei posteri. Quando nel 2095 i nipoti dei nostri figli avranno assegnato come compito di fine corso «Gli anni Dieci e la politica-spettacolo: parla del tramonto del concetto di res publica e dell'avvento dell'illusionismo populista» potranno senz'altro passare l'esame con due pagine sul «caso G8 del 2009 e la tragedia d'Abruzzo». Si dirà. Nel 2009 si tenne in Italia un vertice degli otto paesi all'epoca più industrializzati denominato G8. I vertici G8 erano stati fino a quel momento scenario di scontri - i più violenti dei quali erano avvenuti a Genova, 2001 - e si era perciò convenuto di tenerli in luoghi ritenuti di difficile accesso. Le montagne canadesi, per esempio, o certe isole. In particolare nel 2009 il G8 avrebbe dovuto tenersi alla Maddalena, un'isoletta al largo delle coste sarde. Erano tempi di grave crisi economica mondiale e il G8 costituiva un'ottima occasione per far confluire nel luogo prescelto i capitali all'uopo destinati dai governi. Inoltre era un palcoscenico per i leader del momento, difatti quasi mai venivano prese decisioni degne di nota. Presidente del consiglio in Italia era Silvio Berlusconi, personaggio realmente esistito noto per aver sostituito i sondaggi al concetto di bene comune, nell'antichità centrale nella nozione di vita politica. Berlusconi decise quell'anno di trasferire il G8 - fonte di reddito e di visibilità - prima a Napoli per rimediare al famoso caso rifiuti, poi a Milano per favorire l'Esposizione universale, infine a L'Aquila dove il 6 aprile dello stesso anno un terribile terremoto aveva provocato 300 morti a causa del mancato rispetto delle norme edilizie in zona sismica. Erano necessari molti soldi per ricostruire, dunque Berlusconi decise di portare in grand tour sulle macerie d'Abruzzo i leader mondiali per far loro «adottare un monumento», ai cittadini in tendopoli furono assegnati prefabbricati sul mare. Purtroppo ne risentì molto l'economia della Maddalena succitata. Tuttavia il reggente dell'isola di nome Ugo Cappellacci non potè dir niente perché era stato fatto eleggere poco prima proprio da Berlusconi stesso.
La soluzione del G8 all'Aquila consentì di realizzare ottime «photo opportunity» sulle macerie, che i giornali stranieri paragonarono a Pompei. Molti dei venticinquemila ospiti furono alloggiati a Roma, l'autostrada per l'Aquila fu chiusa per consentire il traffico dei leader. L'allora responsabile della protezione civile non dovette occuparsi contemporaneamente di Abruzzo e Sardegna, che sono distanti. Gheddafi, sedicente profeta libico solito vivere in tenda, si trovò benissimo e fornì buoni consigli sulla vita in tendopoli. Umberto Bossi, lombardo che aveva ottenuto in quei giorni che non si unificassero due turni elettorali (avrebbero fatto risparmiare 460 milioni di euro, con l'operazione G8 se ne ricavarono assai meno della metà) non protestò e consentì così di incrementare il vantaggio elettorale successivo. Berlusconi festeggiò il 25 aprile (non lo aveva mai fatto) a Onna, uno dei paesi distrutti. Una delle foto del vertice sulle rovine vinse il Pulitzer. Berlusconi ottenne ottimi sondaggi ed ebbe in seguito la sorte che sappiamo. Le popolazioni della «new town Aquila» dettero i natali al vincitore dell'edizione 2024 del più importante show tv del tempo, poi eletto leader con televoto.
Concita De Gregorio
da www.unita.it - 24 aprile 2009 - segnalato da Gianfranco

Concita De Gregorio