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La chiamata alle ronde cittadine in nome della sicurezza
Dopo aver dispiegato, l’anno scorso, i militari nelle strade delle grandi città, Silvio Berlusconi ha adottato un decreto che regolamenta le ronde notturne dei cittadini. Preoccupazione della sinistra e della Chiesa Cattolica.
Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha espresso le sue riserve. Gran parte dell’opposizione di sinistra è preoccupata da una deriva autoritaria. Persino il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini (Alleanza Nazionale), ha esposto i suoi dubbi, mettendo in guardia sui rischi di confondere delinquenza ed immigrazione. Malgrado tutto, il governo di Silvio Berlusconi ha approvato nel Consiglio dei Ministri di venerdì un decreto legge che legittima e legalizza le “ronde” notturne dei cittadini in nome della protezione degli individui e dei beni.
Dopo aver spiegato la scorsa primavera 3.000 militari nelle strade delle grandi città della Penisola, e nonostante l’Italia sia già il paese europeo che ha il più alto numero di poliziotti per abitante, il gabinetto di Berlusconi ha voluto, attraverso questa misura, dare una risposta forte al sentimento di insicurezza della popolazione in seguito soprattutto ai recenti casi di stupro a Roma ed a Bologna, commessi da stranieri. Il testo precisa che i “volontari per la sicurezza” non saranno armati. “Saranno dotati esclusivamente di telefoni cellulari e wolkies-talkies”, ha sottolineato il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il quale ha dichiarato qualche settimana fa che era necessario “dare prova di cattiveria verso i clandestini”. Il suo partito, la Lega Nord, organizza da anni nonostante le polemiche delle ronde notturne di cittadini, principalmente nel nord-est del paese. Secondo lui, la legalizzazione delle ronde porterà un aiuto prezioso agli sforzi della polizia.
Il governo Berlusconi ha precisato che le ronde saranno strettamente regolamentate, poiché saranno messe sotto il controllo dei comuni e delle questure. Una parte della sinistra teme tuttavia che la moltiplicazione dei gruppi di volontari provochi degenerazioni e renda la situazione esplosiva. Tanto che gli atti razzisti e i raid punitivi si moltiplicano. La settimana scorsa, in seguito all’aggressione di una coppia di ragazzi romani e dello stupro della ragazza da parte di due giovani rumeni in un parco della capitale, degli sconosciuti hanno preso d’assalto un bar frequentato da stranieri. Nella primavera scorsa, erano stati attaccati e incendiati campi nomadi nella periferia di Napoli.
La sinistra attacca specialmente la maggioranza di Berlusconi che, prima delle elezioni, aveva impostato la propria campagna sul tema della sicurezza e che si ritrova sopraffatta di fronte a una successione di sordidi fatti. Ieri, Silvio Berlusconi ha assicurato che malgrado i recenti episodi, “il numero di stupri” è in calo. I suoi collaboratori sostengono anche che la legalizzazione delle ronde dovrà “impedire gli abusi” e ricordano che sul territorio anche dei sindaci di sinistra hanno istituito “ronde cittadine” per rispondere alle preoccupazioni sulla sicurezza dei loro cittadini. Ciononostante, Marco Minniti ha ripetuto ieri a nome del Partito Democratico: “Si rimette in discussione il monopolio della sicurezza attribuito allo Stato e quindi alla polizia” e ha aggiunto: “Per bassa convenienza politica, si innesca un meccanismo difficilmente gestibile”.
La gerarchia cattolica è ancora più severa. Dopo aver criticato l’invito fatto ai medici di denunciare i clandestini che si fossero rivolti a loro per farsi curare, Mons. Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ha dichiarato ieri che “l’istituzione delle ronde rappresenta un’abdicazione dello Stato di diritto. Non è la via da seguire”.
Di fronte a questo rischio, alcuni responsabili della polizia hanno espresso, non pubblicamente, le loro preoccupazioni. In risposta, il governo ha previsto che le ronde saranno guidate da poliziotti in pensione. A Verona, il polemico sindaco Flavio Tosi (Lega Nord), ha inserito due immigrati regolari nelle sue ronde notturne. Resta il fatto che, nonostante questi piccoli aggiustamenti, il clima è sempre più teso. A Roma, il sindaco Gianni Alemanno (Alleanza Nazionale), annuncia che saranno strettamente sorvegliati i campi nomadi. E per entrare al loro interno, sarà ormai necessario presentare un documento di identità. Il comune ha anche preso in considerazione l’ipotesi di vietare ai Rom di ricevere parenti o amici dopo le 22
Articolo originale di Eric Jozsef - Le Temps (Svizzera)
da http://italiadallestero.info - 21 febbraio 2009