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In fila per richiedere la «social card»: un disastro totale

Formulari incomprensibili e requisiti impossibili per accedere al «beneficio» ideato da Tremonti.

Bonus famiglie. Oppure balla di Natale? Ieri mattina, liberi da impegni ci siamo presentati al caaf cittadino di uno dei principali sindacati nazionali. Abbiamo atteso fiduciosi che la lunga fila di torinesi «indigenti» avesse la possibilità di svolgere le pratiche, come vengono chiamate qui, «della miseria»: carta acquisti, bonus famiglia, Isee. Molte delle persone che richiedevano qualche «spicciolo governativo» sono rimaste sbigottite allorché, per dover compilare i moduli, presentare i vari documenti richiesti e quant'altro, si sono immediatamente rese conto che il loro titolo di studio era insufficiente sia per la compilazione sia per il ricevimento e l'uso.
Si richiedeva infatti una conoscenza giuridica, nonché una capacità di comprensione degna di una laurea, tant'è che la frase che maggiormente girava tra le persone era poi sempre la stessa: «Ma come pensano che per avere questi quattro soldi la gente possa compilare moduli così complessi e difficili?». E ancora: «Dato che l'erogazione avviene attraverso l'Inps, non potevano metterli direttamente sulle pensioni?»
Insomma, il senso pratico della gente comune, di chi è obbligato a inventarsi ogni giorno una novità per mettere insieme il pranzo con la cena, non ha tardato a manifestarsi. Ma la cosa che maggiormente ci ha stupito è il fatto che quando è arrivato il nostro turno, della cui scolarità ci ritenevamo fortunati al punto di illuderci di giungere «indenni», la sorpresa ci ha colti impietosamente impreparati. Infatti, appena il cortese impiegato del caaf ha preso i documenti attestanti l'assoluta nullatenenza, oltre la sola pensione sociale ai coniugi, delle persone ultraottantenni che avevamo accettato di aiutare, miseramente ci ha detto: «In forma ufficiosa l'Inps ha risposto a uno specifico quesito in merito ai redditi esenti (tipo pensioni sociali) con parere sfavorevole. E' vero che sono redditi che rientrano nelle tipologie esposte nell'art. 49 commi 1 e 2 del Tuir, ma possono richiedere il bonus solo coloro che hanno redditi certificati, quindi chi possiede solo redditi esenti ai fini Irpef non ha diritto al beneficio».
La frase dell'impiegato ha fatto balenare una ridda di affermazioni (che, per ovvi motivi, non vogliamo ripetere). Ci siamo posti la domanda ormai classica: in un paese di furbetti, com'è possibile che il governo, cui spetta sempre la ribalta televisiva per inondare la casa degli italiani con promesse, proclami e invettive, incorra in bufale di questa portata che smentiscono pietosamente le stesse «mega iniziative»? Aria fritta a uso e consumo di tanti allocchi.
Attendiamo fiduciosi che il premier provi a smentire se stesso e i suoi ministri e pubblicamente, ammettendo l'ennesima gaffe, ponga soluzione a questa ingiustizia.

Nello Fusaro

da www.ilmanifesto.it - 14 gennaio 2009
segnalato da www.obiettivo.info/FabioNews





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11 dicembre 2009