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Grazie Vicenza!
La città e i suoi debiti con la storia, la Caserma Ederle dopo la sconfitta del '45, gli americani amici e distanti dalla vita della città, non occupanti ma estranei, un rapporto da ricostruire e non da chiudere con le proposte di altri 5 mila militari, ad occupare un terreno, l'ultimo libero, quello delle risorgive, quello dentro la città, con una nuova base, altra ferita!
Giornata di sole - affluenza debole.
Di solito è quanto affermano i TG nazionali a fronte di un aumento di assenteismo che spiega, alternativamente, le sconfitte o le vittorie.
Vittoria a Vicenza! Giornata di sole e di consultazione autogestita e partecipazione!! Tanta Gente a votare NO alla nuova base USA, SI allo sviluppo di Vicenza città di cultura e di pace. Magari ci fosse tanto convincimento in altre occasioni di pronunciamento civile e politico quanto ieri a Vicenza, dove, secondo il TAR ed il Presidente Berlusconi, non si doveva leggittimare una posizione chiara (né formalmente né volontariamente) e cioè il diritto di governare la propria città. Per qualcuno i gazebo hanno significato solo se sono verde - padano e non se sono arcobaleno!
Tanta gente, migliaia di vicentini fino a ieri ha detto come la pensava. E, inoltre, i ritrosi e lenti vicentini lo hanno detto davanti alle telecamere di TG nazionali perchè stavano in fila per votare, a migliaia, a decine di migliaia, che non sono estremisti, che non sono di sinistra, ma che amano una città civile e plurale - che già ospita da 50 anni una base USA!
Grazie per esserci andati (ovvio anch'io!) nonostante tutti i i tentativi di delegittimare questa prova, nonostante i silenzi o l'avversione dei giornali locali e dei gruppi dirigenti (in modo particolare gli industriali/immobiliaristi) nonostante gli errori palesi del governo "amico" di Prodi!
Chi oggi vuol far costruire la seconda base deve fare i conti con questi 25 mila votanti!
I 25 mila hanno avuto ben presente un percorso ambiguo e fuori della storia per cui si vuole realizzare una base USA per il pronto intervento in zone mediorientali!
I giorni del dibattito sono stati contraddistinti dalla chiarezza della parte contraria alla base e sono stati argomentati i NO.
La rappresentanza plurale ed enorme alla manifestazione nazionale (mai viste a Vicenza 100 mila persone invadere pacificamente le strade!) non è stata ambigua ma fedele interpretazione di un appassionato amore per una città, Vicenza, quella che quest'anno celebra Palladio, le sue architetture di equilibrio, di classicità aeree e luminose.
Vicenza e i suoi debiti con la storia, la Caserma Ederle dopo la sconfitta del '45, gli americani amici e distanti dalla vita della città, non occupanti ma estranei, un rapporto da ricostruire e non da chiudere con le proposte (mai conosciute, mai riconosciute dalle istituzioni locali, ambiguamente e surrettiziamente avanzate) di altri 5 mila militari, ad occupare un terreno, l'ultimo libero, quello delle risorgive, quello dentro la città, con una nuova base, altra ferita!
Ecco, qui c'è un discorso da fare, anche di critica forte verso una sinistra che non sa essere riformista, che si fa accusare di antiamericanismo senza saper comunicare, che permette che il governo dell'Unione sia succube di accordi che non ha il coraggio di ridiscutere.
Ferite aperte quelle del diktat di Prodi ma è lo stesso popolo riformista che ha ribaltato la situazione: il popolo democratico di Vicenza che ha detto si alla democrazia, alla partecipazione, ad una città che vuol costruire se stessa nel futuro.
Laura Fincato
da www.aprileonline.info - 6 ottobre 2008