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TAV, un trappolone mediatico

"Dopo tre anni di battaglie arriva l'accordo per la Torino-Lione", è la notizia che ha troneggiato su tutti i telegiornali domenicali e, oggi, su tutti i quotidiani. Ma la verità è un'altra. L'accordo certo c'è, ma è sul modus operandi, non sul tracciato. E la differenza non è cosa da poco. Ce lo spiega Antonio Ferrentino, presidente della comunità montana della bassa Val Susa.

"Non abbiamo siglato alcun accordo. È falso. È completamente falso. E speriamo, domani, di poter chiarire il tutto in una conferenza stampa". Con questa risposta, secca, Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana della Bassa Valle, smentisce il gran clamore mediatico di queste ultime ore che dava l'alta velocità sulla tratta Torino - Lione, come praticamente già fatta.
"Noi ieri abbiamo fatto una conferenza stampa alle 14.00. Ti basta sapere che alle 13.30, vale a dire con ben 30 minuti di anticipo, il Tg1 già titolava ‘Accordo Torino - Lione. C'è il tracciato'. In realtà, di accordo non si è parlato da nessuna parte. Ci sono dei contributi che sono stati portati dall'osservatorio che si acquisiscono come ‘suggestione', come contributi tutti da verificare. Ma non è che quello è il progetto. È veramente incredibile quello che sta accadendo".

E allora vediamolo quello che sta accadendo: "Era il sei dicembre del 2005 - ricordano i principali quotidiani - quando le immagini degli scontri tra i manifestanti No Tav e la polizia al presidio di Venaus facevano il giro del mondo e mettevano a rischio lo svolgimento delle Olimpiadi invernali. Quattro giorni dopo a palazzo Chigi, con Berlusconi premier e Gianni Letta sottosegretario, veniva sancita la tregua olimpica e l'avvio di un tavolo politico, quello dell'Osservatorio. Il 29 giungo del 2006, con Prodi premier ed Enrico Letta sottosegretario, la Tav veniva tolta dalla legge Obiettivo. Due anni dopo l'accordo di Pra Catinat sancisce la fine del muro contro muro e la certificazione che il metodo della concertazione partecipata sulle grandi opere può far risparmiare tempo e denaro. Certo, lo zoccolo duro del movimento No Tav resiste e annuncia battaglia ma nel sit-in degli irriducibili, domenica pomeriggio a Torino si ritrovano in pochi. Tanto che il sindaco Chiamparino arriva ad ammettere che la sconfitta della sinistra Arcobaleno alle urne possa aver introdotto "qualche elemento di riflessione nei sindaci. Le elezioni non hanno fatto emergere grande sostegno ai 'No tav ad ogni costo': la maggioranza dei valsusini ha votato per i partiti che sostenevano l'opera attraverso un ragionevole confronto con le comunità locali".
La stampa mainstream si spinge addirittura a dare un calendario dei cantieri: si tratta di rispettare le scadenze dell'Unione europea, che prevedono l'avvio dei lavori nel 2010, possibile "se non ci saranno impuntature e stop al dialogo".

L'accordo è sulle regole - si inalbera Ferrentino, che proprio non ha gradito la lettura mattutina dei quotidiani - non è che noi minimizziamo. È un buon impianto perché mette al centro il territorio e coniuga le politiche dei trasporti e quelle legate alle infrastrutture. Ma - sottolinea - non è un accordo sul tracciato bensì su un percorso di confronto e concertazione sul cui esito positivo non è secondario l'atteggiamento del governo. È un momento importante, ma è sulle regole: c'è accordo sul fatto che non si devono fare forzature, accelerazioni, che debba essere coinvolto il territorio, che devono viaggiare insieme progettazione e politica trasportistiche. Tutte cose importanti che noi diciamo da tempo. Solo che il termine 'accordo' ha fatto scattare tutto in avanti come se fosse tutto ormai deciso, mentre è tutto ancora da decidere".
E, a riprova di quanto afferma tira fuori il documento stilato in quel di Pra Catinat e legge: 'nell'orizzonte temporale dei prossimi mesi... potrà consentire di progettare la progettazione'. "Se le parole hanno ancora un significato - sbotta Ferrentino - qui c'è scritto che nei prossimi mesi, non nei prossimi giorni, potrà consentire di progettare la concertazione. Ovvero di stabilire i calendari di attività di tutte quelle specifiche e quegli adempimenti che possono dare concretezza alle indicazioni che in questo documento sono state esposte. Indicazioni che in una fase successiva possono essere concretizzate, una fase successiva che passa attraverso una valutazione sia dei consigli comunali ma anche del governo che ci convocherà attorno al 15 luglio".

"In questo - è l'amara conclusione del presidente della Comunità montana della Bassa Val Susa - continua il governo degli annunci soccorso da una stampa troppo accondiscendente. Ed è veramente incredibile. Stiamo pensando di progettare insieme la progettazione e dare concretezza alle indicazioni esposte nel documento. Nient'altro. Ma è bastato a far scattare il trappolone mediatico".

Carla Ronga

da www.aprileonline.info - 30 giugno 2008





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Ultimo aggiornamento
8 luglio 2008