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Luciano Gallino: "Il mio voto alla Sinistra Arcobaleno"
Mi pare che SA sia l'unica formazione politica che continui a credere che il mondo del lavoro non ha solo dei doveri, come tutti gli ricordano (di modernizzarsi, di adattarsi alla globalizzazione, di dare il proprio contributo alla competitività ecc.) ma anche dei diritti. E per questo si opponga alla ri-mercificazione del lavoro che ha improntato la legislazione italiana come minimo dal protocollo del 1993 in poi. Cercando di costruire una politica del lavoro globale, visto che i salariati del mondo non sono mai stati così numerosi, e molti dei nostri problemi hanno radici in altre parti del pianeta dove i diritti del lavoro quasi non esistono.
Conto nella opposizione della SA alla privatizzazione dei beni pubblici: previdenza, sanità, scuola, trasporti collettivi, acqua ecc. Le privatizzazioni di tali beni non configurano soltanto una politica economica dissennata: incorporano un'ideologia de-responsabilizzante che attacca alle radici la democrazia e la libertà politica. " La libertà politica, parlando in generale, significa il diritto di "partecipare al governo", o non significa niente." Lo scriveva Hannah Arendt quasi mezzo secolo fa. Resta più che mai vero.
Spero che SA dedichi il suo impegno a contrastare la finanziarizzazione dell'economia, che deprime le produzioni utili a favore di quelle futili, e rappresenta la più grande redistribuzione del reddito e della ricchezza verso l'alto che si sia mai vista nella storia.
Spero anche di vedere SA occuparsi dei problemi del territorio - e perchè no di pianificazione territoriale - a partire dal disastroso consumo di terreni agricoli e naturali, che essendo al tempo stesso intensissimo e caotico sta rendendo il nostro paese uno dei più brutti d'Europa, impoverendo sotto ogni aspetto materiale e simbolico la qualità della vita. Per queste e altre ragioni voterò per la Sinistra Arcobaleno. Ma lo dico, al momento, con non poca preoccupazione e senso di scoramento. Perchè la riflessione teorica, culturale, politica della nuova formazione mi pare assai arretrata. E con essa lo sviluppo di una organizzazione efficace, senza la quale non si riuscirà a convincere molti potenziali elettori in crisi di identità e di punti di riferimento ad andare alle urne.
Luciano Gallino
marzo 2008