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Vicenza dice no agli U.S.A.
Nella città veneta manifestazione pacifica di decine di migliaia di persone, che rifiutano la sede e l'ampliamento della base americana. Tra i presenti anche Franca Rame e Dario Fo, che ha parlato di una dimostrazione "del popolo vero", non ascoltato da un governo "cieco e sordo". Ma alcuni esponenti di sinistra erano presenti al corteo. L'ennesima grana per Prodi?
Un numero compatto di maschere bianche. Così si presenta il corteo "No dal Molin", che dopo un giro per le vie di Vicenza, arriva di fronte alla stazione ferroviaria. Tanti hanno manifestato contro la base U.S.A. dell'aeroporto Dal Molin sfilando in un clima tranquillo e pacifico. La conclusione è a Campo Marzio, dove l'esponente del Presidio Permanente "No Dal Molin" Olol Jackson sottolinea "la grande, magnifica partecipazione della gente, soprattutto dei vicentini".
E a Vicenza, in effetti, di gente ce n'era: per gli organizzatori oltre 60mila, mentre secondo la questura della città la cifra dovrebbe attestarsi intorno alla metà. Comunque molte persone, e tutti accorsi per dire no alla costruzione di una base che è "devastante ed ingiusta". Tra i partecipanti l'immancabile Don Gallo, presente poco meno di un me se fa anche a Genova, al quale camminano vicini Franca Rame e Dario Fo, che ha voluto commentare l'evento.
"Questa di oggi è finalmente una manifestazione di popolo, perché si tratta di popolo nel vero senso della parola, persone con una grande dignità e una forza d'animo". Il premio Nobel non si è certo fatto pregare per ricordare le responsabilità politiche della situazione, affermando che "i governanti invece sono ciechi e sordi. Anche i dirigenti della sinistra non si rendono conto dell'importanza che hanno queste manifestazioni e della voglia di sentirsi cittadini che hanno queste persone. Al Governo - ha proseguito l'attore - dico che non si può voltare la faccia dall'altra parte davanti a una richiesta così lecita e così ragionevole. E anche le considerazioni finali sono al vetriolo, e dedicate all'attuale governo, "che continua a parlare di pace e spende migliaia di milioni di euro per acquistare aerei d'aggressione e da massacro".
E dal palco, è stato lo stesso Jackson a ribadire la stessa metafora: "Se non è cieco e sordo, il governo riveda le sue scelte. Noi siamo contro la base che non s'ha da fare: potrebbe andare bene anche una moratoria che in ogni caso va discussa con la popolazione vicentina". Anche Cinzia Bottene, portavoce del Comitato permanente "No dal Molin", ha parlato di "un successo straordinario". Ma non tutti la vedono così.
Per i responsabili dei Comitati favorevoli all'ampliamento, il centro storico deserto e i negozi con le serrande abbassate, sarebbero i segnali "del disinteressamento della città alla manifestazione dei No Dal Molin". E a rincarare la dose ci pensa il presidente leghista della Regione Veneto, Giancarlo Galan: "Sono così pochi i No Dal Molin, che sono costretti, pur di far massa, a invocare la calata a Vicenza dei loro compagni sparsi in giro per l'Italia". Invece per Roberto Cattaneo portavoce del Comitato per il Sì, "è triste osservare la partecipazione alla manifestazione della sinistra di esponenti politici locali, mi riferisco al consigliere regionale Achille Variati, e alle parlamentari Lalla Trupia e Luana Zanella, che manifestano contro il proprio Governo. Evidentemente questa sfilata è servita per inaugurare la campagna elettorale".
In realtà, per molta sinistra italiana la questione della base americana a Vicenza è un problema da affrontare. Lo confermano le parole del senatore Prc Russo Spena: "Rifondazione non ha mai accettato la scelta di ampliare la base di Vicenza contro la volontà della popolazione locale e continuerà la battaglia perché il governo rispetti gli impegni assunti con gli elettori. E questo, - aggiunge -, è uno degli argomenti della verifica di gennaio". Poi una puntualizzazione: "Voglio aggiungere che sono rimasto davvero sconcertato per la presa di posizione su Vicenza del presidente Napolitano. Non me l'aspettavo da un uomo della sua sensibilità democratica".
A ribadire il concetto c'è anche Lalla Trupia, deputato Sd: "L'ampliamento della Base americana sarà inserito fra i temi della verifica di gennaio del Governo Prodi - avverte-; In tutta Italia, fra l'altro, stiamo raccogliendo firme per chiedere la moratoria sull'avvio del cantiere, cioè la sospensione dei lavori programmati fino a che non si terrà la conferenza nazionale sulle servitù militari: perché sarebbe assurdo che il progetto fosse avviato, mentre le decisioni della conferenza potrebbero andare in senso contrario".
E una partecipazione nazionale alla protesta del popolo vicentino è confermata anche da Oscar Mancini, segretario generale della Cgil vicentina, al termine della manifestazione. "Dopo la grande e serena manifestazione di oggi la mobilitazione deve proseguire ed estendersi all'intero Paese, e l'appello lanciato da autorevoli dirigenti nazionali della Cgil e dell'Arci deve essere raccolto". L'obiettivo secondo Mancini è quello delle "cento piazze d'Italia", con altrettanti gazebo a sostegno della moratoria: "Sarà questo l'attività della Cgil nelle prossime settimane".
E.S.
da www.aprileonline.info - 15 dicembre 2007