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Manifestazione del 20 ottobre: storia di un successo

Circa un milione di persone ieri sono scese in strada a Roma contro la precarietà del lavoro e per chiedere una svolta politica all'attuale governo di centro-sinistra.

La manifestazione di ieri non era contro il governo Prodi, anzi Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, i due partiti che vi hanno aderito, rivendicano con forza la loro appartenenza a questo governo ma allo stesso tempo sottolineano come il programma dell'Unione fino ad ora non sia stato realizzato.
Per combattere il problema della precarietà ad esempio non è stato fatto assolutamente nulla. Eppure in campagna elettorale tutti i partiti di centrosinistra hanno usato il tema della precarietà per chiedere voti: “...non si può andare avanti così” “...occorre fare qualcosa” “...noi cambieremo questa situazione” e poi ricordo il dibattito tra chi voleva la cancellazione della legge 30 e chi preferiva parlare di “superamento” della legge 30. Ebbene tutte queste parole, una volta vinte le elezioni seppur di un soffio, sono finite nel cassetto e per i 5 milioni di giovani e meno giovani che hanno un contratto di lavoro precario non è stato fatto assolutamente nulla. E in questo sicuramente ha influito il peso dei legami forti che parte delle forze politiche appartenenti a questo governo hanno con Confindustria. Ora però la gente è stufa e lo dimostra il successo della manifestazione di ieri.
I giornali in settimana scrivevano di cinquantamila persone previste a Roma per la manifestazione.
Alla fine ieri in strada a Roma ce n'erano circa un milione, ben oltre le aspettative più rosee degli organizzatori stessi.
C'erano molti militanti e simpatizzanti di Prc e Pdci, c'era la Fiom, c'erano molti iscritti alla Cgil nonostante la decisione di Epifani di non aderire alla manifestazione, c'erano le aree programmatiche della Cgil Lavoro Società e Rete 28 Aprile, c'era l'Arcigay e soprattutto c'erano migliaia di persone appartenenti alla cosiddetta società civile che chiedono una svolta politica e non ci stanno più a farsi prendere in giro.
Le migliaia di lavoratori, studenti e pensionati che ieri sono scesi in piazza sono stufi dell'immobilismo di questo governo. La gente non ha votato per i partiti dell'Unione perché questi una volta al governo mantenessero le leggi vergogna del governo Berlusconi. É bene che la parte cosiddetta moderata della coalizione se ne renda conto e anche in fretta, la gente non è più disposta ad aspettare e chiede a gran voce una svolta politica a questa maggioranza.
Una domanda di cambiamento che non può e non deve essere delusa per l'ennesima volta.

Luca La Vaille

Abassavoce – 21 ottobre 2007








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11 dicembre 2009