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Folena insiste: chiamiamo il popolo a decidere
Intervista realizzata da Rosso di Sera al portavoce di Uniti a Sinistra: "Vedo nubi addensarsi, ci stiamo dividendo sulle pensioni". E sulle primarie: "Prima del 14 ottobre chiamiamo gli elettori a decidere su simbolo, programma e se fare le primarie su leadership e candidature"
Folena, nessuno nella sinistra è d'accordo con la tua proposta delle primarie...
Francamente sono stupito. Avevo capito che uno dei punti cardini della sinistra "radicale" era la partecipazione.
Si potrebbe obiettare che, non esistendo ancora il nuovo soggetto, è prematuro parlare di leadership.
Se questa fosse stata l'obiezione avrebbe avuto un senso. Ma nessuno ha parlato in questi termini. C'è chi ha parlato di imitazione del Pd, chi di plebiscitarismo, chi addirittura di presidenzialismo. Qualcuno ha anche riproposto un coordinamento.
Come rispondi?
Sono obiezioni molto deboli. Le primarie le abbiamo inventate noi a sinistra. L'atto di fondazione dell'Unione sono state le primarie, sulla leadership, peraltro. Prima di quelle ci sono state le primarie pugliesi, dove mi sono personalmente speso per Vendola, che hanno costituito l'inizio di un percorso che poi ci ha portato a vincere le elezioni. Bertinotti non ha avuto ritrosie a candidarsi, Vendola le primarie le ha chieste, così come le abbiamo chieste a Taranto, così come le chiediamo, noi della sinistra, ovunque. Non si capisce perché per la coalizione vanno bene e per noi stessi no.
Insomma, insisti.
Certo. Voglio sapere come si fa a coinvolgere il popolo nella formazione del nuovo soggetto politico. Attraverso i coordinamenti? Attraverso una manifestazione? Intendiamoci, tutto fa brodo, tutto va bene. Ma non basta. O avremo il coraggio di chiamare il nostro popolo a fondare la nuova sinistra oppure, se riusciremo ad unirci, faremo un accordo di vertice che non è detto piaccia agli elettori. La sinistra è tale se nasce dalla democrazia partecipativa e le primarie sono uno strumento. Non possiamo essere schizofrenici: i movimenti ci hanno insegnato che le pratiche sono contenuti, che i mezzi prefigurano i fini. E' insopportabile questo snobbismo sulle primarie ed anche quello sulla leadership. C'è chi ha detto che bisogna fare un partito. Bene, un partito avrà un segretario, un presidente, una leadership, magari duale, plurale, ma pur sempre una leadership? Oppure c'è il retropensiero che la "Cosa rossa" non dovrà avere leader e ognuno manterrà se stesso come adesso?
Non penso basti più rimanere uguali a noi stessi. La fase ora è un'altra.
La fase post-Veltroni
La candidatura di Veltroni è un elemento che ha cambiato le carte in tavola. Sinora qualcuno si è illuso che potevamo dormire sonni tranquilli grazie a leader dell'Ulivo appesantiti e ad un progetto incomprensibile. Non era così: le amministrative dimostrano che i voti persi dal Pd non si riversano per forza su di noi. Ora con Veltroni, un leader credibile, sarà anche peggio.
Non attribuisci a Veltroni capacità taumaturgiche?
Può darsi che tutto vada a scatafascio lo stesso, nel Pd, e che Veltroni fallisca. Ma onestamente non me lo auguro, come ho detto se per loro va male per noi non c'è da gioire. Spero che Veltroni rimetta in sella quel progetto. In ogni caso, non voglio stare alla finestra a guardare gli eventi.
Ti pare che sia tutto fermo?
Un mese fa sembrava quasi che la "Cosa rossa" dovesse nascere da un momento all'altro. Constato invece che oggi la situazione è molto più ingarbugliata. I fatti sono davanti agli occhi di tutti.
Ti riferisci al dibattito interno al Prc?
Sì, ma anche a quello nella Sinistra Democratica. Ci sono segnali discordanti. Bertinotti è stato molto chiaro all'assemblea della Sinistra europea. Poi si è aperta una discussione che vedo con grande preoccupazione. Non sono iscritto al Prc e quindi non voglio interferire. Ma da partner della Sinistra europea (di cui già nessuno parla più) devo dire che Rifondazione è già andata "oltre" se stessa. Quindi non capisco di che si sta discutendo.
E per la Sinistra democratica?
Permettemi di essere ancora più restio, per una questione di rispetto. Dico solo una cosa: fui criticato quando lasciai i Ds e il Correntone. Poi i fatti sono andato come avevo previsto.
E quindi che prevedi?
Faccio gli scongiuri. Però vedo nubi addensarsi. Voglio essere franco ma costruttivo. La sinistra dell'Unione si sta dividendo sulle pensioni. Ci sono i dibattiti di cui ho detto. Siamo ancora a "caro amico" sul tema dell'unità mentre dall'altra parte c'è la candidatura Veltroni. Stimo Walter, ma per amor di parrocchia non vorrei vedere nostri elettori in fila ai seggi del 14 ottobre per votarlo. Molti potrebbero pensare: meglio un Partito democratico con Veltroni e Franceschini che una sinistra con mille capi e capetti. Pietro Folena incluso, si intende.
Come prevenire allora?
La chiave è la democrazia. Da subito, chiediamo che qualsiasi sia l'esito del confronto sindacati-governo, a decidere siano non i vertici politici e sindacali, ma i lavoratori con un referendum, a cui tutti attenersi.
Una settimana prima del 14 ottobre, chiamiamo i nostri elettori almeno a decidere, con le primarie, sul programma e sul simbolo del nuovo soggetto da presentare nelle elezioni amministrative. Poi aggiungiamo questa domanda: "Pensi che le candidature e gli organismi dirigenti del nuovo soggetto della sinistra dovranno essere decisi tramite le primarie?". Così vedremo cosa ne pensano i nostri elettori. Prevedo un plebiscito per il sì.
Rosso di Sera
da www.aprileonline.info - 4 luglio 2007