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Sinistra in movimento
Prima giornata alla Fiera di Roma per la presentazione di Sinistra Europea, l'allargamento di Prc alle associazioni e alle diverse realtà politiche al di fuori dei partiti. Numerosi gli interventi, tra i quali molto significativo per la costruzione di un soggetto politico unitario è parso quello del segretario Pdci Diliberto
Sala piena, atmosfera consapevole di vivere due giornate importanti. Così si apre il sipario sull'Assemblea nazionale per la nascita di Sinistra europea in Italia, presso il Palafiera di Roma.
Molti anche gli ospiti invitati ad intervenire, con il direttore di Liberazione Piero Sansonetti a rompere il ghiaccio dopo i consueti rituali, attraverso una serie di domande che troveranno alcune risposte da vari relatori nel corso della mattinata.
Tra i più attesi in questo primo appuntamento c'è Oliviero Diliberto, che infatti non tradisce la particolare attenzione riposta alla sua presenza.
"La circostanza stessa che io sia qui a fare gli auguri alla Sinistra europea è il segno di un evidente cambiamento della situazione politica rispetto a poco tempo fa", esordisce il segretario dei Comunisti italiani, che subito avverte che il suo non sarà un intervento declinato negli schemi abituali di questi appuntamenti, "perché l'urgenza della situazione non lo consente più". Diliberto si sofferma in particolare sulla necessità di "passare dalla fase convegnisitca alla fae del farla, questa unità a sinistra, perché dopo cinque anni non ce la faccio più a partecipare a incontri su incontri, rimanendo fondamentalmente ancorato alla questione teorica del progetto". Poi c'è il passaggio dedicato all'esperienza di "Die Linke", alla quale anche la sinistra italiana deve guardare come modello di aggregazione futura. Un futuro che per l'ex ministro della Giustizia del primo governo Prodi significa questo autunno, periodo entro cui bisognerà dar vita a un nuovo soggetto politico unitario, dopo il big-bang del 1991, susseguente alla caduta del Muro di Berlino.
"Ricordo il grande entusiasmo lo scorso 5 maggio, quando al palazzo dei Congressi si è formato il gruppo di Sinistra democratica: ma questo entusiasmo, senza una immediata azione pratica di politica unitaria, sta già svanendo nel nulla".
Chiamata indirettamente in causa, dopo un apprezzato intervento di Vittorio Agnoletto che ha sottolineato come senza l'impegno di Rifondazione a legarsi con la cultura dei movimenti sin dai giorni di Genova, probabilmente non si sarebbe arrivati a organizzare un'assemblea di questo tipo, a rappresentare proprio Sinistra democratica c'era Titti Di Salvo, appena eletta capogruppo alla Camera della nuova formazione politica. Ricambiati i calorosi auguri per l'avventura in corso riservatigli da parterre e platea, la sua riflessione si è basata sui motivi che hanno portato alla costituzione di Sinistra democratica, "che è nata senza nessuna sindrome di autosufficienza, e con l'obiettivo di contribuire concretamente al processo di unificazione della sinistra italiana, Per cambiare l'Italia". Di Salvo ha poi ricordato già alcune delle battaglie politiche portate avanti in pieno accordo con Prc, Pdci e Verdi, dalle pensioni al rifiuto di partecipare alla convention sulla famiglia voluta dal governo: "Perché la scelta dolorosa e non così scontata di lasciare i Ds e dunque il Partito democratico nasce anche dall'impossibilità di seguire il nuovo soggetto politico nel suo progressivo abbandono di temi per noi imprescindibili, quali la laicità e il socialismo europeo".
Molta la carne al fuoco, dunque, come hanno ulteriormente dimostrato il cospicuo numero di interventi (tutti rigorosamente entro i tempi dei dieci-quindici minuti), da quello applauditissimo di Paola Lovison in rappresentanza dei comitati "No-Dal Molin" a quello del verde Paolo Cento, da quello scoppiettante e gergale di Nunzio D'Erme a quello puntuale e incisivo di Pietro Folena, sino alla verace testimonianza di Don Tonio Dell'Olio dell'associazione "Libera" (bello il suo racconto a mo' di parabola del dialogo tra papa Giovanni XXIII e l'allora presidente del Consiglio Amintore Fanfani), e la conclusione naturalmente affidata al segretario di Prc Franco Giordano, il quale ha tentato di riassumere e accogliere tutte le suggestioni alimentate da questo primo appuntamento, ricordando a tutti che il processo di unità a sinistra oramai diventato nel nostro paese "irreversibile".
Il problema rimane comprendere come attuarlo nel miglior modo possibile. C'è ancora un'altra giornata per discuterne, che di certo ruoterà intorno alle parole di Fausto Bertinotti, al suo primo intervento politico da quando ricopre il ruolo di presidente della Camera. D'altronde, il progetto di Sinistra europea fu fortemente voluto dall'allora segretario di Rc.
Emiliano Sbaraglia
da www.aprileonline.info – 16 giugno 2007