Aree tematiche > Notizie dal mondo > Nell'inferno delle scuole irlandesi

Nell'inferno delle scuole irlandesi

Per decenni migliaia di bambini sono stati vittime di abusi negli istituti cattolici. Un rapporto fa luce sulle responsabilità e i silenzi della chiesa e delle autorità.

Secondo il rapporto della Commissione d'inchiesta sugli abusi contro i minori, pubblicato il 20 maggio, tra gli anni trenta e gli anni novanta nelle scuole cattoliche irlandesi le violenze sessuali sugli alunni sono state un fenomeno endemico. Gli abusi si sono verificati in almeno 250 istituti del paese e hanno coinvolto decine di migliaia di bambini. Le congregazioni religiose e la chiesa irlandese hanno sempre protetto i responsabili delle violenze. Il rapporto della commissione guidata dal giudice Sean Ryan è disponibile sul sito www.childabusecommission.ie .

Il giudice Sean Ryan e la commissione sugli abusi contro i minori hanno svolto un lavoro d'incalcolabile valore per l'Irlanda. Hanno catalogato minuziosamente le violenze subite da decine di migliaia di bambini nelle scuole cattoliche del paese e hanno stabilito le responsabilità dello stato e della chiesa. Per anni la società irlandese ha chiuso gli occhi davanti alle torture fisiche e sessuali che gli insegnanti infliggevano ai bambini. E ancora oggi molti continuano a negare gli abusi. È stata colpa di qualche rne1a marcia, sostengono, e comunque è acqua passata. Alcuni hanno addirittura insinuato che chi denuncia gli abusi lo fa solo per ottenere un risarcimento. Sono queste le giustificazioni fornite dalle associazioni religiose, soprattutto dai Christian brothers, i più colpiti dallo scandalo e ancora oggi responsabili della gestione di diverse scuole.

Il rapporto della commissione Ryan afferma che in passato molte congregazioni hanno cercato sistematicamente di negare ogni accusa. La cosa più grave e che la loro posizione non è cambiata. L'unica eccezione e quella dell'Ordine rosminiano, che sta cercando di far luce su quanto e successo nei suoi istituti. La sincerità delle scuse arrivate dalle altre congregazioni è invece oscurata dai continui tentativi di sottrarsi alle proprie responsabilità e di intimidire le vittime. Il rapporto Ryan denuncia anche queste odiose forme di ipocrisia, sostenendo che le scuse dei Christian brothers sono "parziali e false" e che gli attuali vertici dell'associazione non hanno mostrato nessun cenno di pentimento. Non bisogna dimenticare che molte delle congregazioni implicate negli abusi continuano a occuparsi dell'istruzione dei minori irlandesi. Tutto questo ci costringe ad affrontare alcune domande. La società irlandese deve dimenticare e far finta che tutti i problemi siano stati risolti? O ha l'obbligo di cambiare il sistema che ha permesso e tollerato gli abusi? E che dire dello stato e del ministero dell'istruzione? Anche le autorità sono colpevoli di non aver saputo proteggere i bambini che gli erano stati affidati: non hanno messo a punto un sistema di controlli adeguato e hanno sempre ignorato le denunce presentate. E non stiamo parlando solo di errori del passato.

Oggi il ministero dell'istruzione si sta battendo in tribunale per non essere riconosciuto responsabile delle violenze. Le autorità hanno addirittura minacciato le vittime di fargli pagare tutte le spese legali se si ostineranno nella loro battaglia. Un atteggiamento arrogante che, secondo il rapporto Ryan, ricorda il clima di impunita negli istituti degli anni quaranta e cinquanta. Oggi centinaia di vittime di abusi subiscono una vera e propria campagna di intimidazione da parte delle autorità solo perchè chiedono giustizia.

Diritti e tutele

Il rapporto Ryan non è perfetto. In particolare non si spiega la decisione di non fare i nomi dei responsabili di violenze già condannati: una scelta che provocherà inevitabilmente il risentimento delle vittime. Le raccomandazioni della commissione, inoltre, sono troppo vaghe e non affrontano due temi fondamentali: l'ipotesi di introdurre nella costituzione norme specifiche per la tutela dei bambini e di rendere obbligatorie le denunce di maltrattamenti sui minori. Ancora oggi, infatti, la decisione di informare le autorità su possibili situazioni a rischio spetta ai singoli individui. Su un tema cosi delicato la commissione avrebbe dovuto prendere una posizione più chiara. In ogni caso, e riuscita a raccontarci l'inferno a cui tanti bambini irlandesi sono stati condannati. Adesso tocca a noi, all'opinione pubblica, chiedere al governo di fare in modo che fatti simili non si ripetano più.

Mary Raftery, The Irish Times, Irlanda

da Internazionale n. 798 – 5 giugno 2009

La locandina del film Magdalene

Basato su tecnologia
Open Source
Disclaimer Ultimo aggiornamento
11 dicembre 2009