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Brasile: sentenza storica restituisce terre agli indigeni

La Corte suprema brasiliana, con dieci voti contro uno, ha emesso una sentenza storica: una enorme riserva indigena nello stato di Roraima, in piena Amazzonia, manterrà la propria integrità territoriale. I suoi abitanti, 19.000 indigeni, potranno vivere liberamente nell’enorme estensione delle loro terre ancestrali, 1.7 milioni di ettari e i piantatori di riso dovranno invece abbandonarla. È sconfitto così il tentativo dello stato di Roraima di creare dei piccoli bantustan, piccole isole dove rinchiudere gli indigeni e poter sfruttare il loro grande territorio per l’agroindustria e l’industria del legname.
La riserva di Raposa Grande fu creata con un decreto presidenziale del 2005 ma non era stato possibile farla entrare in esercizio, sia per le pressioni della destra, dei latifondisti, dei produttori di riso, di quelli di legname, della preoccupazione che la riserva creasse un precedente valido per tutto il Brasile, ma anche per l’incapacità del governo nazionale di rendere esecutiva la decisione del 2005 pur avendo già indennizzato i fazendeiros. Critiche al governo sono state espresse proprio dal presidente della Corte Suprema, Gilmar Mendes che ha sostenuto che questo ha abbandonato a se stessi gli indigeni e che la sentenza stabilisce un precedente in altri casi di demarcazioni territoriali.
La decisione della Corte Supreme si basa sull’articolo 231 della costituzione che garantisce “agli indios la loro organizzazione sociale, costumi, lingue, credenze e tradizioni e i diritti originari sulle terre che tradizionalmente occupano, competendo allo Stato la demarcazione, la protezione e il rispetto dei loro diritti”.
Con la sentenza sono rimossi tutti i limiti legali all’applicazione della costituzione e della decisione del 2005 del governo Lula. Restano i dubbi sulla resistenza dei fazendeiros per i quali in questi giorni sarà stabilito un termine ultimo per l’abbandono delle terre da loro occupate e assegnate agli indigeni. La sentenza è del resto chiara: le terre dovranno essere restituite “immediatamente”, nella speranza che “immediatamente”, se pure non vuol dire “domani” voglia dire almeno in un tempo ragionevolmente breve, visto anche che i fazendeiros già da anni sono stati indennizzati con più di 12 milioni di Real per lasciare terre che non hanno mai lasciato.

di Gennaro Carotenuto

da www.giannimina-latinoamerica.it - 31 marzo 2009


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11 dicembre 2009