Aree tematiche > Notizie dal mondo > Die Linke: la sinistra tedesca tra passato e futuro

Die Linke: la sinistra tedesca tra passato e futuro (seconda parte)

Caso unico in Europa, il partito di sinistra tedesco è in forte crescita sia nei risultati elettorali locali che nei sondaggi nazionali. Nata dalle ceneri di un passato molto controverso, la Linke è oggi un partito moderno e con lo sguardo verso il futuro. Per questo ho intervistato a Berlino Oliver Schröder, esponente del Dipartimento di Politiche Internazionali della Linke.

In Italia sugli ultimi risultati elettorali ha pesato molto il tema della sicurezza e la paura degli immigrati. Qual è la situazione in Germania e qual è la tua opinione su questo tema?

In questo caso devo ammettere che quello che sta accadendo in Italia agli immigrati rumeni e ad altre minoranze è davvero molto molto molto triste. Fortunatamente in Germania non siamo arrivati a questo punto: sebbene ci siano significative controversie riguardo le politiche d'immigrazione, la situazione non è così critica e, lasciami dire, così isterica come invece è in Italia. La gente qui sa che la Germania è una terra d'immigrazione, è un fatto, e credo che la maggior parte dei tedeschi non lo veda come un problema. Ma l'altra faccia della medaglia è che sia i conservatori che i socialdemocratici fanno una netta distinzione tra l'immigrazione “utile”e quella “inutile”. E questo non ha assolutamente senso. Loro dicono semplicemente che la nostra economia ha bisogno di manodopera perché entro il 2040 ci saranno solo più 60 milioni di tedeschi, per cui è importante educare ed integrare nella società persone straniere, con un occhio di riguardo, perché no, a quelli che il cancelliere Schröder chiamava i “Computer Indians”, molto importanti per l'innovazione tecnologica. Ma c'è gente che arriva fin qui, per esempio, dall'Iraq e dalla Sierra Leone per motivi politici, e spesso queste persone vengono rimandate a casa, perché le leggi tedesche da questo punto di vista sono molto restrittive. Ma per noi, persone di sinistra, è importante che si cerchi di risolvere i loro problemi e che si aprano le porte del nostro paese molto più di quanto non si faccia ora. Infatti il nostro benessere e la nostra economia vivono sulle spalle del Sud del Mondo e davvero non riesco a comprendere le politiche dell'Unione Europea, che sta creando un sistema-fortezza, che respinge le barche degli immigrati nel Mediterraneo. Ecco, credo che questo sia un crimine. Bisognerebbe pensare ai milioni di Europei che nei primi decenni del '900 emigrarono in Argentina o in Brasile. Ma sembra tutto dimenticato, oggi vogliono solo separarci, senza tener conto che siamo tutti appartenenti a questo stesso mondo e che è stupido fare distinzioni al suo interno. Certo in Italia la situazione è ancora peggiore, politici e media dipingono gli immigrati come criminali e la gente diventa isterica. Le immagini di questi mesi dall'Italia e dai suoi campi Rom sono state per me molto tristi e spero che da noi non si arrivi a questo punto, anche se il rischio purtroppo c'è. Infatti ho dimenticato di citare un grande problema ancora attuale in Germania, la persistenza di gruppi di giovani fascisti xenofobi e l'esistenza ancora oggi di zone pericolose per la gente di colore o immigrata. Su questo posso dire con sicurezza che un punto fermo dell'identità del nostro partito è l'antifascismo e fortunatamente non credo ci sia il rischio di una presenza di queste idee neofasciste in alcun parlamento tedesco. La gente non è dalla loro parte.

Cosa pensi della crisi in Ossezia del Sud tra Russia e Georgia, o, meglio, tra Russia e Stati Uniti? Che posizione dovrebbe prendere l'Europa a tuo avviso?

Prima di tutto devo dire che questo conflitto tra Russia e Georgia, o meglio, sono d'accordo con te, tra Russia e Stati Uniti o NATO, è molto complicato. Non esiste soluzione facile a questa crisi, perché le tensioni seguite alla caduta dell'Unione Sovietica sono cresciute sempre più e l'allargamento della NATO ai Paesi dell'Est ha acuito ulteriormente i problemi. In ogni caso voglio dire chiaramente che entrambe le parti in conflitto hanno violato le leggi internazionali e che la Linke condanna sia l'operato della Russia che quello del presidente georgiano Saakashvili.
Ma vedo due grandi problemi in questa crisi, il primo si chiama NATO, il cui ruolo avrebbe dovuto esaurirsi dopo la fine della Guerra Fredda, dando spazio, per esempio, alle Nazioni Unite e all'OSCE. La nostra opinione è che non si debba risolvere questa crisi con mezzi militari e che la marina americana non debba dispiegarsi nel Mar Nero. Il secondo è il ruolo dei Paesi dell'est europeo, che, comprensibilmente avversi alla Russia ed alla sua politica estera, non hanno perso tuttavia occasione per gettare benzina sul fuoco di questo conflitto.
Unico fatto in parte positivo è che l'Europa sia riuscita a parlare quasi con una voce sola, diversamente da quanto accadde durante la guerra in Iraq.

In Italia il governo Berlusconi intende tornare al nucleare per risolvere il problema energetico. Qual è la situazione in Germania e qual è la posizione della Linke e dei Verdi su questo tema?

La coalizione rosso-verde, sotto la guida di Schröder, decise di non continuare sulla strada del nucleare e di chiudere man mano le centrali esistenti. C'era un generale consenso sul fatto che il nucleare non fosse l'energia del futuro. Esistono ancora, se non ricordo male, 18 impianti, che dovrebbero nel giro di alcuni anni concludere la loro attività. Tuttavia, oggi i conservatori e, in parte, i socialdemocratici stanno cambiando rotta, soprattutto in considerazione della crisi energetica. D'altra parte la maggioranza dei tedeschi è preoccupata del prezzo del petrolio ed è interessata a veder scendere la “bolletta energetica”, senza curarsi granché della fonte di energia utilizzata. Per questo il ritorno al nucleare è oggetto di discussione in questo periodo e probabilmente qualcosa cambierà. Noi e i Verdi siamo gli unici che non vogliono questo ritorno e intendono proseguire sul piano energetico ad oggi in vigore. Ma dall'altra parte promettono posti di lavoro con una svolta energetica anti-ecologica, mettendo così in drammatico conflitto il punto di vista “verde” con quello sociale. Un altro grande problema in Germania è l'assenza di una compagnia energetica di stato e la concentrazione del potere nelle mani di 4 potenti aziende energetiche, che controllano completamente il mercato e fanno pressioni sul governo per il ritorno al nucleare.

Permettimi ora di fare un passo indietro, nella complicata storia del tuo Paese. Cosa significa essere di sinistra in Germania? Un Paese che ha visto il nazismo, il muro di Berlino, la Stasi. Un Paese che ha visto alcuni campi di concentramento nazisti, come Buchenwald, diventare campi speciali sovietici.

E' una domanda molto difficile. Per prima cosa ti devo dire che l'identità della Linke, della maggior parte degli iscritti, non è comunista. Forse neppure socialista. Ma questo è sicuramente un punto controverso, infatti la parola socialismo è presente negli orientamenti del partito, ma dar vita ad una società socialista non è l'obiettivo della Linke. Ci sono comunque diverse persone, avanti negli anni, che provengono dall'est e non possono che avere un'identità comunista, ma, fammi dire, si tratta di una forte identità pacifista e antifascista. Ovviamente però alcuni di essi non sono d'accordo con la linea della Linke, proprio perché non è un partito comunista o socialista. Noi siamo un partito di sinistra. E siamo una cosa ben differente rispetto al vecchio Partito della Sinistra (PDS), che traeva le sue origini dalla Partito Socialista Unificato di Germania (SED) del periodo della DDR. Ma va detto che anche il PDS, sebbene sempre accusato da tutti di essere legato alla SED e alla DDR, non era la sua naturale continuazione, anzi la verità è che solo una parte degli iscritti della SED confluì nel PDS ed il nuovo partito sostenne con forza l'idea che socialismo e democrazia non avrebbero più dovuto essere separati, come invece era avvenuto nella DDR. Insomma, è una storia un po' più complicata di come potrebbe apparire a prima vista.
Ma ovviamente spesso, soprattutto da parte dei giornali conservatori, anche il nostro partito è accusato di avere legami con la SED e la Stasi del periodo della DDR. Anzi, certi giornali cercano di convincere la gente che i comunisti sono estremisti e antidemocratici esattamente come i nazisti. E purtroppo ripetendolo di continuo, spesso finiscono con il convincere molte persone. Ma questo è dovuto alla complicata storia del nostro Paese, e la verità è che la Linke è un “normale” partito democratico, in cui può anche esserci una minoranza estremista, che tuttavia non ne compromette la natura democratica, appunto, e pacifista.

Quindi, concludendo, possiamo affermare che è possibile un'innovazione a sinistra? Che esiste un nuovo modo di essere comunisti o, meglio, un nuovo modo di essere “di sinistra”?

Le idee che abbiamo e promuoviamo sono molto chiare e importanti, ma devo ammettere che ci manca ancora una vision generale. Questo perché siamo un partito nuovo, certamente, ma bisogna ammettere che tutte le sinistre nel Mondo non hanno oggi una vision completa, non hanno ancora costruito una teoria nuova, un modello nuovo. Ovviamente questa è la mia opinione personale.
Dopo la caduta dei vari stati socialisti, c'è stata una specie di “ripulitura”, è stato messo fuori lo Stalinismo sanguinario ed è stata messa dentro la democrazia. E le moderne sinistre del Nord Europa, per esempio, sono molto importanti, tuttavia manca ancora una nuova idea di società e a volte non sappiamo cosa rispondere quando ci accusano di essere “contro” e ci chiedono cosa vogliamo esattamente. In Sud America oggi ci sono realtà che sono più avanti rispetto all'Europa, e noi guardiamo con molto interesse a cosa succede là. Ma personalmente ho paura quando qualcuno mi dice quello è il Socialismo del XXI secolo, sinceramente allo stato attuale non credo si possa affermare ad esempio che il Venezuela sia il nuovo modello di Socialismo. Diciamo che siamo in cammino e stiamo cercando di costruire insieme un nuovo modello e una nuova teoria.

Stefano Moro

per Abassavoce - settembre 2008

Basato su tecnologia
Open Source
Disclaimer Ultimo aggiornamento
11 dicembre 2009