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Ulster, la demolizione del passato
Il carcere simbolo dei Troubles chiude. Al suo posto, uno stadio.
La lunga strada dell’Irlanda del Nord verso la riconciliazione, dopo gli sforzi per rimettere insieme un governo autonomo delle due comunità, passa anche per Long Kesh. Il carcere dove morirono per sciopero della fame Bobby Sands e altri nove militanti dell’Ira, le celle dove venivano detenuti senza processo i presunti paramilitari repubblicani e poi anche quelli lealisti, in una sorta di Guantanamo ante litteram, tutto questo sarà tra poco solo parte di un passato doloroso per l’Ulster. Un piano del governo per rilanciare l’area prevede la costruzione di uno stadio e di un “centro per lo studio dei conflitti”, con l’assenso sia dei partiti protestanti sia di quelli cattolici. E la demolizione è già cominciata.
Il progetto. Il piano, che ha fatto molto discutere in Irlanda del Nord, è già entrato nella fase operativa, ma rimane tuttora in via di definizione. Il costo dell’intera operazione promette di toccare i 400 milioni di sterline (circa 600 milioni di euro). Troppo, per alcuni, e per questo il governo sta ancora cercando di coinvolgere nel progetto investitori privati. Il piano ruota attorno a uno stadio di 45.000 posti, che sarà usato per calcio, rugby e calcio gaelico. Tre sport diversi soprattutto perché espressione delle diverse comunità: se i primi due vengono praticati sia da protestanti sia da cattolici, a calcio gaelico giocano solo questi ultimi. L’unica parte del carcere che non verrà demolita, ma ristrutturata, è il “blocco H” in cui erano detenuti Bobby Sands e gli altri nove. Qui sorgerà il nuovo “centro per lo studio dei conflitti”, a simboleggiare un passato violento, ma che deve rimanere nella memoria storica dell’Irlanda del Nord.
Le reazioni. Il piano ha l’appoggio di tutto lo spettro politico nordirlandese, impegnato nella difficile ricerca di un’intesa tra parti che per decenni non hanno praticamente dialogato. I due estremi – da una parte i protestanti unionisti di Ian Paisley e dall’altro i cattolici repubblicani dello Sinn Fein – hanno dato il loro assenso. Ma se sulle intenzioni del piano c’è un vasto consenso, sulle modalità dell’operazione le critiche non mancano. Non tutto è ancora deciso: nel nuovo sito potrebbero confluire anche gli uffici di alcune società, nonché un centro commerciale. Ma c’è anche la paura che il nuovo stadio – Long Kesh si trova a oltre a 15 chilometri da Belfast – diventi una cattedrale nel deserto, dato che una struttura simile è in via di realizzazione più vicino al centro della città.
La storia del carcere. In ogni caso, si chiuderà per sempre una delle pagine più controverse della storia dei Troubles nordirlandesi. Il carcere, conosciuto anche con il nome di The Maze, cominciò ad accogliere presunti militanti repubblicani nel 1971, in seguito all’ “Operazione Demetrius” dell’esercito britannico, in collaborazione con la polizia nordirlandese, a quell’epoca un feudo protestante. Erano tempi incandescenti: qualche mese dopo sarebbe arrivato il Bloody Sunday di Londonderry, con 14 cattolici uccisi nel corso di una manifestazione per i diritti civili. A Long Kesh venivano detenuti migliaia di presunti militanti, tenuti in carcere per un tempo indefinito, senza la possibilità di processo. Inizialmente erano quasi esclusivamente membri dell’Ira, che protestavano perché volevano essere considerati prigionieri politici e non criminali comuni; poi furono incarcerati anche militanti dei gruppi paramilitari lealisti. In tutto, si calcola che 25.000 persone passarono per quelle celle. La popolazione carceraria calò con la fine dei Troubles, finché nel 2000 la struttura fu chiusa. Per sempre.
da www.peacereporter.net – 16 dicembre 2006