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Partorire in strada nel 2009 in Italia

Raccontano che Patience sia bellissima, elegante con quei capelli arrotolati in testa come un turbante raro. Patience ora ha un figlio, anzi una figlia e dicono sia splendida e per fortuna sana come la mamma. Patience è nigeriana, sua figlia è barese perché è nata a Bari. Patience ha partorito qualche settimana fa in piazza Umberto, in mezzo alla terra come fanno le bestie, i bianchi che poggiavano giusto lo sguardo come fosse una vetrina di lusso, le amiche che le tenevano le mani come fosse l' Africa. Patience ha partorito per terra perché aveva paura di andare in ospedale o chiamare l' ambulanza. Era immigrata irregolare e secondo quanto raccontano i giornali abbia stabilito lo Stato italiano, una clandestina che va da un ospedale rischia di essere denunciata. Joy forse ha ragionato come Patience. «È terribile, purtroppo superfluo, dirlo: ma avevamo ragione». A parlare è Filippo Anelli, il vice presidente dell' ordine dei medici e il segretario dei medici di base. «Quella ignobile leggina che consente ai medici di denunciare i clandestini oltre a distruggere la nostra professione, il codice deontologico, quello che la Costituzione prevede sta avendo effetti disastrosi sulla collettività. Il caso di questa povera ragazza nigeriana dimostra come la tutela della salute individuale, a prescindere dal passaporto, sia strettamente correlata alla tutela della salute della collettività. Le due cose non possono essere scisse. Questo vale per la tubercolosi, ma anche per l' Aids». Soltantoa Barie provincia, dicono i medici di base, i clandestini che si rivolgono ai loro studi sono calati almeno del 30 per cento. «L' effetto annuncio - continua l' assessore regionale alla Salute, Tommaso Fiore - è stato disastroso. Da tutte le province ci comunicano che gli accessi agli ospedali, alle guardie mediche da parte dei clandestini hanno avuto un tracollo: non vanno più perché hanno paura di essere espulsi». I medici del San Paolo, l' ospedale più vicino al Cara, hanno dovuto affiggere manifesti per assicurare la loro obiezione di coscienza. Al Policlinico si impegnano a fare lo stesso, «ma la situazione è difficile, siamo arrivati all' assurdo che questa povera gente vede noi medici come un nemico» spiega Antonio Mazzarella, sindacalista della Cgil e medico del pronto soccorso del Policlinico. In Puglia l' ordine dei medici si è schierato contro il provvedimento del governo. E lo stesso ha fatto la Regione: con il piano della Salute era stato approvato un comma che prevedeva ai clandestini le cure straordinarie ma anche quelle ordinarie, con la possibilità (in anonimato) di avere anche il medico di famiglia. Dopo l' approvazione della legge nazionale, il presidente Nichi Vendola aveva fatto sapere ai medici di essere pronto a ritirare la convenzione a quei medici che avessero denunciato i clandestini. «Non è un caso - attacca ora il Governatore - che ieri il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha preso le distanze da quel provvedimento. Per noi quel provvedimento è sempre stato una lesione dei più fondamentali principi giuridici di tutela dei diritti umani. Il nostro fermo no - continua - alla denuncia dei medici per gli irregolari - forse aiuterà il Parlamento a bloccare una disposizione odiosa, che avrebbe di fatto portato gli immigrati a creare circuiti di medicina parallela ma soprattutto avrebbe trasformato professionisti che hanno l' obbligo di cura in poliziotti con l' obbligo di consegnare alle autorità di polizia persone che hanno solo deciso di migrare da Paesi dove ci sono guerra, fame e anche malattie».

Giuliano Foschini
da www.repubblica.it - 13 marzo 2009


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11 dicembre 2009