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Fuori dall'Europa
Il legittimo bisogno di sicurezza sta diventando il cavallo di Troia che muta culture, paradigmi, senso comune e natura della nostra civiltà. Ciò che sta accadendo và ben oltre i confini della sicurezza e della legalità, non è un caso che da Bruxelles arrivano richiami severi. Il rischio è il naufragio dello Stato di diritto.
La sicurezza sta diventando altro. Non era difficile da prevedere, fra i tanti questo è, forse, l'errore più grave che si è fatto a sinistra. Non si è compreso al di là della psicosi che il problema non era semplicemente un falso problema e che il decreto sulla sicurezza del governo Prodi aveva tutti i crismi di uno Stato democratico.
Ma questa è storia passata, oggi siamo dinnanzi a una campagna mediatica e politica della destra che sta mutando la natura del problema. Il legittimo bisogno di sicurezza sta diventando il cavallo di Troia che muta culture, paradigmi, senso comune e natura della nostra civiltà. Non sono ancora chiare le misure legislative che si vogliono prendere, ma la campagna propagandistica in corso sta già facendo i suoi guasti. I Rom, i rumeni, gli immigrati clandestini e, alla fine, l'immigrato in quanto tale sono i nemici di una guerra ogni giorno annunciata. Il pozzo nero nel quale si annullano le tante paure che i cittadini si portano dentro. Perché poi sorprendersi degli assalti ai campi Rom? Perché poi dubitare se i cittadini organizzano la loro autodifesa?
Il confine fra chi delinque e chi fatica per sopravvivere scompare, il sospetto accompagna chiunque sia diverso e la legittima difesa contro quelli che vengono da fuori diventa il nuovo diritto.
La gravità del reato di immigrazione clandestina ha dentro questa poltiglia culturale. L'immigrazione illegale deve essere contrastata, ne và dell'equilibrio democratico delle nostre società; i trafficanti di clandestini debbono essere colpiti con ogni mezzo, ma altro è colpire indiscriminatamente e preventivamente quanti cercano una via di fuga dalla disperazione e dalla miseria. In questo contesto colpisce e fa scandalo il silenzio della chiesa ufficiale.
Ancora, una delle novità annunciate nella iniziativa del governo è la confisca delle case e la reclusione per i padroni che affittano in nero a immigrati clandestini, immagino che a seguire avremo l'arresto degli anziani che hanno le badanti in nero. La filosofia è quella classica delle emergenze militari, in particolare del terrorismo: togliere l'acqua ai pesci, là dove il pesce è il clandestino.
Se dubito del risultato pratico - l'effetto più probabile è quello di spingere i clandestini verso forme sempre più estreme di illegalità - ho chiaro il messaggio politico - culturale: perseguitare il clandestino dovunque esso sia, indicarlo all'opinione pubblica come il male assoluto.
Sono fra quelli che non ha alcuna indulgenza verso l'illegalità sia essa nostrana o degli immigrati, né pelosa tolleranza verso quei lager che spesso sono i campi nomadi e che, però, evocano non solo le responsabilità dei Rom, ma anche nostri doveri evasi.
Ma ciò che sta accadendo và ben oltre i confini della sicurezza e della legalità, non è un caso che dall'Europa arrivano richiami severi. L'Europa sente nell'aria una cultura, scelte e comportamenti che possono minare quei diritti della persona, delle minoranza e della diversità che sono a fondamento dello Stato di diritto, principi riaffermati più volte dalla carta di Copenaghen alla carta dei diritti che accompagna il nuovo trattato Costituzionale. Quello dell'Europa è un campanello d'allarme molto serio, la questione aperta non riguarda la divisione fra sinistra e destra, ma bensì l'appartenenza o meno al campo democratico europeo. Questa nostra destra, la sua idea di una "società chiusa" verso il mondo che cambia sia che si parli di immigrati e di Schengen, di Alitalia e di cultura è un vero pericolo. Il suo sollecitare le pulsioni profonde e impaurite di una società e di un cittadino che vive l'oggi con precarietà e guarda al futuro senza speranza è un vile capitale elettorale che ha, però, un prezzo alto: trascina l'Italia ai margini dell'Europa e condanna il nostro sistema a un certo declino.
Famiano Crucianelli
da www.aprileonline.info - 20 maggio 2008