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Cuffaro e la sua coppola, uno show di cattivo gusto

La performance televisiva del governatore al programma di Santoro è stata piuttosto discutibile: Totò Vasavasa sull'antimafia non convince.

Per raccontare tutto oggi non ci sarebbe lo spazio, per cui andremo per brevi flash.
La settimana scorsa, su Rai Due, ospite di Michele Santoro, Totò Vasavasa ha messo in piedi uno show indecente soprattutto per una persona che rappresenta un' istituzione importante come la Regione siciliana.

Al di là del cattivo gusto di indossare la coppola in tv, come a voler sminuire il problema mafia, il nostro eroe davanti ai dubbi sollevati dai giornalisti presenti circa l'opportunità del suo doppio ruolo di presidente e di imputato per favoreggiamento a Cosa Nostra, circa la presenza abbondante di indagati e condannati nelle file del suo partito e della sua maggioranza, circa le intercettazioni ambientali e telefoniche che dimostrano, al di là di eventuali reati commessi, una vicinanza quantomeno politica nei confronti di uomini d'onore, circa l'assurda situazione delle migliaia e migliaia di cliniche private convenzionate con la Regione (più o meno la Sicilia ha le stesse convenzioni di tutte le altre regioni d'Italia messe insieme), circa la sua presenza come testimone (insieme al neo ministro della giustizia Mastella) di nozze di Campanella, mafioso di Villabate sotto processo, non ha saputo fare altro che sbandierare il (presunto?) compenso del conduttore, e la (presunta, almeno stando alla data) cena di Campanella col pm Ingroia.
E si è beccato due querele.

Ma soprattutto davanti ad un giovane, parente di vittime di mafia, che gli chiedeva conto della sua sbandierata battaglia per la legalità, non trovava di meglio che umiliarlo muovendo accuse verso il parente ucciso.
Quel giovedì c'era davvero da vergognarsi di essere siciliani.
Inolte Cuffaro continua a sbandierare, esattamente come insegna Berlusconi, il voto come lasciapassare.
Vorremmo ricordare al presidente imputato che il popolo non è un giudice. Che il popolo forse non conosce tutte le vicende di cui è accusato il presidente e tutti i guai in cui si sono cacciati i suoi sodali.
Ma, soprattutto, che l'elezione è una assunzione di maggiori responsabilità, e non un'attenuante generica!

Intanto a Palermo un ex deputato regionale (non ci crederete, è dell'Udc) Onofrio Fratello ha ammesso (è la prima volta che accade in Sicilia) i legami con la mafia, e soprattutto di aver chiesto e ricevuto voti dagli uomini d'onore.
Ha tirato in ballo una serie di politici trapanesi, ha patteggiato la pena, ed infine ha fondato un nuovo movimento: I Moderati. Infatti lui non stava col radicale Riina, ma col centrista Provenzano.

Fatto inquietante successo a Palermo: pare, ma non possiamo darlo per certo, che il questore di Palermo, Giuseppe Caruso, al funerale di un magazziniere di una farmacia, Paolo Coppola 45 anni, ucciso durante una rapina, abbia detto che non c'era problema perché "la mala" si sarebbe sensibilizzata e avrebbe dato una mano alle indagini.
Noi speriamo che la notizia sia priva di fondamento perché se così non fosse saremmo davanti a due gravi problemi.
Il primo è che il questore di Palermo sappia dove stanno i malavitosi ma usi queste conoscenze solo per risolvere casi difficili con il loro aiuto.
Il secondo è che il medesimo non si sia posto una questione importantissima: a Palermo non puoi nemmeno lasciar passare il pensiero che la mala aiuti a fare giustizia, perché la forza delle organizzazioni criminali siciliane sta proprio in questo: sostituirsi ad uno Stato assente, proteggere e fare giustizia.
Indagheremo.

E ancora, dopo le denunce di Vizzini, dei Consiglieri Faraone e Alotta, del presidente della commissione urbanistica, e dopo i furti ripeturi (ultimo l'hard disk del pc di un funzionario) all'ufficio urbanistica, gli occhi sono tutti puntati su quello che qualcuno teme poter essere un nuovo "sacco" di Palermo.
Il gioco è questo: si tenta di edificare su terreni coltivabili, espropriandoli (legalmente) ad un costo enormemente maggiore rispetto a quello ufficiale. Per poi speculare con danni ambientali gravissimi.
Dietro, naturalmente, le cosche.
Anche su questa vicenda sarà necessario fare luce, e la seguiremo con molta attenzione.

Per chiudere, facciamo il punto sulle primarie a Palermo. Quelli della "società civile" lo hanno annunciato: fatte così servono solo ai partiti per fare i loro conti.
E c'è già chi annuncia che non se ne occuperà.
I partiti, invece, continuano a pizzicarsi a vicenda, ma la gara è sempre tra le due facce della stessa medaglia, Orlando e la Siragusa. Stessa politica stessa storia. E dove sarebbe la scelta?
Poi se vogliamo c'è il candidato del Prc Giusto Catania. Persona in gamba e baciata dalla buona sorte (è eurodeputato per sorteggio!). Ma non in grado di competere.
Insomma il rischio è che queste primarie siano un flop. Ed in questo caso rischiano solo di divenire un boomerang contro il centrosinistra stesso.

Otello Piccoli

da www.aprileonline.info - 24 novembre 2006



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11 dicembre 2009