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Audizione delle organizzazioni sindacali sullo stato di agitazione nel CSI
Audizione delle organizzazioni sindacali sullo stato di agitazione nel CSI
Questo appuntamento è stato l'occasione per continuare a parlare di CSI, indipendentemente dalla vicenda del bando per il Direttore Generale.
Nella mozione approvata dai lavoratori nell'assemblea di venerdì scorso, viene richiesta la salvaguardia dei posti di lavoro con le professionalità acquisite nel tempo, e confermata la missione del CSI come consorzio al servizio della pubblica amministrazione e come motore dello sviluppo del settore informatico piemontese.
Da questa considerazione la politica dovrebbe partire per stabilire un salto di qualità nel dibattito complessivo fornendo degli indirizzi alla definizione di un piano industriale a medio e lungo termine.
E' fondamentale per ristabilire un buon clima all'interno dell'azienda e nei confronti dell'indotto, non dimenticando i numerosi precari che rischiano di non essere confermati a fine anno, da non confondere con alcune consulenze oggetto di critiche diffuse.
Monica Cerutti - 5 novembre 2009
da www.monicacerutti.it
Il Sindaco di Torino intervenga sul CSI: non apriamo la strada alle soluzioni "spezzatino"
Dopo l'articolo di oggi su La Stampa molto pesante, come Consigliera Comunale di Torino ho pensato di riprendere il contenuto della mia nota precedente, con qualche aggiunta, e mandarla al Sindaco, per provare a responsabilizzare tutti i soggetti che a diverso titolo possono dire la loro.
Sul nuovo sito, uno dei dibattiti che vorrei avviare è proprio quello sul futuro del CSI, con spero l'intervento anche di opinionisti autorevoli.
"Rileviamo con preoccupazione come il dibattito di questi ultimi mesi sul rinnovo del Direttore Generale e sulle difficoltà di bilancio del CSI, rischino di accentuarne una sua visione negativa, allarmando non poco gli stessi dipendenti, che ad oggi sono circa 1200, e aprendo la strada a scenari, quali l'ipotetico spezzatino, che priverebbero la realtà torinese di un soggetto che può ancora continuare a svolgere un ruolo importante, seppur con una necessaria rivisitazione.Non possiamo infatti dimenticare che negli ultimi anni il CSI è stabilmente nelle prime 20 posizioni in Italia nella classifica di società software e servizi (per fatturato).Tuttavia, la politica non ha saputo nel tempo valorizzare in modo efficace le potenzialità che stanno alla base dell’intuizione che fu l’idea della costituzione del consorzio stesso: mettere a sistema i patrimoni informativi delle realtà della pubblica amministrazione piemontese con l’apporto delle competenze dell’Università e del Politecnico.Ora è venuto il momento di utilizzare la situazione di difficoltà economica contingente, perché gli enti consorziati forniscano degli indirizzi strategici a questa realtà, che deve essere valorizzata con il suo modello e le professionalità che ha sviluppato nel tempo. Le azioni individuate dal CSI, a seguito dell'analisi organizzativa, sono tutte mirate al recupero di efficienza interno, e debbono essere realizzate entro la fine del 2010. Questo lavoro deve essere accompagnato dalla costruzione di un piano industriale e strategico, che il consiglio di amministrazione può elaborare tenendo conto dello scenario economico e tecnico attuale e degli indirizzi degli enti consorziati, in primis Comune e Regione.Ci dobbiamo sentire impegnati affinché il CSI continui la sua missione di consorzio pubblico, a servizio della pubblica amministrazione e dello sviluppo delle aziende del settore. In un periodo nel quale altre realtà torinesi sono in crisi, il Comune di Torino può coinvolgere il CSI nel rilanciare il distretto informatico, anche nel settore dell’infomobilità.
Chiediamo quindi che il Sindaco di Torino intervenga al fine di recuperare un clima positivo nell'interesse dei dipendenti del consorzio e delle aziende che gravitano attorno al CSI stesso."
Monica Cerutti - 29 ottobre 2009
da www.monicacerutti.it

Monica Cerutti