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Come licenziare duemila persone senza che nessuno se ne accorga
Come licenziare duemila persone senza che nessuno se ne accorga
Eutelia “cede” i dipendenti ad Agile poi arriva Omega, che li prende ma non li fa lavorare.
Le tappe della vicenda Eutelia-Agile-Omega
Oltre duemila dipendenti non
ricevono lo stipendio da più di tre
mesi. Giugno 2009: La società
Eutelia ha trasferito un ramo dell’azienda, con
2200 lavoratori, all’Agile srl. Quest’ultima è stata
contestualmente venduta alla società Omega.
Luglio 2009: lo stipendio viene pagato per
l’ultima volta ai dipendenti. La società Omega,
contattata telefonicamente dal Fatto, si rifiuta di
fornire informazioni ma informa che pagherà
presto gli stipendi, evitando però di rispondere a
qualsivoglia richiesta di notizie sul suo stato di
salute. Settembre 2009: i dipendenti
scendono in piazza per denunciare che non
viene loro permesso di lavorare. Vengono tenuti
fermi. Il sospetto dei dipendenti è che la Omega
esista apposta per fallire, così da liberarsi di più
di duemila lavoratori non pagando loro il
trattamento di fine rapporto, che ammonta a più
di 50 milioni di euro. La procura di Arezzo,
dove Eutelia ha la sede legale, sta indagando tra
gli altri i fratelli Landi, ai vertici della società
aretina, per frode fiscale, falso in bilancio e
appropriazione indebita.
Da luglio i lavoratori aspettano lo stipendio, senza neppure la connessione internet
Non tutte le aziende in
questi mesi di recessione
chiudono per colpa
della crisi. Ci sono anche
storie di malagestione (o
almeno di scelte imprenditoriali
difficili da comprendere)
come quella di Eutelia- Agile, i
cui dipendenti sono sempre
più disperati: in più di 2.000
sospettano di essere già stati licenziati,
ma ancora non ne sono
sicuri. Partiamo dalla cronaca
di questi giorni. Sembra imminente
la richiesta di rinvio a
giudizio del pm della procura
di Arezzo, Roberto Rossi, nei
confronti degli amministratori
di Eutelia spa, società aretina
quotata in borsa che si occupa
di telecomunicazioni e servizi
per la pubblica amministrazione,
soprattutto ministeri. Tra
gli indagati Raimondo e Samuele
Landi, rispettivamente
amministratore delegato e vicepresidente
della società. A
difendere il primo, il principe
del foro Ennio Amodio, già avvocato
di Silvio Berlusconi durante
la prima fase del processo
Imi-Sir lodo Mondadori. I
reati contestati: frode fiscale,
falso in bilancio e appropriazione
indebita.
Questi i fatti: 2200 dipendenti
di Eutelia non ricevono lo stipendio
da più di tre mesi. Il 20
giugno 2009 sono
stati “ceduti”
alla società Agile
srl, con sede legale
a Potenza, che
Eutelia controllava
al 100 per cento.
"La Agile era
un gioiellino -
spiega Fabrizio
Potetti della
Fiom - che lavorava
solo per la regione
Basilicata e
aveva un margine operativo
del 33 per cento. Poi Eutelia ha
deciso di spostare le attività di
information technology in Agile e
contemporaneamente ne ha
venduto la proprietà alla società
per azioni Omega, liberandosi
di fatto dei lavoratori e di
54 milioni di euro di trattamenti
di fine rapporto di cui non
hanno più dovuto farsi carico”.
I dipendenti sospettano
che si tratti di un licenziamento
mascherato con cui Eutelia
ha scaricato su Agile (e quindi
su Omega) i costi delle liquidazioni.
“La scelta di cedere il ramo
d'azienda porta indubbi
vantaggi a Eutelia e ai suoi azionisti
- prosegue Potetti - il Monte
de’ Paschi di Siena, per
esempio, detiene un quarto
dei debiti di Eutelia. É innegabile
che abbia tratto benefici
dalla cessione: con questa operazione
il credito della banca è
stato tutelato perché i costi dei
possibili licenziamenti sono
stati scaricati altrove”. Parla un
avvocato che sta assistendo alcuni
dipendenti contro le tre
società Eutelia, Agile e Omega:
“Eutelia ha trovato un sistema
complesso per liberarsi di più
di 2mila dipendenti, per non
pagare 54 milioni di euro di
trattamenti di fine rapporto e
per ottenere vantaggi fiscali”.
L'avvocato chiarisce: “Eutelia
ha simulato la cessione di un
ramo d'azienda ma i dipendenti
sono stati semplicemente
trasferiti a una sua costola. Si
tratta di fatto della stessa società.
La Agile è stata venduta a
Omega per allontanare la responsabilità
di un’e ventuale
bancarotta fraudolenta dagli
amministratori dell’azienda
madre, Eutelia. La prova è che,
nel contratto di vendita di Agile,
Omega si impegna a non intentare
alcuna azione legale
contro gli amministratori di
Eutelia”. I dipendenti spiegano
che non si riescono a trovare
giustificazioni industriali
a queste decisioni strategiche.
Contattate dal “Fatto ”, la sede
legale di Omega e la società di
comunicazione che ne gestisce
le relazioni esterne si rifiutano
di rispondere in merito.
Nei mesi scorsi Eutelia aveva
però cercato di preparare il
terreno alla cessione dei 2200
dipendenti. Prima dell'estate
la dirigenza prometteva imminenti
rilanci, ma già nella semestrale
di bilancio comunicava
di “ridimensionare il perimetro
aziendale, focalizzandosi
sul settore delle telecomu
nicazioni” cedendo il ramo
Information technology. Hanno
anche organizzato una grande
convetion aziendale a Sorrento.
Ma l'Omega, 20 giorni dopo aver acquisito la Agile, sembra
aver smesso di funzionare.
E di retribuire i dipendenti.
“Omega ha vinto una gara
d’appalto dal valore di un milione
di euro. Per proseguire
nel progetto, è stato chiesto di
presentare un documento, come
da prassi, che dimostrasse
l’idoneità dell’azienda a sostenerlo,
il Durc. L’Omega si rifiuta
di fornirlo, e lo fa perchè
non le interessa perdere clienti”,
racconta Elena, dipendente
31enne trasferita da Eutelia
a Omega. “Già l'anno scorso,
in Eutelia, abbiamo sopportato
per un anno il contratto di
solidarietà, lavorando il 40 per
cento in meno. Ma non è servito.
Il loro scopo era di mandarci
via, e alla fine ci sono riusciti
vendendoci a Omega che -
racconta Elena - sta azzerando
le capacità operative sue e di
noi lavoratori. Non ha neanche
presentato al ministero
per lo Sviluppo Economico un
piano industriale.”
Questa la quotidianità lavorativa
di Elena: “Il clima è pessimo.
Dal 16 giugno, giorno in cui ci
hanno ceduti, non faccio più
niente. Ci hanno disattivato gli
account per lavorare, non siamo
neppure più connessi a internet.
L’ultimo stipendio ce
l’hanno pagato a luglio. Sono
incazzata nera, in Italia queste
cose si possono fare e non ci
sono mai conseguenze. Sembrerà
una cosa da poco, ma sto
andando dal medico perché di
notte non riesco più a dormire
”. Omega, secondo quanto
raccontano i dipendenti, si
espone al rischio di non durare
a lungo senza commesse e con
i lavoratori fermi. Se dovesse
fallire, chi si farà carico dei TFR o
della mobilità? Chi pagherà
più di 2mila liquidazioni? L’avvocato di un altro dipendente
chiarisce: “Con l’intreccio di
queste tre società, Eutelia riesce
a eludere costi enormi.
Penso che Omega fallirà presto,
probabilmente entro un
anno. Questo lasso di tempo
serve ad allontanare le responsabilità
dagli amministratori
di
Eutelia; anche i
passaggi di società
e la vendita
conclusiva sono
state fatte soltanto
a questo scopo.
Sarà quindi
lo Stato a farsi carico
dei costi dei
lavorator i”. La
procedura fallimentare
prevede
che ai dipendenti
di società
fallite vadano
ammor tizzator i
sociali. “Ecco lo
scandalo - dice
l’avvocato - vengono
bruciati
posti di lavoro e
soldi pubblici, a
solo vantaggio di
Eutelia”.
di Beatrice Borromeo
da il Fatto Quotidiano
-
14 ottobre 2009 - segnalato da Giancarlo

Proteste dei dipendenti di Agile