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Augusto Menzognini
Augusto Menzognini
Il problema non è se Augusto Minzolini possa o non possa fare
editoriali: che dovrebbe fare il direttore di un telegiornale? Il
problema è che, in quella Pravda ad personam che è diventata il Tg1,
roba da far rimpiangere Mimun e persino Riotta, Augusto Minzolini
mente. Racconta balle. In continuazione.
A furia di menarla con la par condicio e il contraddittorio, si è perso
di vista il nucleo centrale dell’informazione: che non è accontentare
la destra o la sinistra o tutt’e due, ma appunto informare.
Due mesi fa, quando Menzognini attaccò i manifestanti per la libertà di
stampa difendendo il suo mandante che aveva appena denunciato le dieci
domande di Repubblica, disse che anche Tony Blair aveva querelato la
Bbc: non era vero, Blair non ha mai querelato la Bbc. Fu nominata una
commissione d’inchiesta indipendente che accertò un errore commesso
dalla Bbc sulla manipolazione governativa delle notizie sulle armi di
Saddam. Il presidente e il direttore generale della rete pubblica si
dimisero. Senz’alcuna denuncia.
L’altra sera Menzognini ha accusato il pm Ingroia di aizzare la gente a
ribaltare la maggioranza democraticamente eletta. E’ falso: Ingroia non
l’ha mai detto. Poi Menzognini ha sostenuto che l’immunità copre i
deputati anche in Germania, Inghilterra, Spagna e Parlamento europeo.
Non è vero. In Inghilterra non c’è alcuna immunità parlamentare, né per
le indagini né per gli arresti (l’anno scorso un deputato finì in
carcere). In Germania l’immunità, pur prevista, non viene mai
esercitata, tant’è che il Parlamento all’inizio di ogni legislatura
autorizza preventivamente e automaticamente le eventuali indagini a
carico di suoi membri (due anni fa un deputato fu addirittura
perquisito nel suo ufficio al Bundestag). Idem in Spagna, dove mai in
trent’anni le Cortes hanno negato un’autorizzazione a procedere (tranne
nel caso di un ex giudice divenuto deputato, accusato di aver diffuso
per sbaglio la foto del fratello di un indagato al posto di quella
dell’indagato).
Gli europarlamentari godono delle immunità previste (le rare volte che
lo sono) nei rispettivi paesi di provenienza. Menzognini racconta che i
nostri Padri costituenti avevano previsto l’immunità per sottrarre gli
eletti dallo strapotere della magistratura. Falso anche questo:
prevedevano l’autorizzazione a procedere per evitare che giudici troppo
vicini al governo (si veniva dal fascismo) perseguitassero esponenti
dell’opposizione per reati politici, tant’è che era consentito negarla
solo in caso di evidente persecuzione politica (fumus persecutionis).
Nessun Padre costituente poteva immaginare che quello strumento
eccezionale sarebbe stato abusato per proteggere esponenti della
maggioranza da processi per reati comuni e gravissimi, per giunta
commessi al di fuori delle loro funzioni, e addirittura prima di
esercitarle.
Mentre l’altroieri Menzognini sproloquiava, il suo Tg1 ometteva la
notizia del giorno: la richiesta d’arresto per camorra del
sottosegretario Cosentino. Cioè: Menzognini commenta le notizie che
censura. Ieri, finalmente, anche il Tg1 delle 13.30 s’è accorto del
caso Cosentino. Titolo: “Polemiche su Cosentino”. Ecco: una richiesta
d’arresto diventa una “polemica”. Per nascondere i fatti, si cambiano
le parole. Come domenica, quando il TgPravda ha descritto l’ennesima
legge salva-premier per mandare in prescrizione i processi Mills e
Mediaset con queste soavi paroline: “La maggioranza è tesa a cercare
soluzioni che consentano al governo di lavorare con tranquillità”.
Naturalmente Menzognini continuerà a raccontare frottole senza tema di
smentita, forte dell’appoggio dei suoi mandanti e del fatto che i
milioni di telespettatori del suo tg, nel 70-80 per cento dei casi, non
hanno altri strumenti per informarsi. Resta da capire quale sanzione
sia prevista in Italia per i giornalisti che mentono sapendo di
mentire. A parte, si capisce, la direzione del Tg1.
di Marco Travaglio - 11 Novembre 2009
da il Fatto Quotidiano

Augusto Minzolini