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Hugo Chávez censura i Simpson? L’ultima bugia contro il Venezuela

Immancabilmente i media italiani si sono scatenati contro Hugo Chávez che avrebbe addirittura censurato un cartone animato, i Simpson. Ma è l’ennesimo caso di malafede informativa contro i governi integrazionisti latinoamericani che cercano di darsi strutture da società civile moderna.
La Stampa di Torino, con un servizio scritto da Madrid citando solo fonti statunitensi, parla addirittura di “museruola chavista” contro i Simpson. I toni degli altri media, in Italia e fuori, sono gli stessi: Chávez censura un cartone animato; l’ultimo passo del delirio censorio di Chávez e via con i soliti toni tra il derisorio e lo scandalizzato.
Ma è successo davvero? No. Non è mai successo.
Intanto vediamo i fatti: in Venezuela, per la prima volta nella storia esiste una commissione, la CONATEL, formata da autorevoli professionisti indipendenti, che si occupa di stabilire quali programmi possano andare in fascia protetta per l’infanzia e quali no.
C’è anche negli Stati Uniti e c’è anche in Italia, Francia, Germania, Argentina, Messico eccetera. Che ci sia nel resto del mondo va bene, se c’è in Venezuela agli stessi ai quali va bene nel resto del mondo invece non va bene.
Questa commissione ha deciso che il cartone animato “I Simpson”, vada trasmesso al di fuori della fascia protetta. Questo è tutto. Ovvero siamo di fronte alla seguente non notizia: “autorevole commissione di esperti considera programma inadatto alla fascia protetta”. Tradurre tale notizia in “museruola chavista” si commenta da sé.
Il problema è che se chi scrive è in primo luogo animato da volontà di disinformare e in secondo luogo è a sua volta disinformato dalle proprie fonti (che non verifica, mancando a qualunque etica professionale), il risultato è un insulto al lettore nel suo sacrosanto diritto che gliela si racconti giusta. Prima della legge di responsabilità televisiva in Venezuela c’era la giungla, e in teoria in fascia protetta poteva essere programmato anche un film porno.
Quegli stessi che gridano alla censura oggi, prima non se ne curavano e anzi pensavano che fosse libertà di espressione garantire qualunque trasmissione a qualunque ora che inframezzasse i consigli per gli acquisti.
Ma non è tutto qui. Esistono decine di studi e opinioni di autorevoli esperti che sostengono che “i Simpson” sia un programma per adulti, quindi la decisione della CONATEL può essere opinabile e non condivisa, ma non è strampalata. Negli stessi Stati Uniti d’America, ed in una lunga lista di altri paesi, i Simpson sono stati classificati come “adatti ad un pubblico maggiore di 13 anni”.
Perché nessun articolo cita questa informazione facilmente disponibile? Perché tale informazione avrebbe reso evidentemente legittima ed opportuna la decisione della CONATEL, equiparando la decisione della commissione venezuelana a quella di analoghi organismi statunitensi.
Inoltre l’unico paese dove i Simpson sono stati sottoposti materialmente alle forbici del censore sono stati gli Stati Uniti, per una battuta contro la guerra in Iraq, ma anche su questo si glissa dappertutto.
Infine: non c’è nessuna evidenza che il presidente Hugo Chávez abbia avuto un ruolo nella decisione; potrebbe perfino averla subita.
La CONATEL è una commissione indipendente formata da psicologi dell’età evolutiva, pedagoghi ed altri esperti. Nessuna persona intellettualmente onesta può pensare che nella caotica democrazia venezuelana tutte le decisioni siano prese dal presidente ma, semplicemente, se non se ne accusa Chávez, anche mentendo, di nuovo la notizia non c’è.
Ma certo, se il titolo fosse stato: “autorevole commissione di esperti considera programma inadatto alla fascia protetta”, chi avrebbe pubblicato la notizia? Vuoi mettere invece un “il pagliaccio di Chávez censura cartone animato statunitense”? Peccato che sia un falso, anche se nessuno se ne scuserà.

Gennaro Carotenuto

da www.giannimina-latinoamerica.it - 11 aprile 2008




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Ultimo aggiornamento
26 novembre 2008