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Quando due milioni di morti non fanno notizia...
ma ottanta si. E' questa l'abissale differenza di morti in un anno per tubercolosi e per aviaria; ma il paradosso è nella "copertura mediatica" degli eventi: secondo l'osservatorio di Pavia (http://www.osservatorio.it/), nello stesso anno i tg nazionali hanno riservato tre servizi alla tbc, e ben 416 all'aviaria. Perché?
E' la domanda che il bravo Alessandro Sortino ha posto in una puntata de Le Iene della settimana scorsa (http://www.iene.mediaset.it/puntate/2007/04/24/puntata.shtml) (
guarda il video), a Carlo Rossella, direttore del Tg5.
I dubbi di Sortino sono più che legittimi: non sarà che le malattie degli "altri" non ci interessano, mentre quelle che ci colpiscono più da vicino ci preoccupano anche quando non ce n'è ragione? E cosa pensare poi di questo "misterioso" vaccino su cui sono stati investiti miliardi per la ricerca, mentre per la tubercolosi solo poche centinaia di milioni?
Le risposte di Rossella hanno un che di sconcertante: "L'aviaria è legata all'alimentazione...." "Io ragiono nella logica del mio telespettatore... una notizia su una malattia in Africa, non tiene l'ascolto..." e via dicendo.
Siamo alle solite, il classico cane che si morde la coda: è l'ascolto che decide il palinsesto, o piuttosto il palinsesto che influenza l'ascolto? È il lettore che determina la notizia, o la notizia che cerca il lettore?
Prendiamo per buono l'assioma "il cittadino vuole questa notizia, il teleutente vuole questo programma, il lettore vuole questa informazione": bene, se è davvero così, per una volta potremo essere protagonisti attivi e non fruitori passivi rispondendo alla campagna lanciata da Medici Senza Frontiere "Dimmi di più" [http://dimmidipiu.msf.it/giulia.asp].
In cosa consiste: si tratta di una raccolta firme per chiedere ai direttori dei telegiornali di dare maggiori informazioni su tutte quelle malattie dimenticate nel mondo, di cui MSF ha da poco pubblicato un dossier http://www.msf.it/msfinforma/comunicati_stampa/14022007.shtml
Lo stesso Alessandro Sortino, per le Iene, si è impegnato a portare queste firme a tutti i direttori dei telegiornali, ma devono essere TANTE perchè, come giustamente sottolineava il rappresentante di MSF intervistato da Le Iene, più se ne parla più si crea interesse, attenzione, "attrazione", maggiori sono gli investimenti economici nel campo della ricerca medica e farmacologica; al contrario, se ci se ne dimentica, se la si cancella dall'informazione (ed ormai sappiamo benissimo che, in questa di globalizzazione spinta e di un controllo dell'informazione a livello mondiale, se un fatto non diventa notizia NON E' un fatto - non è mai accaduto, non è mai esistito, non c'è), la ricerca se ne disinteressa, gli investimenti scendono, la medicina e la farmacologia si fermano. Perché (è triste dirlo, ma purtroppo ormai è così) "non fanno business".
Perdonatemi, ma due milioni di morti all'anno non sono un business. Sono un crimine contro l'umanità.