 |
|
A coloro che sostengono che la guerra al terrorismo giustifica un trattamento eccezionale e la soppressione delle garanzie costituzionali ha risposto il giudice della Corte suprema Anthony Kennedy: "Le leggi e la Costituzione sono state create per sopravvivere e mantenere la loro validità anche in tempi straordinari". Tutti i detenuti di Guantanamo hanno il diritto non solo ad un equo processo, ma a rivolgersi ai tribunali civili per contestare la loro detenzione.
Stefano Rizzo - da www.aprileonline.info - 12 giugno 2008
|
 |
|
Un documentario racconta come, in Iraq, vittime civili vengano fatte passare per combattenti.
Con il termine Drop Weapons s'intende la pratica delle armi che i militari lasciano accanto ai cadaveri dei civili uccisi nel corso di un'operazione. E' proprio così, per quanto sembri inquietante. Serve per non essere accusati di omicidio e processati. Prima si uccide, per sbaglio o meno, poi si poggia un'arma accanto alla vittima e la si trasforma in miliziano.
Christian Elia - da www.peacereporter.net 11 giugno 2008 - segnalato da www.obiettivo.info/FabioNews
|
 |
|
Secondo Pristina gli incidenti della settimana scorsa a Mitrovica sarebbero un'azione pianificata da Belgrado, volta a saggiare il terreno in vista di una possibile divisione del Kosovo. L'azione di polizia, però, ha portato anche a dissapori all'interno della stessa Unmik.
Alma Lama - da www.osservatoriobalcani.org - 25 marzo 2008
|
 |
|
Vi fa orrore quella foto che abbiamo usato per "aprire" PeaceReporter oggi? A noi sì. Molto. Probabilmente è anche contraria alla deontologia professionale. Ma non sappiamo più cosa fare per scuotere le addormentate coscienze di chi ha il potere. Ogni giorno i bollettini della Nato, o dell'Isaf, o di Enduring Freedom ci raccontano di azioni militari di terra e di aria. Cioè rastrellamenti o bombardamenti su villaggi afgani. Ogni giorno ci raccontano la favola dei nemici colpiti, dei talebani sconfitti, dei pericolosi terroristi snidati. E ogni giorno i nostri giornali e le nostre televisioni ignorano che in quel Paese, dove l'Esercito Italiano ha la sua bella parte di responsabilità, vengono massacrati bambini, donne, vecchi e uomini innocenti.
Maso Notarianni - da www.peacereporter.net - 25 marzo 2008
|
 |
|
Negli ultimi cinque anni, l’Iraq non ha mai smesso di essere la più importante vicenda di esteri e la più grossa sfida per le testate e i giornalisti di tutto il mondo. Tuttavia, nello stesso tempo, la nostra capacità di raccontare quella che deve essere la guerra più importante degli ultimi 30 anni si è erosa, al punto in cui i giornalisti, per quanto grande e ricca di risorse sia la loro testata, possono solo cercare di fornire una istantanea dell’impatto della guerra sulla società irachena.
di Rageh Omaar - The Guardian - 17 marzo 2008
|
 |
|
Il 19 marzo 2003 iniziava l’attacco all’Iraq, con i bombardamenti su Baghdad – l’operazione “Colpisci e terrorizza”, a cui sarebbe seguita poco dopo l’invasione di terra dal sud, la “caduta” della capitale, il 9 aprile, e poi l’occupazione. Che continua.
Newsletter Osservatorio Iraq 6/2008: dal 5 al 19 marzo 2008 segnalato da www.obiettivo.info/FabioNews
|
 |
|
Le agenzie stampa nazionali sono più propense a narrare uccisioni o fatti di sangue e meno a raccontare la resistenza civile e nonviolenta di singoli ed organizzazioni di società civile. Mi presto a farlo nei media che sono interessati ad andare oltre gli scoop. La gente del Kenya ha resistito all’avanzata di pochi facinorosi con la nonviolenza. Forse più per interesse che per credo profondo ma sia i commercianti che gli insegnanti non hanno tempo per la guerra. Questa è stata la novità. I kikuyu della Rift Valley, e non solo, volevano riaprir bottega ed i docenti luo di Eldoret tornare all’università.
Fabio Pipinato - da www.unimondo.org - 11 febbraio 2008
|
 |
|
Il processo di indipendenza del Kosovo sembra inarrestabile. La macchina è in moto e il punto di domanda riguarda solamente il quando, più che il se. Presto si chiamerà Kosova, ma il passaggio non sarà così indolore come il cambio di una sola vocale. La situazione dei Serbi che hanno deciso di rimanere ancorati alla propria terra non è rosea.
Nicola Sessa - da www.peacereporter.net - 2 febbraio 2008
|
 |
|
Il governatore della provincia occidentale di Farah, Ghulam Mohaidun Balouch, ha dichiarato questa mattina all'agenzia France Press che “truppe Nato italiane” hanno preso parte all’attacco avvenuto domenica notte nel distretto di Bakwa contro un abitazione nella quale si trovavano alcuni talebani, tra cui un loro comandante locale, il mullah Abdul Manan.
Enrico Piovesana - da www.peacereporter.net - 4 febbraio 2008
|
 |
|
Le immagini di un mezzo corazzato dell'esercito italiano colpito da una mina nel deserto dell'Afghanistan svelano un particolare inquietante: i nostri soldati vanno in missione con la palma dell’Afrika Korps hitleriano dipinta sulle jeep.
Gianluca Di Feo - da http://espresso.repubblica.it - 30 gennaio 2008
|
 |
|
La testimonianza di uno yemenita detenuto in Afghanistan dagli Stati Uniti.
Tutti i particolari nel resoconto dettagliato di uno yemenita mai incriminato dagli Stati Uniti, sui diciannove mesi di brutalità e torture psicologiche: per la prima volta dalla viva voce del protagonista i retroscena segreti delle prigioni Usa.
Mark Benjamin - da www.peacereporter.net - 25 gennaio 2008
|
 |
|
L’anno passato, nei Centri chirurgici e in quelli pediatrici e di
maternita’ di Emergency, oltre 350.000 persone hanno ricevuto le cure
di cui avevano bisogno. E le hanno ricevute gratuitamente, perche’
insieme al bisogno ne avevano anche diritto.
Gino Strada - da www.emergency.it - 4 gennaio 2008
|
 |
|
Erano le cinque del pomeriggio. Dall'ingresso del pronto soccorso
entrano alcune persone, un papa' ha in braccio un bimbo, 10 anni
circa. Al bimbo manca meta' parte del viso ma parla, respira e non
piange, non una lacrima.
dalla Newsletter di Emergency n.48 - 21 dicembre 2007
|
 |
|
Diranno che si trattava di feroci talebani, e che la grande operazione
iniziata tre giorni fa a Musa Qala in Afganistan era inevitabile.
Diranno quanti nemici hanno ucciso e (forse) quanti civili sono
rimasti coinvolti "per errore".
dalla Newsletter di Emergency n. 47 da www.emergency.it - 15 dicembre 2007
|
 |
|
Civili trucidati in un raid di forze speciali afgane e straniere. Un giovane uomo giace in un letto d’ospedale. Ha la gola fasciata dalle bende di medicazione. Si chiama Abdul Manaan, ma tutti lo conoscono come Naanwaì, ‘il panettiere’, perché ha una panetteria appena fuori dal villaggio di Toube, nel distretto di Garmisr, una settantina di chilometri a sud di Lashkargah. Parlando a fatica, racconta quello che è successo nel suo villaggio la notte dello scorso 18 novembre.
Matiullah Minapal - Aziz Ahmad Tassal da www.peacereporter.net - 14 dicembre 2007
|
 |
|
Sabato 24 novembre, attentato suicida a
Pagman, a 20 chilometri da
Kabul. Obiettivo della bomba le truppe italiane
impegnate
nell'inaugurazione di un ponte: un soldato e' morto, altri tre
sono
rimasti feriti.
dalla Newsletter di Emergency n. 45 del 30 novembre 2007
|
 |
|
I media italiani, al pari di quelli occidentali, hanno dedicato un certo spazio ai gravi incidenti che si sono verificati a Gaza il 12 novembre, in occasione della celebrazione del terzo anniversario della scomparsa di Arafat. La ricorrenza è stata usata dai partigiani di Fatah, il partito dello scomparso presidente palestinese, per organizzare una manifestazione a cui hanno partecipato, si dice, 250.000 persone. Durante la manifestazione, membri armati di Hamas hanno aperto il fuoco sui manifestanti, uccidendone sette e ferendone circa 150 (di cui una decina in maniera grave).
Ma delle modalità dell’occupazione israeliana, i media occidentali non parlano. Forse, per rendersi conto della situazione, è bene parlarne, sia pure per sommi capi.
Michelguglielmo Torri - da www.infopal.it - 25 novembre 2007
|
 |
|
Ormai lo scambio di messaggi, variamente inquietanti e in crescendo, tra Washington e Mosca, sta diventando quotidiano. Gli Stati Uniti accentuano la pressione su Teheran, mettono nel mirino i guardiani della rivoluzione iraniana, li definiscono terroristi, comunicano che chiunque abbia a che fare con loro e con le loro banche sarà messo all'indice dalle autorità americane.
Giulietto Chiesa - da www.megachip – da La Stampa 29 settembre 2007 - segnalato da www.obiettivo.info/FabioNews
|
 |
|
In sette avevano scritto un articolo per il New York Times, pubblicato il 19 agosto nella pagina degli editoriali (e con molto ritardo, quando ormai era un caso, in quella nella versione europea del Nytimes che si chiama International Herald Tribune). «La guerra vista da noi»: il pezzo dei sergenti sbriciolava il lavoro di montagne di spin doctor americani, quelli che la guerra va a meraviglia e Baghdad è un'oasi di pace - ce n'è parecchi anche in Italia. No, non siamo liberatori, No, non stiamo conquistando cuori e menti degli iracheni. No, qui non va bene niente, la stampa mente e la rabbia monta. Finiremo la missione, ma non credete a ciò che vi raccontano. Lunedì i due sergenti sono morti, come altri 3.774 soldati americani (e 56mila feriti, e 250mila disabili).
Roberto Zanini - da www.ilmanifesto.it – 14 settembre 2007 segnalato da Pierluigi
|
 |
|
Il medio oriente sta entrando a vele spiegate in una nuova guerra su grande scala. Bisogna essere ciechi per non vedere i sintomi, che sono chiari: l'Autorità Palestinese non esiste più. Gaza è diventata un poligono di tiro dell'esercito israeliano. In Libano cominciano a saltare in aria le colonne UNIFIL delle forze dell'ONU (per ora agli italiani è andata bene), mentre strani gruppi terroristici attaccano l'esercito libanese.
Giulietto Chiesa - Megachip (da Epolis) – 3 luglio 2007
|
 |
|
La Nato bombarda i civili in fuga: 120 morti, forse più, a Ghora, nella provincia meridionale di Helmand
Cecilia Strada - www.peacereporter.net – 1 luglio 2007
|
 |
|
Il centro chirurgico non aveva ancora annunciato la riapertura ufficiale, ma da questa mattina tutto era pronto per accogliere i pazienti chirurgici e i feriti di guerra. E negli ultimi giorni la voce girava fra la gente di Kabul: in ospedale ci sono i cleaners, in ospedale ci sono i dottori. Centinaia di turbanti, veli e chadorì sono venuti a guardare, a chiedere, a capire se era vero. Era vero.
Cecilia Strada - www.peacereporter.net – 26 giugno 2007
|
 |
|
Oggi il mediatore di Emergency protagonista nel rilascio di Daniele Mastrogiacomo è stato prosciolto dall'accusa di complicità con i Talebani e liberato dopo una detenzione illegittima durata quasi tre mesi
Marzia Bonacci - www.aprileonline.info – 16 giugno 2007
|
 |
|
Riflessione - E' stato nominato il nuovo "zar di guerra" alla Casa bianca, il generale Douglas Lute, che dovrà coordinare l'impegno militare in Afghanistan e in Iraq. A pensare ancora che vi sia una differenza tra i due conflitti sono rimasti il governo italiano, francese, tedesco e spagnolo
Stefano Rizzo - www.aprileonline.info – 16 maggio 2007
|
 |
|
Sesto giorno di combattimenti a Mogadiscio: almeno 230 morti.Granate contro una stazione tv. Mogadiscio è un inferno. I tentativi di tregua tra il clan Hawiye, che controlla la città, e le forze del governo somalo di transizione svaniscono dopo pochi giorni: come sempre riprendono i combattimenti e si contano solo i cadaveri.
Federico Frigerio - www.peacereporter.net – 23 aprile 2007
|
 |
|
L'ultima ondata di violenze che sta insanguinando il paese ha prodotto 1000 morti in meno di sette giorni. I clan cercano la tregua, ma gli Etiopi non sembrano intenzionati a deporre le armi. Una situazione di guerra così drammatica non si registrava da almeno 15 anni.
Alessandro Chiappetta - www.aprileonline.info – 10 aprile 2007
|
 |
|
In tutte queste notti abbiamo sentito il rombo dei jet che passavano a bassa quota, senza sosta, e i decolli e gli atterraggi dei grandi elicotteri Chinook dalla base britannica qui vicino. In un paio di giorni abbiamo ricevuto in ospedale una trentina di feriti, maschi e
femmine, di tutte le eta'.
Luca, Lashkar-gah - Newsletter di Emergency - 6 aprile 2007
|
 |
|
La giornalista italiana de Il Manifesto ha partecipato al I Fòrum de Periodistes de la Mediterrània (Forum dei Giornalisti del Mediterraneo). Conosciuta per le sue convinzioni pacifiste, prima della guerra in Iraq ha viaggiato in Afghanistan, Algeria, Iran o Palestina. Narra i fatti dell'Iraq nel suo ultimo libro, "Fuoco amico" (Giangiacomo Feltrinelli editore). Diagonal ha conversato con la giornalista veterana sulla situazione in Iraq e sul suo vissuto nel paese occupato.
Lucas Marco - da www.megachip.info – 2 aprile 2007
|
 |
|
Somalia - Alle prime luci dell'alba sono scoppiati diversi focolai di rivolta organizzati dalle milizie fedeli alle Corti islamiche contro le truppe del governo somalo, sostenuto dall'Etiopia. Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 20 persone uccise.
Marzia Bonacci - da www.aprileonline.info – 21 marzo 2007
|
 |
|
I russi intensificano i bombardamenti aerei e d’artiglieria. Anche nelle regioni abitate. Per dimostrare che la guerra in Cecenia è finita, l’8 marzo il neopresidente Ramzan Kadyrov ha riaperto ai voli l’aeroporto Severny di Grozny, chiuso dal 1999. C’è da augurarsi che i piloti siano bravi a schivare le cannonate.
Enrico Piovesana - da www.peacereporter.net – 11 marzo 2007
|
 |
|
Le truppe dell'Unione Africana accolte a colpi di mortaio, undici morti. Somalia - E' stato un caldo benvenuto quello che il “comitato di accoglienza” degli insorti somali ha riservato alle truppe ugandesi dell'Unione Africana, sbarcate lo scorso martedì nella capitale Mogadiscio: colpi di mortaio e imboscate per le vie della capitale, che hanno provocato almeno undici morti e 23 feriti, tutti civili.
Matteo Fagotto - da www.peacereporter.net – 8 marzo 2007
|
 |
|
I nostri servizi segreti sanno che la guerra si estenderà all'ovest. Ma il governo fa finta di niente.
Enrico Piovesana - da www.peacereporter.net – 2 marzo 2007
|
 |
|
Tutto lascia pensare che gli Usa si preparino ad attaccare l'Iran. “Una circolare del governo avvisa che bisogna essere pronti a tutto. Sono arrivati dei fax dal ministero dell’Informazione che ci comunicano una specie di decalogo comportamentale su cosa dire e come dirlo. E alla fine, ma proprio alla fine, dobbiamo essere pronti a far sapere che il governo, per salvare l’interesse nazionale, sospende il programma nucleare. Solo che allora potrebbe essere troppo tardi”.
Attilio de Castris - da www.peacereporter.net – 26 febbraio 2007
|
 |
|
La Conferenza di Oslo sulle Cluster bombs si è conclusa con una vittoria della società civile: ben 46 dei 49 paesi partecipanti alla Conferenza Internazionale hanno infatti concordato una dichiarazione d'intenti che li impegna entro il 2008 a concludere un nuovo Trattato che proibisca "l'uso, la produzione, la vendita e le scorte di cluster bombs (bombe a grappolo) che causano danni così inaccettabili ai civili".
[GB] - da http://unimondo.oneworld.net – 25 febbraio 2007
|
 |
|
Appare sempre più dubbia la ricostruzione del massacro di domenica. Le vittime sarebbero pellegrini, non insorti.
Christian Elia - da www.peacereporter.net – 1 febbraio 2007
|
|
|
Riprendono i raid Usa nel sud, l'instabilità regna sovrana. Non è più il far west delle scorse settimane, ma in Somalia la stabilità resta un’utopia. Il giorno dopo il ritiro da Mogadiscio di 200 soldati etiopi, l’aeroporto della capitale è stato bombardato da colpi di mortaio che hanno provocato almeno 4 morti.
Matteo Fagotto - da www.peacereporter.net – 25 gennaio 2007 segnalato da www.obiettivo.info/FabioNews
|
|
|
In questi primi giorni del 2007, si sentono i tam-tam dell'impiccagione di Saddam, le preghiere dei muezzin per Id Al Adha, ma si assiste anche alla preparazione della popolazione somala per resistere all'occupazione dell'Etiopia e dei suoi alleati. Per la prima volta dopo tanti anni di silenzio, vediamo in televisione, nei giornali e nelle radio, le notizie di un paese che sembrava dimenticato da Dio, oltre che dagli uomini: la Somalia.
Abdi Jama Ghedi - da www.ilmanifesto.it – 9 gennaio 2007
|
|
|
Nata per iniziativa di un gruppo di pacifisti di Taranto e di Livorno, Peacelink è un’associazione di volontariato dell’informazione, che si propone di opporre le tecnologie della pace a quelle della guerra, portando avanti le sue coraggiose parole contro guerre ed ingiustizie. Come? Ce lo racconta Carlo Gubitosa, segretario dell’associazione e giornalista attento ai temi della pace e dei diritti umani.
Stefano Moro - da www.dimensioni.org - dicembre 2006
|
|
|
Dal 2003, data di inizio della missione in Iraq, i caduti italiani sono stati trentanove, di cui 33 militari.
da www.repubblica.it - 27 novembre 2006
|
|
|
Guantanamo - Il racconto di un prigioniero alla fine liberato Rhuhel Ahmed, cittadino britannico, è stato prigioniero per 26 mesi. «Torturato e interrogato centinaia di volte su "obl"»
Cinzia Gubbini - da www.ilmanifesto.it – 17 novembre 2006
|
|
|
I racconti dei civili rapiti e torturati dai militari russi e dai miliziani kadyroviti.
Queste sono alcune delle storie contenute in un rapporto che Human Rigths Watch ha presentato a Ginevra in occasione della 37esima riunione del Comitato Contro al Tortura delle Nazioni Unite.
Enrico Piovesana - da www.peacereporter.net – 17 novembre 2006
|
|
|
Dal 15 novembre al 13 dicembre 2006 e' possibile sul sito di Emergency
ordinare una t-shirt in edizione speciale, come regalo solidale, peraugurare un 2007 di speranza, per dire NO a tutte le GUERRE.
Per ordinare la t-shirt Guerra No e per maggiori informazioni:
http://www.emergency.it/eshop/
dalla Newsletter di Emergency – 14 novembre 2006
|
|
|
L'artiglieria israeliana colpisce Beit Hanoun alle 5.30 del mattino. Distrutta un'intera famiglia di palestinesi, colpiti nel sonno. Le vittime sono 19, in maggioranza bambini e donne. Hamas: romperemo la tregua. Tel Aviv, «addolorata», apre un'inchiesta
Michele Giorgio - Inviato a Beit Hanoun - da www.ilmanifesto.it – 9 novembre 2006
|
|
|
Le Forze armate israeliane hanno usato bombe al fosforo bianco nel corso dell'offensiva contro i guerriglieri Hezbollah in Libano dell'estate scorsa. Lo ha confermato per la prima volta lo stesso governo, nella risposta data a una interrogazione dal ministro per i rapporti col parlamento, Yaakov Edri, secondo il quale "l'impiego di questo genere di armi è compatibile con la legislazione internazionale".
da www.unimondo.org - 23 ottobre 2006 - segnalato da www.obiettivo.info/FabioNews
|
|
|
Il presidente degli Stati uniti accetta per la prima volta un parallelo tra l'Iraq e il Vietnam: «Come l'offensiva del Tet». Mentre il portavoce militare Usa a Baghdad, generale Caldwell, ammette: «Bisogna rivedere i nostri piani». La guerra in Iraq come quella in Vietnam? La violenza di questo ottobre destinato ad essere il peggiore di tutta la «campagna irachena» come l'offensiva del Tet del 1968? Il parallelo «potrebbe essere giusto», dice a sorpresa George Bush in un'intervista con George Stefanopulos, un tempo comunicatore» di Bill Clinton e ora reporter politico della Abc.
Franco Pantarelli - New York - da www.ilmanifesto.it del 20 ottobre 2006
|
|
|
Un milione di bombe a grappolo sul Libano, già una ventina di morti, agricoltura danneggiata. E Israele non fornisce all'Onu le mappe delle zone più colpite.
Michele Giorgio - Inviato a Deir Qanun - da www.ilmanifesto.it - 18 ottobre 2006
|
|
|
Gran parte della letteratura politica ed economica degli anni novanta ha evidenziato come la fine dello scontro capitalismo/comunismo e l’avvento dell’era della globalizzazione e della rivoluzione tecnologica permanente avrebbero sancito la crisi, più o meno irreversibile, della sovranità statuale, così come sorta dalla modernità.
Matteo Saudino - da COLLEGAMENTI WOBBLY n. 8 - Luglio / Dicembre 2005
|
|