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Unipo/Bnl, assolta la Forleo: "Il fatto non sussiste"

Scalate bancarie e utilizzo delle intercettazioni a D'Alema e Fassino. La sezione disciplinare del Csm fa cadere le accuse al gip di Milano.

La sezione disciplinare del Csm ha assolto il gip di Milano Clementina Forleo nel processo che la vedeva coinvolta per l’ordinanza con cui aveva chiesto alle Camere l’autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni riguardanti alcuni parlamentari, tra i quali Piero Fassino e Massimo D’Alema nell’ambito dell’inchiesta Unipol-Bnl. La sezione disciplinare ha assolto la Forleo dalle incolpazioni «perchè il fatto non sussiste».

Il giudice per le indagini preliminari di Milano non appena assolta, ha rivolto un pensiero al collega Luigi De Magistris: «Siccome il tempo è galantuomo - ha detto - spero che anche De Magistris abbia giustizia».

Il dibattimento: le accuse e la difesa Nel corso del dibattimento la Procura generale del Csm, rappresentata da Federico Sorrentino, aveva chiesto la sanzione della censura e, come pena accessoria, il trasferimento da Milano ad altro ufficio.

L’accusa aveva sottolineato nella sua arringa che il gip Forleo, nell’ordinanza in questione, avrebbe «valutato ed espresso profili di responsabilità nei confronti di persone che non erano indagate, con un atto abnorme adottato con negligenza e dando un giudizio anticipato e non richiesto con accenti stigmatizzatori».

Inoltre, sempre secondo il pg, era evidente la «palese contraddizione, logica prima che di diritto, in cui incorse la Forleo nell’ordinanza nei confronti di parlamentari che neppure erano iscritti sul registro degli indagati». Sorrentino aveva sottolineato anche una «grave violazione sulla ripartizione delle normali funzioni tra pm e giudice; un magistrato -ha aggiunto- non può cercare soluzioni del tutto personali». Infine l’accusa sottolineava lo «scarso equilibrio» dimostrato dal gip milanese nel valutare parlamentari non indagati definendoli «consapevoli complici di un disegno criminoso che si stava compiendo ai danni dei risparmiatori».

«Il gip Forleo è un magistrato che ha sempre onorato il suo mestiere e riteniamo un’ingiustizia non meritata essere qui oggi». Così si era espresso il procuratore di Asti Maurizio Laudi, nel ruolo di difensore del gip di Milano Clementina Forleo. aveva parlato anche di «insussistenza degli addebiti».

Laudi aveva chiesto il proscioglimento pieno della Forleo di cui si è diffusa, ha sottolineato «una falsa immagine rilevata dalle incolpazioni per un’ordinanza che ha fatto discutere. È curioso che la Forleo che è per tutti un ottimo magistrato, sia un magistrato bravissimo a tempo, fino a che non scoppia il caso». Riguardo l’accusa che gli veniva mossa di un giudizio anticipato contenuto nell’ordinanza, Laudi aveva sottolinea che «tutti i gip fanno giudizi anticipati prendendo provvedimenti o decidendo sulle misure cautelari». Inoltre il difensore sottolineava che nel trasmettere la richiesta di autorizzazione al Parlamento la Forleo aveva l’obbligo costituzionale di motivare tale richiesta; un «eventuale diniego del Parlamento -ha precisato Laudi- avrebbe travolto la posizione anche dei soggetti non parlamentari coinvolti e ne sarebbe derivata un’inutilizzabilità ai fini dell’indagine».

La difesa del gip ha poi sottolineato che la Forleo, in questo caso, aveva seguito la linea di impostazione della Procura di Milano, ossia che nessuna iscrizione sul registro degli indagati ci può essere finchè le Camere non diano l’autorizzazione a utilizzare il contenuto delle intercettazioni. Una linea tra l’altro confermata dai pubblici ministeri di Milano titolari dell’indagine Unipol-Bnl che oggi hanno sfilato come testimoni davanti alla sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli. I pm Luigi Orsi, Eugenio Fusco e Francesco Greco hanno confermato questa impostazione in particolare il pm Greco, mettendo in evidenza la difficoltà di una materia non completamente disciplinata ha sottolineato che come ufficio, quello di Milano ha «adottato una linea iper-garantista. Una linea non solo della Procura di Milano, ma anche dell’ufficio gip che ha fatto trascrivere le intercettazioni per una sua migliore comprensione».

E facendo riferimento alla diffusione sempre crescente del contenuto di intercettazioni sugli organi di stampa, Greco ha dichiarato: «Non so se le altre Procure sono così garantiste». Anche gli altri due magistrati impegnati nell’inchiesta Unipol-Bnl hanno confermato questa versione sottolineando che la Corte Costituzionale non ha risolto ancora appieno il delicato tema delle intercettazioni in questo ambito.

da www.lastampa.it - 27 giugno 2008




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Ultimo aggiornamento
26 novembre 2008