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Intercettazioni Unipol, Forleo a giudizio dal Csm

La decisione della Cassazione in relazione all'ordinanza sull'uso delle telefonate di alcuni parlamentari.

Sarà processata come successe a Luigi de Magistris, la gip di Milano Clementina Forleo. Davanti alla sezione disciplinare del Csm dovrà rispondere dell'ordinanza con la quale nel luglio 2007 chiese alle Camere l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni di alcuni parlamentari non indagati ma coinvolti dalla vicenda Unipol, in particolare Piero Fassino, Nicola La Torre e Massimo D'Alema, tutti ai vertici dei Ds allora e del Pd oggi. Nell'ordinanza la gip accludeva anche considerazioni sull'eventuale futura indagine a carico di D'Alema. Commenti che secondo il pg della Cassazione «eccedevano» le sue funzioni istituzionali.
L' udienza a Palazzo dei Marescialli è in programma il 27 giugno. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal sostituto procuratore della Cassazione, Federico Sorrentino, che nel capo di incolpazione contesta al magistrato di aver ha inserito nel provvedimento un «abnorme e non richiesto giudizio anticipato» caratterizzato da «accenti suggestivi e stigmatizzatori», violando in questo modo «l' obbligo di imparzialità, correttezza ed equilibrio».
A promuovere l' azione disciplinare era stato, alla fine dello scorso novembre, il Procuratore Generale della Suprema Corte, Mario Delli Priscoli. «Sono stupita, pensavo di aver chiarito tutti gli aspetti processuali della questione, secondo una autorevole dottrina giurisprudenziale», si è limitata a commentare Forleo.
Il procuratore di Asti, Maurizio Laudi, che la difenderà nel giudizio disciplinare, ha spiegato che, secondo l' accusa, il gip «avrebbe anticipato valutazioni di responsabilità di parlamentari che non erano iscritti nel registro degli indagati». Nell' ordinanza relativa al tentativo di scalata alla Banca nazionale del lavoro da parte dell'allora presidente di Unipol Giovanni Consorte, Forleo aveva tra l'altro definito «consapevoli complici di un disegno criminoso» l'attuale ministro degli Esteri Massimo D'Alema e il senatore Nicola La Torre, ipotizzando per loro il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E li aveva descritti, insieme al leader dei Ds Piero Fassino, come «pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali, in totale spregio dello Stato di diritto». Laudi sta lavorando anche alla memoria da depositare «la prossima settimana o subito dopo Pasqua» alla prima commissione del Csm, che ha avviato la procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale dopo le «esternazioni» del magistrato a proposito di intimidazioni (rimaste «prive di riscontro») nei suoi confronti da parte di organi istituzionali. La commissione una volta ricevuta la memoria difensiva deciderà se proporre al plenum l' archiviazione della procedura o il trasferimento d' ufficio.

Sara Menafra

da www.ilmanifesto.it - 13 marzo 2008




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11 dicembre 2009