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E l'appalto da un milione di euro finì al consuocero di Mastella
Nomine e affari. Manuale Cencelli e conti correnti. È così che gli uomini di punta dell'Udeur, con a capo Mastella, gestivano il potere in Campania. Un occhio ai posti di potere da occupare, lottizzare e utilizzare come pass par tout per un clientelismo da piccola provincia dell'impero, e un occhio agli affari personali, alle migliaia di euro da mettere in tasca attraverso appalti pilotati e imprese di comodo.
Una struttura i cui tentacoli arrivavano ovunque, guidati e coordinati da quel Carlo Camilleri, consuocero dell'ex Guardasigilli, che la procura di Santa Maria Capua Vetere disegna come un deus ex machina del potere territoriale del partito del Campanile. Camilleri che, molto probabilmente, sarà sentito oggi in carcere assieme agli tre detenuti (Lucariello, Scocca e Pianese) per i primi interrogatori di garanzia.
Mastella: «Ma che cazzo è successo con quella Asl?»
E basta ripercorrere la vicenda di Luigi Annunziata, direttore generale dell'azienda ospedaliera Sant'Anna e S. Sebastiano di Caserta, per capire come funzionavano certe dinamiche ai vertici dell'Udeur.
Nominato su indicazione del partito di Mastella, infatti, ad un tratto Annunziata finisce nel mirino degli uomini del Campanile perché non ritenuto più fedele. «Per me e mio marito è un uomo morto», dice al telefono il presidente del Consiglio regionale e moglie del ministro Sandra Lonardo.
Isolato politicamente, attaccato in Regione e calunniato. Il tutto per non aver nominato uomini vicini all'Udeur. «Lui (il ministro Mastella ndr) - ringhia al telefono Camilleri parlando con l'assessore Abbamonte - continua a dire: "io non capisco se Gigi è nostro o di un altro". Dice "qualunque cosa chiediamo non ce la fa e viceversa, mò dice che ha dato l'incarico di primario a ginecologia al fratello di Mino Izzo. Ma ti pare, il fratello di uno di Forza Italia che è di Benevento, che sta contro di me! Ma non teniamo un altro ginecologo a cui dare questo incarico? L'abbiamo fatto direttore generale dell'Asl ma è possibile... che cazzo è successo?"».
Nota il gip Chiaromonte: «Risulta scontato che la designazione di un dg imponga a carico di quest'ultimo una sorta di vincolo di mandato». Nell'Udeur l'irritazione contro Annunziata è altissima, e si cerca di farlo cadere in ogni modo. «Io ho una mission - dice al telefono l'assessore regionale alle Risorse Umane Abbamonte - devo fottere a quello».
Ci si prova con interrogazioni in consiglio regionale, persino con campagne calunniatorie. Ma Annunziata resiste. E sentito in procura accusa il consigliere regionale dell'Udeur Nicola Ferraro: «Dopo la nomina di Izzo mi disse in modo sibillino di ricordarmi che ero stato nominato grazie ai suoi voti. (...) In particolare agli inizi della mia gestione il Ferraro introdusse il tema della gara per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri. Mi chiese notizie in anticipazione, dicendo che qualsiasi cosa facevo dovevo rivolgermi a lui, anche prima di redigere il capitolato. Non solo non gliele diedi, ma quando mi sono accorto qualche tempo dopo che su venti ditte invitate solo 4 hanno risposto, mi è sorto il dubbio sulla regolarità della gara e l'ho annullata».
«L'ostilità del Ferraro - prosegue Annunziata - è legata alla mia posizione di ostacolo ai suoi interessi nel senso che spesso mi chiedeva cose a cui non ho mai accondisceso. Per esempio mi chiedeva di trasferire personale medico da una sede all'altra, o ancora mi chiedeva, dandomi un appunto, per un concorso in nefrologia per il quale segnalava due persone. (...) Non ha mai mandato nessuno a minacciarmi ma è chiaro, per deduzione, che se il Ferraro vuol farmi pressione non le fa con un Vescovo ma con qualche malavitoso amico suo».
L'Udeur capisce che non c'è modo di liberarsi di Annunziata e cerca allora di ricomporre la frattura. Si muove anche la Lonardo, che cerca di fissare un incontro con il dg: «Non può evidentemente dirsi come e se vi sia stato l'incontro - scrive il gip - e quale esito abbia avuto; è certo comunque che rappresenti l'ennesimo tentativo di portare alla ragione l'Annunziata e di evitare quindi un effetto certo comunque non favorevole all'Udeur, ossia la perdita di un posto di direttore generale Asl in quota al partito».
E sul fiume Sele due Bacini sono meglio di uno...
Amicizie, collusioni, e rapporti tutt'altro che chiari, secondo la procura di Santa Maria Capua Vetere, rappresentavano per i vertici dell'Udeur merce preziosa non appena si prospettava la possibilità di fare affari, accaparrandosi appalti anche in maniera fraudolenta.
Nelle 391 pagine sono molti gli esempi, e quasi tutti riconducibili all'azione di Camilleri. Un fiume di soldi pubblici che finiscono nelle casse di aziende compiacenti, con il tramite degli uomini giusti messi ai posti giusti. Prendiamo la gara di appalto per il «Progetto piano stralcio per la tutela della costa» indetta nel dicembre 2006 dall'autorità di Bacino Destra Sele («per ragioni francamente non immaginabili esistono ben due autorità, distinte a seconda della sponda interessata», scrive il gip nell'ordinanza). Lavori per complessivi 1.200.000 euro - finanziati con fondi Ue - che finiscono assegnati ad un gruppo di professionisti che fanno parte dell'azienda romana «Vams Ingegneria», «ritenuta di fatto partecipata dal Camilleri medesimo», scrivono i magistrati.
Lui che è presidente dell'autorità di Bacino Sinistra Sele e che, nei fatti, mette insieme gli esperti da inserire nel raggruppamento fittizio chiedendo alle varie autorità locali riconducibili al partito di indicare un nome di proprio gradimento. Lottizzazione politica allo stato puro. «Penso che per lunedì, martedì, di chiudere tutta quanta la composizione. A meno del consulente geotecnico e un paio di nomi di ingegneri, così. Poi il resto fate voi». E riguardo ad uno dei professionisti: «Questo - ammette Camilleri - me lo ha messo il segretario». E ancora: «Io ho parlato con l'assessore. Lui voleva due valutazioni... capisci a me! Allora per l'idraulica marittima lui dice che ha molta fiducia di Noli, perché lavora con la protezione civile . E per la parte geologica Mimmo Guida. Il resto poi vedete voi, con il capofila che abbiamo indicato. Lui delle altre cose non se ne fotte proprio».
Non contento, il consuocero di Mastella si occupa anche della composizione della commissione giudicatrice, facendo inserire uno dei suoi factotum, Domenico Pianese (anche lui in carcere da mercoledì). «Evidente l'utilità del suo inserimento - si legge nell'ordinanza - finalizzata alla preordinata pianificazione delle condotte da attuare». È lui che tiene aggiornato Camilleri del numero delle offerte («Nove, non sono poche», spiega al telefono) ed è sempre lui a prendere indicazioni sul da farsi. «Praticamente sono stati cinque gli ammessi - dice Pianese parlando con Camilleri - e qui sono due più forti degli altri». «Chi sono?», gli chiede il consuocero di Mastella. «Wollinford e Vams», spiega l'ingegnere e docente universitario. «Va bene, e noi su questo qua andiamo. Sul secondo», indica Camilleri. Detto fatto. «Certo appare obbiettivamente piuttosto singolare - notano i magistrati - che in pratica la Vams, poi aggiudicataria della gara, sembra essere stata l'unica interessata di cui è stata valutata l'offerta economica. È parso di comprendere, infatti, che a seguito di una serie di esclusioni preliminari si sia al fine giunti a riammettere la sola Vams»
Massimo Solani
da www.unita.it - 18 gennaio 2008
