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d'oro
Milano, indagata il sindaco Moratti. Abuso d'ufficio per consulenze
d'oro
Blitz della Guardia di finanza a Palazzo Marino: perquisiti
uffici, sequestrati documenti.
Inquisiti anche il direttore generale ed ex
sindaco Giampiero Borghini, la sua vice e il capo di gabinetto.
Il commento
del primo cittadino: "Sono tranquilla e orgogliosa di quello che ho
fatto".
MILANO - Il sindaco di Milano Letizia Moratti è
indagata per abuso d'ufficio: consulenze d'oro e assunzioni illecite di manager.
Un dirigente aveva nel curriculum solo il fatto di aver lavorato nella comunità
di San Patrignano; un altro, un fotografo, sembra sia stato premiato unicamente
perchè aveva partecipato alla campagna elettorale del sindaco. "Sono
assolutamente tranquilla", ha commentato il sindaco. "Anzi, sono orgogliosa di
quello che ho fatto".
Nell'inchiesta affidata al pm Alfredo Robledo,
sono coinvolti anche quattro manager comunali: Giampiero Borghini, ex sindaco di
Milano ed attuale direttore generale comunale, il cosiddetto city manager; la
sua vice Rita Amabile e Federico Bordogna, ex direttore generale delle risorse
umane ed attuale direttore centrale al decentramento, indagati per concussione.
Con loro, ma per truffa aggravata, inquisito anche il capo di gabinetto Alberto
Bonetti Baroggi.
Perquisizioni e acquisizioni di documenti sono stati
ordinati dal pm alla Guardia di finanza che ha inviato a Palazzo Marino una
pattuglia di militari del nucleo spesa pubblica. Molte le carte sequestrate
negli uffici dei cinque indagati e tante, "plurimi e concordanti" tiene a
precisare la procura, le testimonianze raccolte dagli investigatori.
Sembra che la Moratti abbia assunto 93 dirigenti senza rispettare i
criteri di trasparenza imposti dalla legge. Addirittura, per lasciare spazio ai
nuovi colleghi scelti dal sindaco e assunti con stipendi a volte triplicati, una
decina di dirigenti di alto livello sarebbero stati messi davanti ad un bivio:
andare in pensione decidendo nel giro di tre giorni o essere demansionati con un
taglio dello stipendio che poteva arrivare al 25%. Proprio domani
l'amministrazione comunale ha convocato i dieci ex funzionari per conferir loro
un'onorificenza per la "lunga e fattiva collaborazione offerta al Comune".
Il reato per cui è indagato il sindaco è contenuto nell'articolo 323 del
codice penale: abuso d'ufficio punito da 6 mesi a tre anni. Se da un lato spetta
proprio al sindaco l'individuazione delle persone da nominare dirigenti,
dall'altro, per assumerli, il primo cittadino deve rispettare determinati
criteri come la ricerca interna con pubblicità dell'incarico, i requisiti di
professionalità e la comparazione fra curricula vitae diversi. Procedure che,
secondo l'accusa, Letizia Moratti non avrebbe rispettato.
Tutt'altro,
replica il sindaco: "L'attività di indagine - spiega la Moratti - riguarda
dirigenti nominati all'inizio del mio mandato. L'attività di riorganizzazione
che abbiamo fatto ha portato maggiore efficienza nella macchina del comune,
permettendo più investimenti per i servizi ai cittadini, 94 milioni di euro in
due anni, e ad abbassare le tasse. Ecco perchè sono orgogliosa della
riorganizzazione che ho fatto. La rifarei''.
Una simile indagine è
condotta parallelamente anche dalla magistratura contabile della Corte dei
Conti. Nel mirino, oltre alla nomina di super dirigenti, la scelta del sindaco
di affidare proficue consulenze a professionisti esterni. All'origine
dell'inchiesta giudiziaria un esposto dell'opposizione in cui si legge che
l'assunzione di super consulenti scelti all'esterno dell'amministrazione grava
sul bilancio comunale del 2007 con una spesa di 40 milioni e 607 mila euro: un
milione in più rispetto al 2006.
da www.repubblica.it -
29 novembre 2007
