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Raffica di contratti di lusso ecco il metodo di Letizia

La Corte dei conti: un danno di 11 milioni. Tutto comincia nel settembre 2006. Tra le nomine più contestate, quelle di Borghini, Bonetti Baroggi e Madaffari.

MILANO - E' il primo settembre del 2006, mancano solo quattro giorni al varo della delibera che gonfia la dirigenza del Comune di Milano fino alla cifra record di 91 assunti. Letizia Moratti è sindaco da neppure quattro mesi e vuole cambiare tutto, piazzando nelle posizioni apicali uomini e donne di sua assoluta fiducia e sostituendo quasi in blocco i vecchi dirigenti.

Ma quell'infornata di travet di lusso che arriva da fuori - e pescata spesso e volentieri nel mare dei trombati alle elezioni - è incompatibile con il regolamento interno di Palazzo Marino, e così quella mattina di settembre la giunta decide di modificarlo. Insomma: con un tratto di penna spariscono gli ostacoli che non permettono di assumere troppi dirigenti esterni, vale a dire non in organico, e tre giorni dopo - "singolare circostanza", secondo la relazione della Corte dei Conti - voilà, il provvedimento è approvato.

E' solo uno degli addebiti contestati a sindaco e assessori nella relazione che la Procura regionale dei magistrati contabili ha consegnato l'8 ottobre scorso a tutti i membri della giunta, invitandoli a presentare entro 60 giorni le loro "deduzioni e ogni altro documento ritenuto utile ai fini di causa". Dovranno essere molto convincenti, Moratti e squadra, perché in caso contrario saranno costretti a mettere mano al portafogli. E a sborsare la bellezza di 11 milioni di euro, il danno erariale già calcolato dalla Corte dei conti (riferito però solo al periodo che va dalla loro nomina allo scorso settembre).

Tutto nasce da un doppio esposto delle opposizioni, che all'indomani di quelle nomine si erano rivolti alla Procura e alla Corte dei Conti. Assunzioni sospette, e a volte addirittura prive di un requisito fondamentale per gli incarichi apicali: il possesso della laurea. I nuovi dirigenti assunti sono stati 59, ma sono entrati a Palazzo anche 30 super-consulenti ingaggiati per la loro "alta specializzazione ed equiparati ai dirigenti: però, in alcuni casi, non avevano il necessario pezzo di carta.

Le assunzioni d'oro arrivano a un totale di 91 dirigenti e funzionari (compresi il direttore generale e la sua vice): di queste, sempre secondo la Procura della Corte dei Conti, ben 90 "sembrano essere state illegittimamente attribuite". Anche perché "nessuna ricerca interna - si legge ancora nella relazione - risulta essere stata effettuata allo scopo di individuare se, quantomeno tra gli altri 1.300 funzionari direttivi di categoria categoria D3, potessero rinvenirsi eventuali professionalità idonee all'espletamento degli incarichi da conferire".

E' l'altro aspetto del terremoto che ieri ha scosso Palazzo Marino con la notizia dell'iscrizione del sindaco e di quattro dirigenti nel registro degli indagati da parte della Procura della Repubblica. E riguarda, più che i risvolti penali della vicenda, soprattutto gli effetti che questa rivoluzione della dirigenza voluta dalla Moratti ha avuto sull'attività amministrativa, paralizzata da un ricambio totale, repentino e avvenuto il più delle volte senza che si guardassero i curricula troppo per il sottile. Questo, almeno, sostiene l'opposizione, oggi confortata dagli sviluppi dell'inchiesta penale, oltre che dalle conclusioni a cui è arrivata quasi due mesi fa la Corte dei Conti.

Due dei dirigenti indagati sono molto noti, e ricoprono anche incarichi istituzionali. Sono Piero Borghini, già sindaco di Milano, e ora direttore generale del Comune, e Alberto Bonetti Baroggi, che la Moratti ha confermato suo Capo di gabinetto, incarico già ricoperto con Albertini. Entrambi sono consiglieri regionali iscritti al gruppo di Forza Italia, entrambi hanno continuato a percepire il doppio stipendio violando, dice la Corte dei Conti, una legge del 2001.

Ma è un altro nome ad avere fatto, e da subito, parecchio rumore: quello di Carmela Madaffari, già estromessa da incarichi dirigenziali in tre Asl calabresi per gravi inadempienze e poi nominata dalla giunta Moratti direttore centrale del settore Servizi sociali ed educazione.

Giuseppina Piano e Rodolfo Sala

da www.repubblica.it - 30 novembre 2007




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Ultimo aggiornamento
26 novembre 2008