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Tutta la mia vita in prigione

Un film di Marc Evans. Con Mumia Abu-Jamal, Boots, Mos Def, Noam Chomsky, Snoop Dogg, Steve Earle, William Francome, Alice Walker.
Genere Documentario, colore 94 minuti.
Produzione Gran Bretagna 2007.
Distribuzione Fandango

Il 9 dicembre 1981, mentre in Inghilterra veniva alla luce William Francorne, a Philadelphia un uomo veniva arrestato per il presunto omicidio di un poliziotto. L'uomo era Mumia Abu Jamal, un giornalista e attivista politico di colore che ad oggi è rinchiuso nel braccio della morte nonostante le accuse contro di lui non siano mai state accertate.
È la voce fuori campo di Mumia Abu Jamal in persona a introdurci al documentario che, attraverso la persona di William Francorne, ne narra la vita. Partendo dal penitenziario dove Mumia è incarcerato, il giovane inglese fa un viaggio indietro nel tempo nella Philadelphia dei feroci anni '60, '70 e '80, quando la polizia bombardava con gli elicotteri i sobborghi abitati dagli esponenti del gruppo radicale Move per ripulire la città.
Lungo il percorso socio-politico - che finisce per sfiorare persino le polemiche sollevate sul modus operandi del Governo a New Orleans (post Katrina) - il regista Marc Evans, con lucidità e prove alla mano, mostra come sia stato manipolato il processo per mettere a tacere per sempre "la voce dei senza voce". Sebbene Mumia sia il protagonista (oscurato) del documentario - da qualche anno è stato vietato riprenderlo - Tutta la mia vita in prigione posa il suo sguardo su un paese di contraddizioni dove il sogno tanto declamato può svanire di fronte al colore della pelle e all'appartenenza politica.
L'inchiesta di Evans rappresenta l'America nera degli emarginati ed è necessaria non solo a fare luce sul caso di Mumia Abu Jamal ma anche a ricordare tutti gli innocenti condannati ingiustamente e i caduti in terra democratica.
Ravvivato da una grafica geniale quanto funzionale alla narrazione (realizzata dalla Foreign Office) e dalle canzoni di Snoop Dogg e le musiche di Davidge e Del Naja dei Massive Attack, il documentario che vede Colin Firth alla produzione e Amnesty International alla paternità (è il primo film che adotta), è un ritratto intenso e sconvolgente di un'America terra di menzogne e ipocrisia.

Tirza Bonifazi Tognazzi

da www.mymovies.it - marzo 2008 - seganlato da Giusy


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Ultimo aggiornamento
26 novembre 2008