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Film esiliato come i suoi protagonisti: i malati
"Sicko" di Michael Moore, applaudito a Cannes, rischia il sequestro negli Usa. E la pellicola prende il largo assieme alle persone di cui tratta.
Il nuovo film di Michael Moore è scomodo. E fin qui non si sorprende nessuno. Anzi, il rapporto scarsamente ergonomico tra i film di Moore e l'estabilishment statunitense è noto e arcinoto, ed è ciò che amiamo di più di questo documentarista. Ma questa volta pare che addirittura "Sicko" sia a rischio di sequestro. Il motivo?
Moore avrebbe violato la legge americana recandosi a Cuba per filmare senza i dovuti permessi, in barba all'embargo contro l'isola caraibica che dura dal 1962. A dire il vero anche "Farenheit 9/11" ha avuto i suoi bei problemini: qualcuno ricorderà che all'ultimo momento rischiò di non essere distribuito dalla Disney, che ha uno dei suoi parchi divertimenti nella Florida del governatore Jeb Bush, fratello del Presidente. Ma questa volta la faccenda è seria, Moore potrebbe subire il sequestro del film, e per "film" intendiamo la letterale traduzione della parola dall'inglese: la pellicola, con tanto di negativi. Il corpulento filmaker per fortuna sua e nostra è tutelato da bravi avvocati, che hanno già messo al sicuro una copia del film in Canada, al di fuori quindi della giurisdizione del Dipartimento del Tesoro statunitense che sta seguendo la pratica, senza però "smentire né confermare" che l'indagine sia in corso. Ovviamente Moore grida all'ennesimo tentativo di imbavagliarlo.
Ovviamente il Tesoro non condivide questa lettura della vicenda. Sta a noi valutare quale dei due "ovviamente" appaia più credibile. Una cosa è certa,"Sicko" dimostra che il sistema sanitario americano è ingiusto e altrettanto ingiustamente viene pompato dai media agli occhi del mondo come se fosse super-efficiente. Ma "E.R. Medici in Prima Linea" è propaganda mendace. In realtà negli Usa all'ingiustizia che vede 50 milioni di americani privi di assistenza sanitaria, si associa anche la mediocrità del servizio offerto. Per Moore gran parte delle responsabilità ricadono sulle assicurazioni private e sulle lobby farmaceutiche. Nel frattempo tanti americani ogni anno devono andare a farsi curare a Cuba o in Canada, dove non devono pagare, e i medici sanno il fatto loro, come e meglio che sotto la bandiera a stelle e strisce. Anche "Sicko" è dovuto espatriare, come i pompieri di Ground Zero ammalatisi per le polveri respirate mentre prestavano soccorso, eroi che Moore nel film accompagna a Cuba a farsi curare. Anche la pellicola, come le persone chimicamente impresse sulla sua superficie, forse dovrà andare a cercare fortuna e salute altrove. Mentre un altro pezzetto della credibilità della democrazia americana nel mondo, va in frantumi.
di Paolo Jormi Bianchi - Megachip/Off
da www.megachip.info – 15 giugno 2007
segnalato da www.obiettivo.info/FabioNews

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