Aree tematiche > Cinema e libri > Raccontare emozioni vere ecco la sfida di Ozpetek

Raccontare emozioni vere ecco la sfida di Ozpetek

Saturno contro
Regia di Ferzan Ozpetek. Con Margherita Buy e Stefano Accorsi.
Un film corale, forte e ben scritto, ma con qualche battuta d'arresto.
Uscita nelle sale: 23 febbraio 2007

Ferzan Ozpetek con Saturno contro ha realizzato il suo film più rischioso. Non ci riferiamo alle allusioni (misurate) ai Dico o all'accanimento terapeutico, ma al coraggio di esporre i sentimenti allo stato puro, costringendo lo spettatore a riflettere senza mediazioni consolatorie sull'amore e l'amicizia, il dolore e la morte, le separazioni. Altrove i sentimenti erano sì centrali, però Ozpetek vi giungeva attraverso intrighi complessi, delegando un personaggio femminile a sciogliere un mistero. Qui, nulla di tutto ciò.

La vicenda si apre su una situazione di perfetta normalità, tra un gruppo di amici che - secondo la voce narrante di Lorenzo - "non dovrebbe mai cambiare". Il cambiamento, invece, si manifesta inesorabile: durante una cena, Lorenzo è colpito da emorragia cerebrale, lasciando nella disperazione il compagno Davide e alla deriva il resto del gruppo amicale. Dove, nel frattempo, si sta producendo un altro genere di separazione: quella della coppia eterosessuale con figli formata da Angelica e Antonio.

Le trappole implicite nella rappresentazione di simili eventi sono palesi. Ben consapevoli di ciò, Ozpetek e Gianni Romoli scrivono dialoghi realistici e accurati; "tagliano" le situazioni al punto giusto; si permettono addirittura un momento di humour amaro (il personaggio della capo-infermiera Milena Vukotic). Tra gli altri meriti della sceneggiatura, forte e pudica, c'è senza dubbio quello di avere compattato in un lavoro corale un cast di formazione eterogenea, dove attori di provata esperienza (Buy, Favino, Fantastichini) si danno la battuta con personaggi provenienti dalla tv (Angiolini, Argentero, Tommaso); per non dire della ineffabile Serra Yilmaz.

Detto questo, bisogna ammettere che il film subisce una battuta discendente dopo la cesura dell'ospedale. Però Ozpetek riesce a regalarci ancora un'impennata finale, traducendo il ritorno dell'amicizia e della solidarietà in una partita a ping-pong dolorosamente allegra, che sembra un po' la parafrasi, rovesciata di senso, del match di tennis con cui si chiudeva "Blow Up" di Antonioni.


Roberto Nepoti

da www.repubblica.it – 23 febbraio 2007


Basato su tecnologia
Open Source
Creative Commons License Questo sito utilizza una
Creative Commons License
Ultimo aggiornamento
26 novembre 2008