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Notizie dal mondo

Ciudad Juárez affonda e Felipe Calderón simula di voler agire

CIUDAD JUÁREZ – Per la prima volta il massacro di 15 studenti il 31 gennaio ha costretto il governo messicano a mettere (almeno formalmente) la faccia a Ciudad Juárez. Felipe Calderón è andato due volte in pochi giorni nella città, ha promesso pochi e tardivi interventi ma soprattutto più militarizzazione.
Con 4.600 morti ammazzati in 25 mesi, la città alla frontiera nord tra Chihuahua e Texas è il posto più violento al mondo, più di Baghdad o Kabul.
di Gennaro Carotenuto – 20 Febbraio 2010
da www.giannimina-latinoamerica.it

Piombo sfuso sui campi rom

Masuriza ha cinque anni, persi nelle braccia di sua madre. Masuriza ha anche un livello di piombo nel sangue di 55 microgrammi per decilitro (µg/dl), quando il limite massimo consentito per dei bambini è di 10 µg/dl. Oltre c’è un serio rischio di danni al cervello o al sistema nervoso. È il suo caso. «Ha sempre la temperatura alta, ha sofferto otto-nove attacchi, ma i medici non ci aiutano, non vengono fino a qua», si lamenta disperata sua madre Halit, 25 anni e un altro bambino di 3. Qua vuol dire il campo rom di Osterode, Mitrovica Nord, 100 famiglie per 400 persone sparse tra container, ex-capannoni militari e un vecchio edificio che fungeva da base militare francese. Il tutto circondato da filo spinato.
Alberto D’Argenzio – 15 febbraio 2010
da www.ilmanifesto.it

Rischio di golpe in Paraguay?

Il 2009 è stato per il Paraguay un anno tutt’altro che semplice, durante il quale l’instabilità politica è andata via via crescendo fino a sfociare negli ultimi mesi in ripetute voci sull’imminente rischio di un colpo di stato. A nemmeno due anni dalla storica elezione dell’ex ‘vescovo rosso’ Fernando Lugo, la coalizione Alleanza Patriottica per il Cambiamento – APC (che lo ha sostenuto durante la delicata tornata elettorale che ha sottratto il paese al conservatore Partido Colorado, al potere da 60 anni) ha perso l’appoggio di alcune forze politiche di centro e centro-destra consegnando il Congresso nelle mani dell’opposizione e causando una fase di forte instabilità politica.
Marica Di Pierri – 15 Gennaio 2010
da www.carta.org

Il prevedibile tramonto della Concertazione in Cile

Il Cile va alla destra dura e pura, sia pur mascherata con la paccottiglia mediatica, l’aberrazione dell’invocazione continua di dio (e il terzo comandamento?) e i cotillon dell’american dream, di Sebastián Piñera. Il Berlusconi cileno, per semplificare attenendosi al libretto, rappresenta quella concentrazione di potere economico, mediatico, perversione e capacità di corruttela e menzogna per la quale il modello neoliberale, l’informalizzazione di ogni rapporto di lavoro, l’azzeramento dello Stato come strumento di difesa dei deboli e il favorire senza limiti la concentrazione della ricchezza, sarebbe tuttora il destino naturale dell’uomo. Ciò nella presunzione che tale destino naturale rappresenti il “cambio” necessario per il paese a vent’anni dalla fine della dittatura e nonostante vent’anni di centro-sinistra non si siano mai discostati dal modello neanche quando sono stati a guida socialista, con Ricardo Lagos e Michelle Bachelet.
di Gennaro Carotenuto – 18 gennaio 2010
da www.giannimina-latinoamerica.it

Yemen, l’affare del gas nella terra di Al Qaeda

Un Paese prevalentemente agricolo, povero, tra i più poveri del Pianeta, con una diffusa corruzione e un presidente che governa ininterrottamente da trent’anni, Ali Abdallah Saleh, al potere da quando è caduto nel ‘90 il muro di demarcazione tra Yemen del Nord, filoccidentale, e Yemen del Sud, filocomunista, deciso a rimanerci almeno per i prossimi tre anni, poi chissà. Un Paese bellissimo tra Mar Rosso e Mar Arabico, dove però l’industria dei resort e degli hotel di lusso non ha mai attecchito: prima la guerra civile del ’94 poi le guerriglie endemiche, i predoni, i continui rapimenti di occidentali. Ora è chiamato «il paradiso della nuova Al Qaida», che lo sta trascinando sull’orlo di una guerra a base di droni e incursori Usa.
di Rachele Gonnelli – 11 gennaio 2010
da www.unita.it

“Non vi crediamo!”- Un giornale economico tedesco mette in discussione l’11/9

La rivista economica tedesca «Focus Money» (N. 2 / 2010), affronta una narrazione dettagliata sull’11/9 e mette radicalmente in discussione la versione ufficiale. Stiamo parlando del secondo settimanale economico della nazione economicamente più forte dell’Europa, un magazine edito da un colosso dell’editoria tedesca, il gruppo di Hubert Burda.
di Pino Cabras – 11 Gennaio 2010
da www.megachipdue.info

Morire nel deserto

Un filmato documenta la tragica fine degli immigrati espulsi dalla Libia. Così come prevede l’accordo siglato tra Berlusconi e Gheddafi
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/morire-nel-deserto/2119367&ref=hpsp

La suina era una bufala

Il clamoroso j’accuse del presidente della commissione Sanità del Consiglio d’Europa, Wolfang Wodarg, contro le cause farmaceutiche e l’Organizzazione mondiale della sanità.
L’influenza A è una bufala orchestrata dalle case farmaceutiche, tramite l’Organizzazione mondiale della sanità, per fare miliardi con inutili e per giunta pericolosi vaccini. A dirlo non è qualche critico no-global, ma il presidente della commissione Sanità del Consiglio d’Europa, Wolfang Wodarg. Il quale ha anche fatto approvare in Consiglio una dura risoluzione che chiede un’inchiesta internazionale sulla faccenda.