Le Ndrine hanno avvelenato acqua aria e terra Calabra per 30 anni e , scoprono adesso i magistrati milanesi, da 15 anni lo fanno anche ai danni dei ‘lumbard’.
Gian Luca Ursini – 15 luglio 2010
da http://it.peacereporter.net
Le Ndrine sono tra di noi. E ci avvelenano l’aria
Dell’Utri, incrinata l’impunibilità dei potenti che trescano con la mafia
Al di là degli anni di condanna, la decisione dei giudici apre la strada a un riflessione collettiva sui rapporti tra mafia e politica. Lo spettacolo indecente dei telegiornali che fanno a gara per nascondere la parola ‘’condanna’’, per trasmettere gli applausi che hanno chiuso la conferenza stampa di Marcello Dell’Utri e per amplificare i cori di gioia del centro destra che festeggia il “successo politico del verdetto’’ nasconde il dato principale di questa sentenza: oggi i giudici di Palermo hanno condannato per mafia il braccio destro di Silvio Berlusconi, per fatti compiuti fino al 1992.
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza – 30 giugno 2010
da www.ilfattoquotidiano.it
Sette anni, ne dimostra di più
Dunque, anche per la Corte d’appello di Palermo, Marcello Dell’Utri è un mafioso. Dopo cinque giorni di battaglia in camera di consiglio, i giudici più benevoli che lui abbia mai incontrato hanno stabilito quanto segue: fino al 1992, prima in casa Berlusconi, poi nella Fininvest, poi in Publitalia, ha sicuramente lavorato per Cosa Nostra (la vecchia mafia dei Bontate e Teresi, e la nuova mafia dei Riina e Provenzano) e contemporaneamente per il Cavaliere palazzinaro, finanziere, editore, tycoon televisivo.
di Marco Travaglio – 29 giugno 2010
da www.ilfattoquotidiano.it
La verità dovuta ai morti
A ben guardare, in questo tempo sottosopra ciò che fa paura non sono i fatti ma le loro conseguenze. I fatti ci dicono che più o meno da vent’anni pezzi importanti delle istituzioni dello Stato e dei servizi di sicurezza ci mentono. Menzogne raffinate, come le “menti raffinatissime” a cui si riferì Falcone dopo il fallito attentato dell’Addaura. Ci hanno mentito e ci hanno ingannati decidendo di stare dalla parte dei nostri nemici.Le stragi del ’92, le bombe del ’93, le incursioni di Cosa Nostra in politica a partire dal ’94, le eterne latitanze di certi capi mafia… l’elenco è lungo, e porta in calce una firma sbiadita ma non illeggibile: servizi segreti.
Claudio Fava – 7 giugno 2010
da www.sinistraeliberta.eu
Grasso: “Le stragi mafiose del ‘93 volevano favorire un’entità politica”
Il procuratore nazionale antimafia rivela: “Dietro gli attentati la ricerca di nuovi interlocutori”
“Nel ‘93, Cosa nostra ebbe in subappalto una vera e propria strategia della tensione che ebbe nelle bombe di Roma, Milano e Firenze soltanto il suo momento più drammatico. Ma ci sono tanti altri episodi da ritirare fuori e rileggere insieme”. Piero Grasso rilegge così quella tremenda stagione di sangue sulla quale oggi sembra timidamente alzarsi il velo che ha fino ad ora protetto gli uomini degli apparati istituzionali. Agenti che, tra il ‘92 e il ‘94, furono in qualche modo partecipi dei piani di terrore la cui strategia – hanno sempre affermato le Procure titolari dei vari fascicoli di indagine – non fu certamente solo di Cosa nostra.
di Alessandra Ziniti – 27 maggio 2010
da www.repubblica.it
La targa di Peppino Impastato sulla casa dei Cento passi
A Cinisi ospiterà il centro a lui intitolato. Il fratello la visita per la prima volta: riaprite le indagini. Ma è allarme: le mani dei boss sui beni confiscati alla mafia.
di Salvo Palazzolo – 9 maggio 2010
da www.repubblica.it
Impastato: lo uccise solo la mafia?
A 32 anni dalla morte, emergono nuovi interrogativi sull’omicidio del giovane giornalista antimafia. Perché molti dettagli fanno pensare che non sia stata solo Cosa Nostra. E quelli che depistarono le indagini sono gli stessi che poi si occuparono delle misteriose “trattative” seguite alle stragi del ‘92.
di Attilio Bolzoni – 7 maggio 2010
da http://espresso.repubblica.it
Radio 100 passi
Una web radio contro le mafie, nel nome di Peppino Impastato.
Il 5 gennaio 2010 Impastato avrebbe compiuto 62 anni e proprio in quella data ha preso il volo Radio 100 passi, la web radio che nasce dalle ceneri di Radio Out e trasmette proprio dalla casa di Peppino a Cinisi. Approda su Internet la voce che la mafia ha messo a tacere più di trent’anni fa, la voce che ebbe il coraggio e l’incoscienza di fronteggiare a viso aperto la mafia siciliana.
Stefano Moro – maggio 2010
da www.dimensioni.org
Per candidarsi 200mila euro
Politiche 2008: il socio di Dell’Utri, Aldo Micciché, parla al telefono di richieste di soli per diventare deputato. Uno dei suoi interlocutori: “In listà c’è chi è entrato grazie ai casalesi”.
di Enrico Fierro – da Il Fatto Quotidiano dell’11 aprile 2010
http://antefatto.ilcannocchiale.it


Precisazioni su Peppino Impastato
Riceviamo da un lettore e pubblichiamo.
Bene avete fatto a far circolare notizie come quella sull’assassinio di Peppino Impastato, ma mi aspettavo da voi le dovute precisazioni ai “depistaggi” che da “L’Espresso/Repubblica” siamo abituati a subire.
Peppino Impastato non era semplicemente “un giovane giornalista siciliano”!
Bruno Canu – 10 maggio 2010