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Mafie

Ribellarsi allo scandalo

I giudici dicono che la ‘ndrangheta è entrata in Parlamento. E’ un’affermazione terribile: proviamo a fermarci un momento e cerchiamo di capire cosa vuol dire. Significa che il potere mafioso ha messo piede direttamente nel luogo più importante, delicato dello Stato: quello dove il popolo si fa sovrano, dove la democrazia si realizza. E’ questa la vera emergenza di cui dovremmo discutere. E’ come un terremoto, una valanga, solo che la colpa non è del fato: non è stata una calamità.
di Roberto Saviano – 25 febbraio 2010
da www.repubblica.it

Ciancimino: ”Era Dell’Utri il nuovo referente della trattativa”

“La morte di Borsellino segnò il passaggio dalla fase A alla fase B o se preferite l’inizio della seconda trattativa”. Nel secondo giorno di deposizione Massimo Ciancimino riprende il suo racconto dalla sequenza dei dialoghi tra il padre, portavoce di Cosa Nostra e i carabinieri del Ros, portavoce di interessi a tutt’oggi da chiarire.
di Anna Petrozzi e Lorenzo Baldo – 2 febbraio 2010
da www.antimafiaduemila.com

Il vero volto di Cosa Nostra

Eccolo il vero volto di Cosa Nostra. Quello delle interconnessioni tra politica, affari e servizi segreti disegnato ieri da Massimo Ciancimino durante la sua deposizione all’aula bunker dell’Ucciardone all’udienza del processo che vede imputati il generale Mori e il colonnello Obinu per la mancata cattura di Provenzano.
di Anna Petrozzi e Lorenzo Baldo – 2 febbraio 2010
da www.antimafiaduemila.com

Chi sono i veri delinquenti?

Smontato il set dell’ennesima rappresentazione, cosa resta della formidabile strategia antimafia annunciata dal governo a Reggio Calabria? Anzitutto la dichiarazione sull’immigrazione, non a caso resa nella stessa sede. Essa contiene un messaggio preciso: la priorità della politica criminale, il male da affrontare con il bisturi, in Italia non è il potere delle mafie che le classifiche degli organismi internazionali mettono al primo posto tra le organizzazioni criminali di tutto il mondo, bensì l’immigrazione clandestina che produce delinquenza. Non so se il premier si sia reso conto di cosa significhi dire una cosa del genere, a Reggio Calabria, dopo la deportazione degli immigrati da Rosarno. Lo slittamento semantico è chiaro: il problema non sono i boss che prima riducono in schiavitù e poi scacciano i lavoratori immigrati (in maggioranza regolari, per altro); il problema sono gli immigrati, equiparati tout court ai delinquenti.
di Carmine Fotia – 30 gennaio 2010
da www.ilmanifesto.it

Cosentino, per la Cassazione l’arresto è legittimo

Cosentino è accusato in concorso esterno in associazione camorristica per presunti rapporti con il clan dei Casalesi. Nel capo di imputazione è scritto, tra l’altro, che l’esponente politico avrebbe “garantito la continuità tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni pubbliche”. Pd: “Ora Berlusconi pretenda le sue dimissioni”. Per l’Italia dei Valori, il piano antimafia presentato proprio oggi dal governo potrebbe cominciare da un atto concreto: la rimozione del sottosegretario all’Economia.
M.M. – 28 gennaio 2010
da www.aprileonline.info

Processo Talpe alla Dda, 7 anni a Cuffaro, riconosciuto il favoreggiamento alla mafia

L’ex governatore: “Il verdetto non modifica il mio percorso politico”.
Sette anni di carcere e l’aggravante di avere agevolato Cosa nostra. E’ questa la condanna inflitta a Salvatore Cuffaro dalla terza sezione della Corte d’appello di Palermo. Un verdetto più pesante rispetto a quello pronunciato dai giudici di primo grado che all’ex governatore della Sicilia, oggi senatore dell’Udc, inflissero una pena di 5 anni senza l’aggravante del favoreggiamento alla mafia.
di Alessandra Ziniti – 23 gennaio 2010
da http://palermo.repubblica.it

Rosarno, dove nasce la rivolta. Memoria corta e filiera mafiosa

Gli africani sono l’ultimo anello di un sistema malato, una filiera mafiosa in cui i criminali impongono il proprio basso prezzo. A questo si aggiunge una violenza endemica fatta di ragazzini uccisi, razzi anticarro negli appartamenti, omicidi a qualunque ora ed in pieno centro. Tutte vicende che non hanno suscitato indignazione, moti di piazza, cortei spontanei. Gli italiani a queste cose ci sono abituati. Non sono africani.