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Mafie

Presidente, ci sarebbe anche la mafia

Sono assolutamente d’accordo che a pagare questa manovra lacrime, sangue, piastrine e globuli (rossi e bianchi) debbano essere i pensionati, che sono considerati pacificamente la vera causa della crisi economica universale. Loro che con l’evasione fiscale, con i soldi nei paradisi fiscali, con la loro pirateria borsistica hanno portato a fondo la nostra economia. Loro che vanno alla bocciofila in Ferrari e che dichiarano solo 6-700 euro al mese. Loro che dopo aver fatto finta di lavorare una vita pensavano di godersi la vecchiaia, organizzando feste e festini nei circoli ricreativi pagati da noi. Tiè!
Benny Calasanzio – 7 dicembre 2011
da http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/12/07/benny-calasanzio-presidente-ci-sarebbe-anche-la-mafia/

Mafia, sequestri difficili

L’autorità giudiziaria confisca centinaia di beni ai boss: ville, appartamenti, negozi del valore di molti milioni di euro. Ma i tempi della burocrazia per metterli a disposizione della società sono lunghi. E il rischio è che tutto torni in mano dei proprietari originari. Le ipoteche il problema più frequente. Per i Comuni sono una spesa ulteriore. Prima i tempi per accertare la reale proprietà del bene, poi la lunga attesa dei tempi della giustizia. E alla fine del procedimento i beni sequestrati si rivelano un costo in più.
di Andrea Giambartolomei – 18 novembre 2011
da http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-torino/2011/11/18/news/sos_sequestri-25234706/

Mauro Rostagno, una storia semplice

In fondo, anche quella dell’uccisione di Mauro Rostagno è stata una storia semplice. Cosa Nostra uccise, nel lontano settembre 1988, a Trapani, un giornalista perché le faceva molta paura. Molti erano al corrente che questa sarebbe stata la sua sorte e si adoperarono per facilitare il compito di Cosa Nostra, prima e dopo l’uccisione.
di Enrico Deaglio – 16 giugno 2011
da www.ilmanifesto.it

Via D’Amelio, 1992. In edicola il film della strage

Dal 12 febbraio con ‘Il Fatto Quotidiano’. Tra le testimonianze sulla vita di Paolo Borsellino, il fratello Salvatore ed il collega Antonio Ingroia.
Marco Lillo (il Fatto Quotidiano, 12 febbraio 2011)
da www.19luglio1992.com

Testimoni di giustizia e pentiti, abolito il programma di protezione

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha più volte definito l’operato del suo dicastero “l’antimafia dei fatti”, snocciolando dati che riguardano beni mobili e immobili confiscati e nomi di boss e latitanti arrestati. Sarà difficile ora spiegare agli italiani perché lo scorso dicembre – ma la notizia è trapelata solo oggi – il governo non ha prorogato la Commissione centrale per i collaboratori di giustizia e i testimoni, organo politico-amministrativo che vaglia ammissione, revoca o modifica al programma di protezione di collaboratori e testimoni di giustizia.
28 gennaio 2011
da www.narcomafie.it

Cuffaro, dal Palazzo dei Normanni alla cella di Rebibbia

Favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione del segreto istruttorio. Questa la condanna per l’ex Presidente della Regione Sicilia, Salvatore “Totò” Cuffaro, che da sabato pomeriggio è recluso nel carcere romano di Rebibbia. La Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Antonio Esposito, si è così espressa a conclusione del procedimento giudiziario denominato “Talpe alla Dda”.
di Marika Demaria – 24 gennaio 2011
da www.narcomafie.it

Quanti coccodrilli per il mafioso Cuffaro…

Totò Cuffaro è, in via definitiva, un mafioso. In galera starà a dir tanto fino a Pasqua ma è stato condannato in tre gradi di giudizio come tale. Totò Cuffaro non era un portaborse, un assessore o un consigliere. Era il governatore della Sicilia, una regione di più di cinque milioni di abitanti.
di Gennaro Carotenuto – 22 gennaio 2011
da www.gennarocarotenuto.it

Paolo Borsellino, ricordo amaro a Castelvetrano

Il 19 gennaio Paolo Borsellino avrebbe compiuto 71 anni. L’associazione Antiracket di Castelvetrano, nel trapanese, avrebbe voluto ricordarlo con un incontro rivolto alle scuole. Avrebbe, ma non è stato possibile: le classi invitate hanno disertato l’appuntamento, su impulso del dirigente scolastico Francesco Fiordaliso.
21 gennaio 2011
da www.narcomafie.it

I pm: “Lombardo eletto con l’aiuto di Cosa nostra”

I giudici di Catania: “Per lui e il fratello la prova di rapporti diretti con la mafia”. Il governatore siciliano e deputato dell’Mpa indagato per “concorso esterno”.
di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti – 5 novembre 2010
da www.repubblica.it

Bersani stacchi la spina al governo Lombardo

Bene ha fatto il segretario del Pd Bersani a chiedere a Fini di staccare la spina al governo Berlusconi. Vorrei rivolgergli adesso la medesima richiesta a proposito della Sicilia: stacchi, onorevole Bersani, la spina al governo Lombardo, eviti che il Pd continui a rendersi complice e subalterno al peggior esecutivo nella storia dell’Isola. Soprattutto oggi che Raffaele Lombardo viene formalmente raggiunto da un’accusa grave (grave per chiunque, gravissima per la più alta istituzione siciliana): essere colluso con la mafia.
di Claudio Fava – 3 novembre 2010
da www.ilfattoquotidiano.it