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Lavoro

Melfi non ci sta «Fiat sbaglia»

Alla porta Venosina ci arrivano in un migliaio, cittadini lucani, delegazioni, i gonfaloni dei comuni limitrofi, ma soprattutto loro, tantissimi, quelli di San Nicola, con le T-shirt blu della Sata. Da lontano potrebbero anche essere scambiati per tifosi dell’Italia, se non fosse che oltre a essere stati eliminati da tempo e malamente dai mondiali in Sud Africa, a Melfi venerdì, nel giorno più cocente, dell’anno più caldo di sempre, per sfilare tre ore sotto il sole di un centro cittadino incandescente si deve avere un ottimo motivo, e non è il calcio.
Francesca Pilla, inviata a Melfi – 17 luglio 2010
da www.ilmanifesto.it

Tra vecchi slogan e Contessa spunta uno sciopero vero

Sul palco partono gli interventi però la gente continua ad arrivare e fa sgranare gli occhi. Tanti i giovani, almeno quanti i pensionati dello Spi. Oibò, che succede? A vederli, a contarli, ad ascoltare quelle note e quelle parole dimenticate (“Fischia il vento, tuona la bufera… La dura sorte del fascista…”), a guardare le bandiere rosse sventolare, allora provi a pizzicarti e a uscire da un sogno che pare di trent’anni fa. Pare anche, a cercare invece paragoni col giorno d’oggi, il corteo del Primo Maggio.
di Ettore Boffano – 3 luglio 2010
da http://torino.repubblica.it

Le scimmie del capitalismo impazzito

Di Pomigliano dovremo parlare a lungo. Anzi, più che parlarne, su questa trincea dovremo combattere. Perché questo è l’inizio di una svolta epocale, in cui chi comanda cerca di imporre le sue nuove regole alla società intera.
di Giulietto Chiesa – 30 giugno 2010
da www.megachipdue.info

Venerdì 2 luglio 2010 sciopero generale

dell’intera giornata per i lavoratori dei settori pubblici, bancari, poste e di 4 ore per i lavoratori dei settori privati. Manifestazione e corteo da porta susa (ore 9:30) a Piazza Castello.
da www.cgiltorino.it

Il Piano per Pomigliano e quello del Governo: c’è tra loro un collegamento preciso

Pomigliano. La Fiat ha agito con spregiudicata durezza e ha messo sul tavolo un ricatto verso i sindacati e i lavoratori: o si accettano le condizioni della Fiat o lo stabilimento, e quindi l’occupazione, non ha futuro. Purtroppo il ricatto è scattato, i sindacati si sono divisi, il Governo si è schierato con la Fiat, ancora una volta si è arrivati ad un accordo separato. Nel pacchetto dell’Azienda c’è un drastico peggioramento delle condizioni di lavoro, una lesione del diritto di sciopero, fino ad investire quanto previsto dalla Costituzione, la malattia diventa fonte di sospetto assenteismo anche per chi è veramente malato.
di Alfiero Grandi – 21 giugno 2010
da www.sinistra-democratica.it

Lo statuto della Fiat a Pomigliano

La ricetta imposta stavolta non è molto diversa da quelle del passato, e più che sulla produttività punta sul vecchio ingrediente: lavoro a basso costo. La questione dello stabilimento Fiat di Pomigliano, al di là delle caratteristiche specifiche e degli esiti che al momento non sono ancora noti, rappresenta un tassello verso lo smantellamento dello statuto dei lavoratori di cui si sono appena celebrati i 40 anni di vita. I diritti dei lavoratori sono ancora una volta messi in discussione.
di Lia Fubini – 21 giugno 2010
da www.sbilanciamoci.info

Accordo separato Pomigliano

In questi giorni grande rilevanza viene data su tutti gli organi di informazione alla vicenda di Pomigliano. Tuttavia abbiamo purtroppo verificato che i contenuti reali dell’intesa, quelli che hanno indotto la Fiom a ritenerla inaccettabile perché lesiva dei più elementari diritti dei lavoratori, fino a quelli costituzionali, non sono stati sufficientemente messi a conoscenza dell’opinione pubblica.
Maurizio Landini – Segretario generale Fiom – 17 giugno 2010
da www.fiom.cgil.it

La beffa di Pomigliano

Il contratto nazionale del lavoro sta trovando la sua tomba a Pomigliano d’Arco. Nel referendum che ci sarà tra un mese, fra gli operai della FIAT viene chiesto ai lavoratori se preferiscono essere feriti o ammazzati, se morire di fame e restare senza reddito o lavorare come schiavi. Mi sembra un quesito malato. Ai lavoratori gli si sta chiedendo solo di sottoporsi a un ricatto pur di continuare a portare il pane a casa, pur di continuare ad avere una qualche prospettiva di vita. Il referendum non da un aut aut, non propone scelte alternative, ma disegna con chiarezza un laccio stretto intorno al collo dei lavoratori e del mondo del lavoro.
Nichi Vendola – 16 giugno 2010
da www.sinistraeliberta.eu

Attacco al lavoro

Il Governo e Confindustria continuano la loro incessante opera di stravolgimento del mondo del lavoro, demolendone i più elementari diritti. L’ennesima ghiotta occasione è data dallo stabilimento della FIAT di Pomigliano, che a detta dell’astuto Marchionne è diventato non più produttivo, quindi, o si delocalizza in un paese dell’est europeo, o si deve procedere con un immediato aumento della sua capacità produttiva.
Andrea Sironi – 15 giugno 2010
da www.sinistraeliberta.eu

Fiat, ricatti e sfruttamento sotto il velo della globalizzazione

E’ possibile che la Fiat non abbia davvero alcuna alternativa. O riesce ad avvicinare il costo di produzione dello stabilimento di Pomigliano a quello degli stabilimenti siti in Polonia, Serbia o Turchia, o non riuscirà più a vendere né in Italia né altrove le auto costruite in Campania. L’industria mondiale dell’auto è afflitta da un eccesso pauroso di capacità produttiva, ormai stimato intorno aI 40 per cento. Di conseguenza i produttori si affrontano con furibonde battaglie sul fronte del prezzo delle vetture al cliente.
di Luciano Gallino, la Repubblica, 14 giugno 2010
da http://temi.repubblica.it/micromega-online/