Non cadiamo nella trappola. La legge-bavaglio non è stata affatto ritirata. Anche con gli emendamenti degli amici di Fini, Berlusconi vuole che sia approvata a tambur battente. E poiché dal punto di vista dell’immagine è lui che ha ceduto a Fini, se Berlusconi è disposto a passar sopra alla figuraccia, pur di portare a casa la legge, vuol dire che ha un interesse spasmodico alla sua approvazione. Che ne ha bisogno per bloccare possibili indagini. Su reati di cui lui evidentemente sa, mentre noi possiamo solo esercitare l’immaginazione.
di Paolo Flores d’Arcais – 22 luglio 2010
da www.ilfattoquotidiano.it
Bavaglio, non cadiamo nella trappola
Quando l’informazione diventa propaganda
Per dimostrare che siamo tutti intercettati, il Tg della rete ammiraglia fornisce ai suoi telespettatori dei dati falsi.
di Peter Gomez – 3 luglio 2010
da www.ilfattoquotidiano.it
Legge bavaglio. I criminali fanno festa
Finalmente il bavaglio è passato al Senato. Ora si spera che passi alla svelta pure alla Camera e diventi legge, così vedremo se abbiamo ancora un capo dello Stato (che in teoria non dovrebbe firmare), una Corte costituzionale (che in teoria dovrebbe bocciare), una Costituzione (che in teoria tutelerebbe la libertà d’informazione e la legalità) e una libera stampa (che in teoria dovrebbe far disobbedienza civile).
di Marco Travaglio – 11 giugno 2010
da http://antefatto.ilcannocchiale.it
Bavaglio all’informazione, un salto a 87 anni fa
Approvata la legge bavaglio, si apre un buco nero nella cronaca, che balza indietro a 87 anni fa, un buco nero della Storia. Ecco come nel luglio del 1923 il Governo guidato da Benito Mussolini attuò una serie di provvedimenti per mettere il bavaglio ai giornalisti e all’informazione. Fu l’inizio di una drammatica stagione che portò al Regime fascista.
10 Giugno 2010
da www.megachipdue.info
Emergenza immigrazione? Quando serve
Maurizio Ambrosini, esperto di processi migratori: “Ora all’improvviso per le tv governative c’è sicurezza”.
Improvvisamente, cala il sipario sugli immigrati. Non se ne parla quasi più, non sono più un problema. La lotta contro i clandestini è stata vinta, ripete trionfante da tutte le tribune il ministro dell’Interno Roberto Maroni. “Soprattutto si parla meno di criminalità e devianza legata agli immigrati.
di Corrado Giustiniani – da Il Fatto Quotidiano del 23 maggio 2010
da http://antefatto.ilcannocchiale.it
La lettera con cui Maria Luisa Busi rinuncia ad andare in video
Ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.
Maria Luisa Busi – Da il Fatto Quotidiano del 22 maggio 2010
da http://antefatto.ilcannocchiale.it
Radio 100 passi
Una web radio contro le mafie, nel nome di Peppino Impastato.
Il 5 gennaio 2010 Impastato avrebbe compiuto 62 anni e proprio in quella data ha preso il volo Radio 100 passi, la web radio che nasce dalle ceneri di Radio Out e trasmette proprio dalla casa di Peppino a Cinisi. Approda su Internet la voce che la mafia ha messo a tacere più di trent’anni fa, la voce che ebbe il coraggio e l’incoscienza di fronteggiare a viso aperto la mafia siciliana.
Stefano Moro – maggio 2010
da www.dimensioni.org
Intercettazioni: abbiamo il “diritto di sapere”
La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha sancito in diverse sentenze la prevalenza del diritto di cronaca su ogni altra questione, compresa la privacy. Non si possono vietare le cronache giudiziarie né perquisire le redazioni.
Siamo alle solite. C’è un indagato eccellente (questa volta tocca al ministro Scajola), ci sono i giornali che riportano la notizia e raccontano l’inchiesta della magistratura. Indignata, la casta politica stigmatizza non il presunto reato, ma il “processo mediatico”. Già, perché tra un politico sospettato di rubare (presunto innocente fino alla sentenza definitiva) e un giornalista che racconta i fatti, quest’ultimo è “presunto colpevole”, anche senza processo.
Manlio Cammarata – 3 maggio 2010
da www.mcreporter.info
Brutte notizie
Sentiremo parlare degli avvoltoi aquilani che ridevano per il terremoto. Ma tra qualche tempo. Forse. La legge di Berlusconi sulle intercettazioni prevede che i giornali possano pubblicare i materiali di un’inchiesta solo a conclusione delle indagini preliminari. Nemmeno un riassunto del contenuto sarà consentito. Poi, ieri, un’altra perla: non si potrà registrare una conversazione di cui si è parte, a meno che la persona registrata non commetta un reato. Se una donna vuole incastrare il violentatore che in quel giorno non si esibisce nel suo sport preferito, rischia fino a quattro anni di carcere. È il cosiddetto «emendamento-D’Addario».
Norma Rangeri – 21 aprile 2010
da www.ilmanifesto.it
Taglia del governo sulla libertà di stampa
Arrivano gli emendamenti anti-D’Addario (divieto di registrazione), quello che “salva” i criminali se in compagnia di un onorevole, e bavaglio e carcere per i giornalisti.
di Marco Travaglio – 21 aprile 2010
da http://antefatto.ilcannocchiale.it

