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Giustizia

Sbarca in senato il «lodo Gasparri» che salva tutti i ministri

Ora che l’assedio delle procure accerchia stabilmente non solo il presidente del consiglio ma anche mezzo governo la maggioranza può finalmente presentare il «lodo» di rango costituzionale che sospende qualsiasi processo a carico di membri del governo per tutta la durata del mandato.
di Matteo Bartocci – 13 maggio 2010
da www.ilmanifesto.it

Intercettazioni: abbiamo il “diritto di sapere”

La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha sancito in diverse sentenze la prevalenza del diritto di cronaca su ogni altra questione, compresa la privacy. Non si possono vietare le cronache giudiziarie né perquisire le redazioni.
Siamo alle solite. C’è un indagato eccellente (questa volta tocca al ministro Scajola), ci sono i giornali che riportano la notizia e raccontano l’inchiesta della magistratura. Indignata, la casta politica stigmatizza non il presunto reato, ma il “processo mediatico”. Già, perché tra un politico sospettato di rubare (presunto innocente fino alla sentenza definitiva) e un giornalista che racconta i fatti, quest’ultimo è “presunto colpevole”, anche senza processo.
Manlio Cammarata – 3 maggio 2010
da www.mcreporter.info

Stefano Cucchi: falsità ed omissioni per nascondere il pestaggio

Sarebbe bastato un semplice cucchiaino di zucchero sciolto in un bicchiere di acqua a salvare la vita di Stefano Cucchi.
di Roberta Serdoz – Fonte: Articolo21 – 2 maggio 2010
da www.perlapace.it

Cucchi: per salvarlo bastava acqua e zucchero

La Procura chiude le indagini, imminenti 13 richieste di rinvio a giudizio.
Acqua e zucchero a volte possono salvare la vita. Se i medici del reparto detentivo dell’ospedale romano Pertini gli avessero dato un bicchiere d’acqua con un cucchiaino di zucchero, Stefano Cucchi non sarebbe morto.
di Silvia D’Onghia – da il Fatto Quotidiano dell’1 maggio 2010
http://antefatto.ilcannocchiale.it

Brutte notizie

Sentiremo parlare degli avvoltoi aquilani che ridevano per il terremoto. Ma tra qualche tempo. Forse. La legge di Berlusconi sulle intercettazioni prevede che i giornali possano pubblicare i materiali di un’inchiesta solo a conclusione delle indagini preliminari. Nemmeno un riassunto del contenuto sarà consentito. Poi, ieri, un’altra perla: non si potrà registrare una conversazione di cui si è parte, a meno che la persona registrata non commetta un reato. Se una donna vuole incastrare il violentatore che in quel giorno non si esibisce nel suo sport preferito, rischia fino a quattro anni di carcere. È il cosiddetto «emendamento-D’Addario».
Norma Rangeri – 21 aprile 2010
da www.ilmanifesto.it

Taglia del governo sulla libertà di stampa

Arrivano gli emendamenti anti-D’Addario (divieto di registrazione), quello che “salva” i criminali se in compagnia di un onorevole, e bavaglio e carcere per i giornalisti.
di Marco Travaglio – 21 aprile 2010
da http://antefatto.ilcannocchiale.it

Per candidarsi 200mila euro

Politiche 2008: il socio di Dell’Utri, Aldo Micciché, parla al telefono di richieste di soli per diventare deputato. Uno dei suoi interlocutori: “In listà c’è chi è entrato grazie ai casalesi”.
di Enrico Fierro – da Il Fatto Quotidiano dell’11 aprile 2010
http://antefatto.ilcannocchiale.it

Napolitano, 11 volte vergogna

Il capo dello Stato ha firmato anche la legge sul legittimo impedimento, per salvare Berlusconi e i ministri dai processi, anche se è palesemente incostituzionale.
di Marco Travaglio – 7 aprile 2010
da http://antefatto.ilcannocchiale.it

Preti pedofili, Alfano invia ispettori a Milano

Il procuratore: “Non ho accusato la Chiesa”.
Il capo del pool anti stupri Forno aveva parlato di coperture degli abusi.
Il ministro: “Verificheremo se ci sono gli estremi per diffamazione”.
Da verificare se le dichiarazioni rese al ‘Giornale’ abbiano “violato i doveri di correttezza, equilibrio e riserbo”. Il magistrato: “Ho solo detto che non arrivavano denunce”. La Curia di Milano: “Mai coperto abusi”.
2 aprile 2010
da www.repubblica.it

Ucciso come Stefano Cucchi. Prima le sevizie, poi la morte

Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero vengono fermati in stato di ebbrezza verso le 3 del mattino da una volante dei carabinieri, mentre spostano alcune transenne bloccando l’accesso a una strada. Uno dei due carabinieri riconosce Uva, lo chiama per nome e inizia a inseguirlo mentre questi tenta la fuga. Biggiogero cerca di correre in aiuto di Uva per impedire al carabiniere di colpire l’amico, ma l’altro militare lo immobilizza e gli impedisce di intervenire.
di V.Calderone e L.Manconi – 19 marzo 2010
da www.unita.it