Non cadiamo nella trappola. La legge-bavaglio non è stata affatto ritirata. Anche con gli emendamenti degli amici di Fini, Berlusconi vuole che sia approvata a tambur battente. E poiché dal punto di vista dell’immagine è lui che ha ceduto a Fini, se Berlusconi è disposto a passar sopra alla figuraccia, pur di portare a casa la legge, vuol dire che ha un interesse spasmodico alla sua approvazione. Che ne ha bisogno per bloccare possibili indagini. Su reati di cui lui evidentemente sa, mentre noi possiamo solo esercitare l’immaginazione.
di Paolo Flores d’Arcais – 22 luglio 2010
da www.ilfattoquotidiano.it
Bavaglio, non cadiamo nella trappola
Quando l’informazione diventa propaganda
Per dimostrare che siamo tutti intercettati, il Tg della rete ammiraglia fornisce ai suoi telespettatori dei dati falsi.
di Peter Gomez – 3 luglio 2010
da www.ilfattoquotidiano.it
Dell’Utri, incrinata l’impunibilità dei potenti che trescano con la mafia
Al di là degli anni di condanna, la decisione dei giudici apre la strada a un riflessione collettiva sui rapporti tra mafia e politica. Lo spettacolo indecente dei telegiornali che fanno a gara per nascondere la parola ‘’condanna’’, per trasmettere gli applausi che hanno chiuso la conferenza stampa di Marcello Dell’Utri e per amplificare i cori di gioia del centro destra che festeggia il “successo politico del verdetto’’ nasconde il dato principale di questa sentenza: oggi i giudici di Palermo hanno condannato per mafia il braccio destro di Silvio Berlusconi, per fatti compiuti fino al 1992.
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza – 30 giugno 2010
da www.ilfattoquotidiano.it
Sette anni, ne dimostra di più
Dunque, anche per la Corte d’appello di Palermo, Marcello Dell’Utri è un mafioso. Dopo cinque giorni di battaglia in camera di consiglio, i giudici più benevoli che lui abbia mai incontrato hanno stabilito quanto segue: fino al 1992, prima in casa Berlusconi, poi nella Fininvest, poi in Publitalia, ha sicuramente lavorato per Cosa Nostra (la vecchia mafia dei Bontate e Teresi, e la nuova mafia dei Riina e Provenzano) e contemporaneamente per il Cavaliere palazzinaro, finanziere, editore, tycoon televisivo.
di Marco Travaglio – 29 giugno 2010
da www.ilfattoquotidiano.it
Condannato il ‘Capo’
De Gennaro istigò a mentire. Era il capo della polizia, ora è un pezzo grosso dei Servizi segreti. E da qualche ora è anche un imputato condannato in secondo grado di giudizio a un anno e quattro mesi per aver istigato alla falsa testimonianza l’allora questore di Genova Francesco Colucci. La vicenda è quella della macelleria nella scuola Diaz, G8 del 2001.
di Angelo Miotto – 17 giugno 2010
da http://it.peacereporter.net
Inchiesta appalti, parla Lunardi “Ho avuto favori, che male c’è?”
L’ex ministro delle infrastrutture coinvolto nel caso della “lista Anemone”: “E’ un amico. Scajola? Ha fatto delle cose non corrette, per non dire altro. Bertolaso è maggiorenne e responsabile, ne pagherà le conseguenze”
di Corrado Zunino – 14 giugno
da www.repubblica.it
Legge bavaglio. I criminali fanno festa
Finalmente il bavaglio è passato al Senato. Ora si spera che passi alla svelta pure alla Camera e diventi legge, così vedremo se abbiamo ancora un capo dello Stato (che in teoria non dovrebbe firmare), una Corte costituzionale (che in teoria dovrebbe bocciare), una Costituzione (che in teoria tutelerebbe la libertà d’informazione e la legalità) e una libera stampa (che in teoria dovrebbe far disobbedienza civile).
di Marco Travaglio – 11 giugno 2010
da http://antefatto.ilcannocchiale.it
Quando lo Ior truccò le carte per difendere Andreotti
Gira e rigira il problema è sempre il solito: lo Ior. Molti dei protagonisti delle inchieste di Firenze e Perugia sulle malefatte della cricca sono legati a doppio filo al Vaticano e alle sue più alte gerarchie.
di Peter Gomez – 18 maggio 2010 – Il Fatto Quotidiano
da www.antimafiaduemila.com
Sbarca in senato il «lodo Gasparri» che salva tutti i ministri
Ora che l’assedio delle procure accerchia stabilmente non solo il presidente del consiglio ma anche mezzo governo la maggioranza può finalmente presentare il «lodo» di rango costituzionale che sospende qualsiasi processo a carico di membri del governo per tutta la durata del mandato.
di Matteo Bartocci – 13 maggio 2010
da www.ilmanifesto.it
Intercettazioni: abbiamo il “diritto di sapere”
La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha sancito in diverse sentenze la prevalenza del diritto di cronaca su ogni altra questione, compresa la privacy. Non si possono vietare le cronache giudiziarie né perquisire le redazioni.
Siamo alle solite. C’è un indagato eccellente (questa volta tocca al ministro Scajola), ci sono i giornali che riportano la notizia e raccontano l’inchiesta della magistratura. Indignata, la casta politica stigmatizza non il presunto reato, ma il “processo mediatico”. Già, perché tra un politico sospettato di rubare (presunto innocente fino alla sentenza definitiva) e un giornalista che racconta i fatti, quest’ultimo è “presunto colpevole”, anche senza processo.
Manlio Cammarata – 3 maggio 2010
da www.mcreporter.info

