Intervista a Diletta Benedetto, Community Manager. Cambiano i media e cambia la comunicazione. E’ senza dubbio l’era del web e dei social network, lo conferma anche il rapporto 2011 del Censis quando riporta che sotto i trent’anni l’utilizzo della televisione è paragonabile a quello di Google e Facebook.
di Stefano Moro, su Dimensioni Nuove – 8 gennaio 2012
da http://www.stefanomoro.eu/2012/01/community-manager-passatempo-o-professione/
Community Manager. Passatempo o professione?
L’Argentina è in lutto. Il sottosegretario al commercio, all’uscita da una riunione con il Fondo Monetario, si impicca all’età di 33 anni.
Tempi duri per i puri, non vi è dubbio. A Montevideo, Uruguay, ieri notte, il sottosegretario alla presidenza e al commercio nonché l’uomo che sarebbe dovuto essere il prossimo ministro dell’economia della Repubblica Argentina, Ivan Heyn si è impiccato nella sua stanza d’albergo, all’Hotel Radisson. La notizia, indifferente per noi europei, viene vissuta come una enorme tragedia per tutta l’America Latina e anche in Usa l’evento ha suscitato un forte impatto.
di Sergio Di Cori Modigliani – 21 dicembre 2011
da http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.com/2011/12/largentina-e-in-lutto-il-ministro.html
L’Argentina in dieci anni dal collasso al rinascimento. Come liberarsi del Fondo Monetario Internazionale e vivere felici
Oggi, esattamente dieci anni fa, tra il 19 e il 20 dicembre 2001, l’Argentina esplodeva. Fernando de la Rúa, ultimo presidente di una notte neoliberale durata 46 anni, appoggiato da una maggioranza nominalmente di centro-sinistra, sparava sulla folla (i morti furono una quarantina) ma era costretto a fuggire dalla mobilitazione di un paese intero.
di Gennaro Carotenuto – 19 dicembre 2011
da www.gennarocarotenuto.it
segnalato da www.fabionews.info
L’esperienza argentina e la crisi europea
“Con la guida del Fmi, i risultati furono disastrosi”. Intervista a Joseph Stiglitz.
di Tomas Lukin e Javier Lewkowicz – 9 dicembre 2011
tradotto da comedonchisciotte.org
segnalato da www.fabionews.info
Come prima, più di prima. Una manovra senza equità
“Sacrifici ma nel segno dell’equità, per combattere la crisi”: così Monti pochi giorni fa in Parlamento. La sua manovra ci consegna oggi una promessa mantenuta solo nella prima metà: i sacrifici ci sono tutti, mentre dell’equità sociale non rimane traccia. Per questo la nostra contrarietà nel merito dei singoli provvedimenti è profonda. Nell’azione del governo cambia lo stile, ma il segno politico resta la continuità con le manovre precedenti.
http://www.sinistraecologialiberta.it/pdf/proposteSEL.pdf
Barbara Spinelli: “Chiesa e Ici, una questione morale”
È scandaloso che la Chiesa italiana chieda più equità nella manovra, e non sia sfiorata dal dubbio che anche lei debba contribuire ai sacrifici chiesti agli italiani, pagando come ciascuno l’Ici sugli immobili. Non dovrebbe neppure aspettare che il governo discuta la questione. Dovrebbe anticipare le mosse dell’esecutivo ed esigere – qui, subito – di essere tassata come lo sono tutti, di contribuire al risanamento italiano con una parte delle proprie ricchezze.
di Barbara Spinelli – 8 dicembre 2011
http://temi.repubblica.it/micromega-online/barbara-spinelli-chiesa-e-ici-una-questione-morale/
Ci vuole vera equità
Ci vuole piu’ equità: lo ha detto una parte della Chiesa, lo ha detto una parte del Parlamento, lo dicono i sindacati. Allora credo che equità significhi non tirare le orecchie a qualche ricco che uno incontra per strada. Equità significa intervenire radicalmente sulla struttura della ricchezza. In questo Paese o si dice patrimoniale e si interviene sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, oppure è davvero difficile credere che un pensionato a 850-900 euro al mese, che ha un cumulo di bollette per le quali deve decidere a cosa rinunciare dei suoi diritti, debba anche sobbarcarsi il costo di questa manovra. Per me è inaccettabile.
Nichi Vendola – 7 dicembre 2011
da http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/ci-vuole-vera-equita/
Presidente, ci sarebbe anche la mafia
Sono assolutamente d’accordo che a pagare questa manovra lacrime, sangue, piastrine e globuli (rossi e bianchi) debbano essere i pensionati, che sono considerati pacificamente la vera causa della crisi economica universale. Loro che con l’evasione fiscale, con i soldi nei paradisi fiscali, con la loro pirateria borsistica hanno portato a fondo la nostra economia. Loro che vanno alla bocciofila in Ferrari e che dichiarano solo 6-700 euro al mese. Loro che dopo aver fatto finta di lavorare una vita pensavano di godersi la vecchiaia, organizzando feste e festini nei circoli ricreativi pagati da noi. Tiè!
Benny Calasanzio – 7 dicembre 2011
da http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/12/07/benny-calasanzio-presidente-ci-sarebbe-anche-la-mafia/
Se piangono i ministri, cosa devono fare i lavoratori e i pensionati… sciopero generale
La manovra decisa dal governo Monti è un intollerabile concentrato di aggressioni alle condizioni di vita della maggioranza della popolazione italiana. Il 10% più ricco del paese, che detiene la metà della ricchezza nazionale, pagherà si e no l’1% dei costi della manovra. Il restante 90% paga tutto il resto e la stragrande maggioranza dei costi sono su lavoratori dipendenti e pensionati.
di Giorgio Cremaschi – 5 dicembre 2011
da www.rete28aprile.it
segnalato da www.fabionews.info
L’Fmi chiede aiuto all’America latina
Cambia il vento e da peso per l’Fmi oggi i Paesi sudamericani sono una risorsa. Soprattutto economica.
Il vento che spira in America latina da qualche anno è cambiato. L’ondata progressista che ha investito l’area ha di fatto cambiato positivamente la società e l’economia dei Paesi della zona. Inoltre, le diverse economie che negli ultimi anni hanno fatto passi da gigante, adesso fanno molta gola anche a quei paesi e continenti che dell’America latina non si erano mai interessati.
Alessandro Grandi – 5 dicembre 2011
da http://it.peacereporter.net/articolo/31952/L%27Fmi+chiede+aiuto+all%27America+latina

